
La Plaza de Toros de la Misericordia è l’arena per le corride di Saragozza, un edificio rotondo in mattoni a breve distanza a ovest del centro storico. Fu costruita nel 1764 per raccogliere fondi per l’ospizio cittadino dei poveri e degli orfani, la Casa de Misericordia, da cui prende il nome, e nel 1990 divenne la prima arena coperta di Spagna.
La Plaza de Toros in breve
- Dove: Glorieta de Aznárez, sul margine ovest del centro, accanto al palazzo Pignatelli.
- Inaugurata: l’8 ottobre 1764, vigilia della festa del Pilar; ricostruita nella forma attuale nel 1916.
- Di: voluta da Ramón Pignatelli; la riforma del 1916 è degli architetti Miguel Ángel Navarro e Manuel Martínez de Ubago.
- Oggi: un’arena di prima categoria con circa 10.000 posti, usata anche per concerti e altri eventi, di proprietà della provincia.
- Tempo necessario: 15 minuti all’esterno; circa un’ora con una visita guidata.
Dall’arena di beneficenza al ring coperto
L’arena fu un’idea di Ramón Pignatelli, un canonico illuminato che dirigeva la Casa de Misericordia. Le corride erano popolari e redditizie, così fece costruire un’arena per finanziare l’ospizio. Fu eretta in soli 70 giorni, in pietrame, mattoni e legno, e inaugurata l’8 ottobre 1764, vigilia della festa della Virgen del Pilar. L’ospizio accanto è oggi il palazzo Pignatelli, sede del governo d’Aragona. Nel 1858 la provincia prese in gestione l’arena, che le appartiene ancora oggi.
Il cambiamento più grande arrivò nel 1916, in quella che gli appassionati chiamano l’età d’oro della tauromachia. Gli architetti ampliarono le gradinate, aggiunsero il portico esterno al piano terra, un’infermeria e uffici, e diedero alla facciata l’aspetto attuale. La ricostruzione fu così radicale che viene considerata un’arena nuova. Nel 1989–90 fu aggiunto un tetto mobile in teflon sopra il ring, che la rese la prima arena coperta di Spagna e utilizzabile tutto l’anno. Nuovi posti più larghi, nel 2002, ridussero la capienza da circa 14.300 a circa 10.300.
Cosa osservare
- La facciata in mattoni con gli archi a tutto sesto e il portico che corre attorno al piano terra, entrambi del 1916.
- Il tetto: dall’esterno si vede la struttura che regge la copertura fissa sopra le gradinate e quella mobile sopra il ring.
- Il vicino palazzo Pignatelli, l’antica Casa de Misericordia che l’arena doveva sostenere.
- Il mosaico del fondatore Ramón Pignatelli, da cui partono le visite guidate.
- All’interno, con una visita guidata: la cappella, un piccolo museo di manifesti e trofei e una serie di incisioni taurine di Goya.
La prima goyesca
Il 12 maggio 1927, per il centenario della morte di Francisco de Goya, nato vicino a Saragozza, la città organizzò quella che è ricordata come la prima corrida goyesca di Spagna, con i toreri in costumi dell’epoca di Goya. Anche il pubblico partecipò, molte donne con mantiglie di pizzo, e un corteo di carrozze partì dal Teatro Principal fino all’arena. L’idea si diffuse, e oggi le goyesche si tengono anche in altre città spagnole.
Consigli per la visita
- Controlla sul sito della provincia le visite guidate, che si svolgono in giorni fissi e sono l’unico modo per vedere l’interno fuori dagli eventi.
- A ottobre, durante le Fiestas del Pilar, l’arena ospita la sua feria principale e la zona è affollata; negli altri giorni l’esterno è tranquillo.
- Fai il giro completo dell’edificio per vedere il portico e le diverse porte; bastano pochi minuti.
- Abbina la visita al palazzo dell’Aljafería a ovest e al Mercado Central a est, entrambi a piedi.
Nei dintorni
- Palazzo dell’Aljafería: un palazzo islamico dell’XI secolo, poi residenza reale e oggi sede del parlamento aragonese, a breve distanza a ovest.
- Palazzo Pignatelli: il grande ex ospizio accanto, da vedere per la sua lunga facciata.
- Mercado Central: il mercato in ferro e vetro dei primi del Novecento, ottimo per uno spuntino dopo la visita.
- Plaza del Portillo: una piazza con la chiesa barocca di Nuestra Señora del Portillo, legata all’assedio di Saragozza del 1808.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
