
Piazza Yenne è la piccola piazza in cima al Largo Carlo Felice a Cagliari, dove si incontrano i quartieri di Stampace e Marina e comincia il Corso Vittorio Emanuele II. È il punto d’incontro preferito della città, pieno di tavolini dal mattino a tarda sera. Ed è anche, ufficialmente, il punto di partenza della strada principale che attraversa la Sardegna: una colonna miliare segna l’inizio della strada reale verso nord, e un re di bronzo in toga romana le fa la guardia.
Piazza Yenne in breve
- Dove: in cima al Largo Carlo Felice, tra i quartieri di Stampace e Marina, all’inizio del Corso Vittorio Emanuele II e di via Manno.
- Realizzata: la colonna miliare fu posta nel 1822; la statua di re Carlo Felice fu collocata nel 1860.
- Da: la statua fu modellata dallo scultore sassarese Andrea Galassi; il basamento fu progettato dall’architetto Gaetano Cima.
- Cos’è oggi: una piazza pedonale con bar e caffè, il posto dove ci si dà appuntamento prima dell’aperitivo o di una passeggiata.
- Tempo necessario: 10–15 minuti per guardarsi intorno, o una serata se ti siedi per bere qualcosa.
La colonna di un viceré e un re in toga
La piazza prende il nome dal marchese Ettore Veuillet d’Yenne, viceré di Sardegna per Casa Savoia. Nel 1822 vi fece collocare una colonna miliare per segnare il punto di partenza di una nuova strada reale che collegava Cagliari a Sassari e Porto Torres, nel nord. La strada fu costruita negli anni Venti dell’Ottocento per volere di re Carlo Felice, che prima di salire al trono nel 1821 aveva governato l’isola come viceré. Oggi è la SS131, che in tutta la Sardegna si chiama semplicemente la Carlo Felice.
Nel 1827 gli Stamenti, i bracci del parlamento sardo, commissionarono un monumento al re. Andrea Galassi realizzò il modello, la statua fu fusa in bronzo all’arsenale di Cagliari e infine collocata nel 1860 su un basamento di Gaetano Cima, con iscrizioni dettate dallo storico cagliaritano Pietro Martini. Il re è raffigurato come un condottiero romano, con elmo, corazza e toga. Non tutti in Sardegna ricordano con affetto i sovrani sabaudi, e ogni tanto torna la proposta di rimuovere la statua; per ora Carlo Felice continua a indicare sopra la piazza.
Cosa osservare
- La statua di Carlo Felice: circa quattro metri di bronzo, il re in armatura romana con elmo e il braccio teso.
- La colonna miliare del 1822, a pochi metri dalla statua: il punto di partenza ufficiale della strada che attraversa l’isola.
- Il basamento in pietra di Gaetano Cima con le iscrizioni in onore del re dettate da Pietro Martini.
- La vista lungo il Largo Carlo Felice, l’ampio viale in discesa che porta dalla piazza al porto e a via Roma.
- L’inizio del Corso Vittorio Emanuele II, la via pedonale di Stampace piena di bar e piccoli ristoranti.
Il braccio che indica la direzione sbagliata
Una storia molto diffusa a Cagliari dice che il braccio teso del re doveva indicare la sua nuova strada verso Sassari, ma che la statua fu montata al contrario e ora punta nella direzione opposta. Se sia stato davvero un errore o semplicemente l’orientamento scelto per la piazza è difficile da dimostrare; prendila come una leggenda cittadina e controlla tu stesso dove indica.
Consigli per la visita
- Vieni nel tardo pomeriggio, quando la piazza si riempie per l’aperitivo e la luce sul Largo Carlo Felice si fa morbida.
- Mettiti ai piedi del basamento e guarda in su per vedere bene elmo e armatura; per una foto con tutto il viale, scendi un po’ lungo il Largo Carlo Felice e voltati.
- Usa Piazza Yenne come punto di partenza: sali per via Manno verso il Bastione di Saint Remy e il quartiere di Castello, oppure vai a ovest lungo il Corso Vittorio Emanuele II dentro Stampace.
Nei dintorni
- Bastione di Saint Remy: la terrazza monumentale sulle antiche mura con un’ampia vista su Cagliari, raggiungibile a piedi salendo per via Manno.
- Resti di San Francesco di Stampace: una targa sul Corso Vittorio Emanuele II ricorda la chiesa francescana medievale, il cui chiostro sopravvive vicino a via Mameli.
- Chiesa di Sant’Anna: la grande chiesa di Stampace, iniziata nel 1785, gravemente danneggiata nella Seconda guerra mondiale e poi ricostruita.
- Torre dell’Elefante: la torre pisana medievale all’ingresso del quartiere di Castello, chiamata così per il piccolo elefante di marmo sulla parete.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
