Parque de Málaga: il parco tropicale costruito sul mare

Palm-lined paths in the Parque de Málaga

Il Parque de Málaga, spesso chiamato semplicemente El Parque, è il lungo viale-giardino tra il centro storico di Málaga e il porto. Sorge su un terreno che fino alla fine dell’Ottocento era mare, e oggi ospita, in pieno centro, centinaia di specie di piante tropicali e subtropicali da tutto il mondo.

Il Parque de Málaga in breve

  • Dove: lungo il Paseo del Parque, da Plaza de la Marina a Plaza del General Torrijos, tra la collina dell’Alcazaba e il porto.
  • Apertura: il terreno fu consegnato alla città nel 1897, le piantagioni iniziarono nel 1899 e i lavori proseguirono fino al 1921.
  • Di: l’architetto Joaquín de Rucoba guidò il progetto, su un terreno colmato secondo un progetto dell’ingegnere Rafael Yagüe.
  • Oggi: un parco pubblico gratuito e la principale passeggiata della città, rinnovato l’ultima volta nel 2007, quando la collezione salì a circa 300 specie.
  • Tempo necessario: da 30 a 45 minuti per una passeggiata con calma da un capo all’altro.

Strappato al mare

Nell’Ottocento la linea di costa passava proprio sotto il centro storico. Per creare il parco e il viale accanto si guadagnarono al mare circa 150 metri di terreno. Il materiale di riempimento venne dalle macerie di case demolite sul versante sud dell’Alcazaba, dal fango dragato nel fiume Guadalmedina e dalla pietra di colline e cave vicine. Il 2 agosto 1897 lo Stato consegnò il nuovo terreno alla città.

Joaquín de Rucoba, l’architetto dell’arena di Málaga, progettò i giardini, con la partecipazione del marchese di Larios e di altri architetti locali. Le piantagioni iniziarono nel 1899 e i lavori si trascinarono fino al 1921. Nei decenni successivi la città riempì il parco di fontane, statue e busti di scrittori e artisti, e lungo il lato nord sorsero grandi edifici pubblici. Il rinnovo del 2007 ampliò molto la collezione botanica.

Cosa osservare

  • Gli alberi: alte palme, ficus giganti e specie esotiche dalle Americhe, dall’Asia e dall’Africa. Cerca il palo borracho, il «bastone ubriaco», con il tronco panciuto e spinoso.
  • La Fuente de las Tres Gracias: la fontana con tre aggraziate figure femminili all’estremità orientale, in Plaza del General Torrijos.
  • Le panchine di maiolica: molte panchine lungo i vialetti sono decorate con piastrelle dipinte di Siviglia.
  • Statue e busti: cerca i poeti Rubén Darío e Salvador Rueda, il pittore Antonio Muñoz Degrain e una piccola statua di Platero, l’asinello del celebre libro di Juan Ramón Jiménez.
  • Gli edifici sul lato nord: il Palacio de la Aduana, oggi sede del Museo de Málaga, il Banco de España e il municipio, tutti affacciati sui giardini.

Un giardino cresciuto con la città

Il clima mite di Málaga è il segreto del parco: specie che altrove in Europa faticherebbero qui crescono all’aperto tutto l’anno. Il parco nacque come vetrina della città di fine Ottocento, collegando il centro storico al nuovo quartiere del porto, ed è ancora il luogo dove si passeggia, ci si siede all’ombra e si ascoltano concerti all’auditorium all’aperto Eduardo Ocón, al centro del parco.

Consigli per la visita

  • D’estate vieni la mattina o nel tardo pomeriggio, quando l’ombra degli alberi rende la passeggiata più piacevole.
  • Usa il parco come scorciatoia ombreggiata tra il centro storico e la passeggiata del porto, il Muelle Uno.
  • Percorri i vialetti interni invece del viale principale: il rumore del traffico cala e la vegetazione è più fitta.
  • Abbina il parco all’Alcazaba e al Teatro romano, proprio di fronte sulla collina.

Nei dintorni

  • Alcazaba: la fortezza-palazzo moresca sulla collina sopra il parco, con giardini, cortili e vista sul porto.
  • Teatro romano: il teatro riportato alla luce ai piedi dell’Alcazaba, dell’epoca di Augusto.
  • Muelle Uno: la passeggiata portuale riqualificata, con negozi, caffè e il cubo di vetro colorato del Centre Pompidou Málaga.
  • Cattedrale di Málaga: la cattedrale con la seconda torre incompiuta, a pochi minuti a piedi dall’estremità di Plaza de la Marina.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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