
Piazza Eleftherias (Plateia Eleftherias, «piazza della Libertà») è la piazza principale della città di Kos, a pochi passi dal porto. Fu realizzata dall’amministrazione italiana nel 1934–1935, dopo che il terremoto del 1933 aveva distrutto gran parte del vecchio centro, ed è ancora circondata dagli edifici di quel periodo: il Museo archeologico e il mercato comunale porticato. Tra di essi sorge una moschea ottomana del Settecento sopravvissuta alla città di prima.
Piazza Eleftherias in breve
- Dove: nel centro della città di Kos, accanto all’Agorà antica e a pochi minuti a piedi dal porto.
- Costruita: realizzata nel 1934–1935 secondo un nuovo piano regolatore del 1934; gli edifici intorno furono costruiti tra il 1934 e il 1937.
- Di: il piano è dell’architetto italiano Rodolfo Petracco; il mercato comunale fu progettato da Florestano Di Fausto e completato da Petracco.
- Cos’è oggi: la piazza più animata della città, con caffè, il mercato coperto, il Museo archeologico e la moschea Defterdar.
- Tempo necessario: 20–30 minuti per la piazza e il mercato; aggiungi un’ora o più per il museo.
Dalle macerie del terremoto a una piazza italiana
Kos fu governata dai Cavalieri di San Giovanni, poi dagli ottomani dagli anni Venti del Cinquecento e, dal 1912, dall’Italia. Nell’aprile 1933 un forte terremoto devastò la città. Le autorità italiane sfruttarono la ricostruzione per ridisegnare il centro: un nuovo piano di Rodolfo Petracco del 1934 portò strade lastricate, acquedotto, fognature, giardini e marciapiedi, e piazza Eleftherias fu progettata nel 1934–1935 come nuovo centro della città, una piazza vetrina del periodo italiano. Tra il 1934 e il 1937 vi sorsero intorno palazzi con negozi al piano terra.
Il terremoto portò alla luce anche la città antica. Durante la ricostruzione la Scuola archeologica italiana scavò l’Agorà antica accanto alla piazza, una delle più grandi agorà scavate in Grecia. Il Museo archeologico, costruito nel 1935, fu pensato per ospitarne i reperti. Un solo edificio più antico fu conservato come legame tra la città di prima e quella di dopo il terremoto: la moschea Defterdar. Il dominio italiano finì nel 1943, e dopo la Seconda guerra mondiale Kos e le altre isole del Dodecaneso passarono alla Grecia.
Cosa osservare
- Il Museo archeologico: l’edificio italiano del 1935 a due piani, monumento tutelato, con una statua di Ippocrate del IV secolo a.C. e un mosaico con l’arrivo del dio Asclepio a Kos, accolto da Ippocrate.
- Il mercato comunale: il mercato porticato del 1934 intorno a un grande cortile centrale, dove si vendono miele, olio d’oliva, dolci al cucchiaio, vino dell’isola e krasotyri, il formaggio di capra stagionato nel vino rosso.
- La moschea Defterdar: la moschea cubica in pietra con cupola e minareto, affacciata sulla piazza.
- La fontana ottagonale di marmo vicino alla moschea, sotto una volta che poggia su sei archi.
- L’edificio Aigli con il cinema Orfeas, un altro edificio di epoca italiana sulla piazza.
La moschea sopravvissuta a due città
La moschea Defterdar fu costruita alla fine del Settecento per volere di Ibrahim Efendi, un defterdar ottomano, cioè ministro delle finanze, da cui il nome. È stato ipotizzato che prima sul sito sorgesse una chiesa di Santa Parasceve. L’edificio ha due piani: negozi al piano terra e sopra la sala di preghiera, sotto una cupola sostenuta da dodici archi. I terremoti del 1926 e del 1933 la danneggiarono gravemente e gli italiani la restaurarono, smontando e ricostruendo la parte alta del minareto. Il minareto fu restaurato di nuovo nel 2004–2005, ma nel terremoto del luglio 2017 crollò, e da allora la moschea è stata oggetto di un lungo restauro.
Consigli per la visita
- Vieni al mattino, quando il mercato è più vivace e il museo è più fresco della strada.
- Guarda la piazza dai gradini del museo: da lì vedi come si combinano gli edifici italiani, la moschea e le palme.
- Compra souvenir da mangiare al mercato coperto, poi siediti in uno dei caffè della piazza.
- Se visiti la moschea, vestiti in modo sobrio e rispetta gli orari di preghiera.
Nei dintorni
- Agorà antica: la piazza del mercato dell’antica Kos, riportata alla luce accanto alla piazza, con colonne, botteghe e resti di templi.
- Platano di Ippocrate: l’enorme vecchio platano sotto il quale, secondo la leggenda, Ippocrate insegnava ai suoi allievi; l’albero che vedi è molto più giovane di lui.
- Castello di Nerantzia: la fortezza dei Cavalieri all’ingresso del porto, collegata alla città da un ponte sopra quello che era un fossato.
- Porto di Kos: il lungomare con le barche da pesca e da escursione, a pochi minuti a piedi dalla piazza.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
