Santa Eulàlia a Palma: la chiesa dove fu incoronato Giacomo II

The church of Santa Eulàlia in Palma de Mallorca

Santa Eulàlia è una chiesa parrocchiale gotica sull’omonima piazza nel centro storico di Palma, a pochi passi dal municipio. Fu iniziata nel XIII secolo, poco dopo la conquista cristiana di Maiorca, e all’epoca era la più grande chiesa parrocchiale della città. Qui fu incoronato re di Maiorca Giacomo II, e nel 1435 l’ultima comunità ebraica di Palma fu battezzata tra le sue mura.

Santa Eulàlia in breve

  • Dove: Plaça de Santa Eulàlia, nel centro storico di Palma, a pochi passi da Plaça de Cort e dal municipio.
  • Costruita: dal XIII secolo, con lavori proseguiti nel XIV e XV; la facciata neogotica e il campanile risalgono al 1894–1903.
  • Cos’è oggi: una chiesa parrocchiale aperta al culto e monumento tutelato dal 1931.
  • Tempo necessario: 20–30 minuti all’interno, qualcuno in più per la facciata vista dalla piazza.

Dalla conquista alla conversione

Giacomo I d’Aragona conquistò Maiorca ai suoi sovrani musulmani nel 1229. La nuova parrocchia fu dedicata a Sant’Eulalia, patrona di Barcellona, una scelta naturale per i coloni catalani arrivati con lui. La chiesa fu costruita in stile gotico catalano e diventò un palcoscenico per il nuovo regno: secondo le fonti turistiche, Giacomo II fu incoronato re di Maiorca qui nel 1276, quando la cattedrale era ancora lontana dall’essere finita.

Santa Eulàlia è anche al centro di uno degli episodi più bui della storia di Maiorca. Dopo gli assalti ai quartieri ebraici del 1391 e decenni di pressioni, nel 1435 tutta la comunità ebraica rimasta a Palma fu battezzata in questa chiesa, molti sotto la minaccia della violenza. I loro discendenti, gli xuetes, vivevano nelle strade vicine e continuarono a frequentarla per secoli, nonostante le discriminazioni. Nell’Ottocento un terremoto del 1851 danneggiò la vecchia facciata, e tra il 1894 e il 1903 la chiesa ricevette la facciata neogotica e l’alto campanile che vedi oggi.

Cosa osservare

  • Il campanile e la facciata neogotici, completati nel 1903. Confronta la loro pietra nitida con i muri laterali più antichi e semplici.
  • La navata: un unico alto spazio di sei campate, con navate laterali più basse e cappelle tra i contrafforti, tipico del gotico catalano.
  • Il deambulatorio dietro l’altare maggiore, un passaggio attorno all’abside con piccole cappelle, insolito per una chiesa parrocchiale.
  • I dipinti medievali: un Salvator Mundi firmato dal pittore Francesc Comes, attivo tra Tre e Quattrocento, e una pala d’altare attribuita a Gabriel Mòger.
  • Il Cristo della Conquista, un crocifisso che secondo la tradizione fu donato da Giacomo I in persona.

La chiesa dei convertiti

Dopo il 1435 Santa Eulàlia divenne nota come la chiesa dei convertiti. Per generazioni gli xuetes, maiorchini di origine ebraica, furono esclusi da molti mestieri e cariche e si sposarono soprattutto tra loro, e molti frequentavano questa parrocchia. Sulla piazza, ricorda che le strade a sud, attorno al Call, erano un tempo il quartiere ebraico di Palma.

Consigli per la visita

  • La chiesa è aperta ai visitatori prima delle funzioni più che tutto il giorno, quindi organizza la visita intorno agli orari delle messe e informati prima.
  • Vestiti in modo adeguato e resta in silenzio all’interno: è una chiesa parrocchiale attiva, non un museo.
  • Spostati sul lato opposto della piazza per fotografare tutta la facciata con il campanile; da vicino la torre è troppo alta per entrare nell’inquadratura.

Nei dintorni

  • Plaça de Cort: la piazza davanti al municipio di Palma, con il suo vecchio olivo e la facciata del Seicento, a un paio di minuti.
  • Basílica de Sant Francesc: la chiesa francescana poco più a est, dove è sepolto il filosofo medievale Raimondo Lullo.
  • Can Rei: un edificio modernista dei primi del Novecento in Plaça del Marquès del Palmer, con piastrelle colorate e un volto ghignante sulla facciata.
  • Cattedrale di Palma (La Seu): la grande cattedrale gotica sopra le mura sul mare, a una decina di minuti a piedi in discesa.

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