
L’Ateneo Rumeno è la grande sala da concerto di Bucarest, un edificio rotondo con cupola e un portico a forma di tempio sulla Calea Victoriei. Inaugurato nel 1888, fu pagato in parte da semplici cittadini che risposero all’appello “Dați un leu pentru Ateneu!” (Date un leu per l’Ateneo), e nella sua sala un affresco di 70 metri racconta la storia della Romania.
L’Ateneo Rumeno in breve
- Dove: sulla Calea Victoriei, all’estremità nord di Piazza della Rivoluzione, davanti a un piccolo giardino con la statua del poeta Mihai Eminescu.
- Costruito: 1886–1888, con lavori fino al 1897; restaurato e modernizzato dal 1994 al 2004.
- Di: l’architetto francese Albert Galleron; l’affresco della sala è di Costin Petrescu.
- Cos’è oggi: la sala da concerto più prestigiosa di Bucarest, sede della Filarmonica George Enescu e sede principale del Festival George Enescu.
- Tempo necessario: 15 minuti all’esterno; una visita guidata o un concerto richiedono una o due ore.
Un tempio della cultura pagato dal pubblico
Nel 1865 un gruppo di studiosi e personalità fondò la Società dell’Ateneo Rumeno, per diffondere arte e scienza tra i romeni. Voleva una sede propria, e quando i fondi pubblici non bastarono si rivolse alla gente: lo slogan “Date un leu per l’Ateneo” divenne una delle raccolte fondi più famose della storia del paese. I lavori iniziarono nel 1886 su un terreno dell’antico giardino vescovile, sulle fondamenta di un maneggio incompiuto, e l’edificio fu inaugurato il 14 febbraio 1888. Molti allora ritenevano il luogo troppo lontano dal centro.
Il 29 dicembre 1919 l’Ateneo ospitò il parlamento che ratificò l’unione di Bessarabia, Transilvania e Bucovina con il Vecchio Regno, creando la Grande Romania. Nel 1939 fu inaugurato un organo da concerto voluto da George Enescu. Dopo anni di degrado, l’edificio fu consolidato e restaurato tra il 1994 e il 2004 e riaperto nel 2005 per il Festival George Enescu. Nel 2007 ha ricevuto il Marchio del patrimonio europeo.
Cosa osservare
- Il portico con sei colonne ioniche in facciata, dalle proporzioni ispirate all’Eretteo sull’Acropoli di Atene.
- I cinque medaglioni a mosaico sotto il portico, con grandi sovrani delle terre romene, tra cui Neagoe Basarab, Alessandro il Buono e il re Carlo I.
- I nomi di studiosi romeni, come Dimitrie Cantemir e Miron Costin, scolpiti nel muro intorno alla cupola.
- Nella sala da concerto: l’ambiente circolare sotto la cupola, largo circa 28 metri, e l’affresco di Costin Petrescu che lo percorre in 25 scene, dalla conquista della Dacia da parte di Traiano alla Grande Romania.
- La statua di Mihai Eminescu, poeta nazionale romeno, nel giardino davanti all’edificio.
L’affresco che cambiò
Lo spazio per l’affresco era riservato fin dall’inizio: per decenni un’iscrizione dorata sul muro annunciava che un giorno vi sarebbe stato dipinto un grande affresco della storia romena. Costin Petrescu cominciò nel 1933 e l’opera fu inaugurata il 26 maggio 1939. L’ultima scena mostrava re Carlo II tra il suo popolo, ma nel 1940, dopo l’abdicazione forzata di Carlo, il pittore dovette cancellarlo e sostituì il re con un’allegoria di contadine che rappresentano le province della Grande Romania.
Consigli per la visita
- Il modo migliore per vedere l’interno è assistere a un concerto; la Filarmonica vi suona per quasi tutta la stagione.
- Guarda la facciata dal giardino antistante: da lì portico e cupola si allineano meglio.
- La sera l’edificio è illuminato, una bella tappa per una passeggiata serale sulla Calea Victoriei.
- Abbinalo a Piazza della Rivoluzione e al Museo Nazionale d’Arte di fronte.
Nei dintorni
- Piazza della Rivoluzione: il cuore degli eventi del dicembre 1989, con l’ex sede del Partito comunista.
- Museo Nazionale d’Arte della Romania: nell’ex Palazzo Reale, proprio di fronte sulla Calea Victoriei.
- Hotel Athénée Palace: lo storico grand hotel accanto all’Ateneo, costruito nel 1914.
- Calea Victoriei: il grande viale storico di Bucarest, con palazzi, chiese e caffè, che scende verso il centro storico.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
