
L’Arco Etrusco (detto anche Arco di Augusto) è l’imponente porta di pietra di piazza Fortebraccio, al margine nord del centro storico di Perugia. Costruito nel III secolo a.C., è una delle porte meglio conservate del mondo etrusco. Le sue pietre portano ancora il nome che Ottaviano, il futuro Augusto, diede alla città quando la fece ricostruire dopo la guerra del 41–40 a.C.: Augusta Perusia.
L’Arco Etrusco in breve
- Dove: piazza Fortebraccio, in fondo a via Ulisse Rocchi, la via ripida che sale verso la cattedrale.
- Costruito: seconda metà del III secolo a.C., come parte delle mura etrusche di Perugia; restaurato dopo il 40 a.C., con una loggia cinquecentesca e una fontana del 1621 aggiunte in seguito.
- Cos’è oggi: una porta della città che si attraversa ancora, alta circa 11 metri, e il monumento etrusco più famoso di Perugia.
- Tempo necessario: 10–15 minuti, di più se ti fermi per un caffè in piazza.
Una porta etrusca con un nome romano
Perugia era una delle città principali dell’Etruria, e gli Etruschi circondarono il colle con mura di blocchi di travertino posati senza malta. L’arco guarda a nord ed era l’ingresso principale alla città alta. La strada che lo attraversa seguiva l’antico asse nord-sud, il cardo massimo, oggi via Ulisse Rocchi.
Nel 41–40 a.C. Perugia fu travolta dalle guerre civili romane. Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, si rifugiò in città e Ottaviano la assediò finché la fame non la costrinse alla resa. La guerra di Perugia si concluse con gran parte della città in fiamme. Quando Ottaviano, poi imperatore Augusto, la fece ricostruire, Perugia prese il nome di Augusta Perusia, inciso sull’arco. Quasi tre secoli dopo l’imperatore Treboniano Gallo (251–253), che secondo la tradizione era originario di Perugia, concesse alla città il rango di colonia, e si aggiunsero le parole COLONIA VIBIA. Nel Cinquecento sulla torre di sinistra fu costruita una loggia rinascimentale, e nel 1621 ai suoi piedi fu collocata una fontana.
Cosa osservare
- Le due torri: trapezoidali, leggermente rastremate e costruite con enormi blocchi di travertino, incorniciano la porta come un paio di spalle.
- Il doppio arco: un arco inferiore per la strada e uno più piccolo sopra, tra due lesene, che forse un tempo serviva alla difesa.
- Il fregio sopra l’arco principale: una fascia di stile dorico con scudi rotondi alternati a triglifi, uno degli elementi decorativi più antichi della porta.
- Le iscrizioni: cerca AUGUSTA PERUSIA, dell’epoca di Augusto, e COLONIA VIBIA, aggiunta nel III secolo d.C. Per trovarle entrambe serve un attimo di attenzione.
- La loggia e la fontana: una loggia rinascimentale in cima alla torre di sinistra e la fontana seicentesca alla sua base.
- Le mura etrusche: a destra della porta, lungo via Cesare Battisti, corre uno dei tratti più belli rimasti della cinta antica.
Consigli per la visita
- Vieni nel tardo pomeriggio, quando il sole basso scalda il travertino e gli studenti della vicina università riempiono piazza Fortebraccio.
- Per la vista d’insieme spostati sull’altro lato della piazza, vicino a Palazzo Gallenga: da vicino le torri sono troppo alte.
- Passa sotto l’arco e guarda anche la faccia interna, poi segui le mura lungo via Cesare Battisti.
- La salita per via Ulisse Rocchi fino alla cattedrale è breve ma ripida: meglio scarpe comode.
Nei dintorni
- Palazzo Gallenga Stuart: il palazzo settecentesco di piazza Fortebraccio, sede dell’Università per Stranieri, dove studenti di tutto il mondo vengono a imparare l’italiano.
- Piazza IV Novembre: in cima a via Ulisse Rocchi, con la cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore del Duecento.
- Pozzo Etrusco: un profondo pozzo-cisterna etrusco vicino a piazza Danti, in cui si può scendere.
- Tempio di Sant’Angelo: una chiesa paleocristiana a pianta circolare in fondo a corso Garibaldi, tra le più antiche dell’Umbria.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
