
Porta Adriana è la grande porta di pietra all’estremità occidentale di via Cavour, dove il centro storico di Ravenna incontra la circonvallazione. Sembra un unico monumento rinascimentale, ma è stata spostata, ricostruita e ampliata molte volte, e le sue decorazioni vengono dalla Porta Aurea, la porta trionfale romana della città.
Porta Adriana in breve
- Dove: tra via Cavour e piazza Baracca, sul margine occidentale del centro storico di Ravenna, a pochi passi da San Vitale.
- Costruzione: una porta sorgeva qui probabilmente già intorno al X secolo; la forma attuale risale a una ricostruzione degli anni Ottanta del Cinquecento, ampliata nel 1857.
- Oggi: la porta monumentale meglio conservata della città, che molti ravennati chiamano semplicemente Porta Cavour.
- Tempo necessario: 10–15 minuti, di più se aggiungi il tratto di mura antiche e la vicina Domus dei Tappeti di Pietra.
Una porta fatta di altre porte
Ravenna era cinta di mura fin dall’epoca romana, e il suo principale ingresso occidentale era la Porta Aurea, una porta a due fornici costruita nel 42 d.C. sotto l’imperatore Claudio, che doveva il nome, si dice, a uno scudo dorato posto in cima. Nel Cinquecento, quando Ravenna faceva parte dello Stato Pontificio, fu abbattuta. Negli anni Ottanta del Cinquecento il cardinale legato Guido Ferreri diede alla vicina Porta Adriana una nuova facciata monumentale, riutilizzando marmi e clipei rotondi della porta romana. L’iscrizione sulla porta, PORTA AUREA NOVA, la nuova Porta d’Oro, rende esplicito il legame.
Anche i secoli successivi l’hanno modificata. Intorno al 1700 le colonne laterali furono sostituite da due torri quadrate, e nel 1857 la porta fu allargata per la visita di papa Pio IX, con colonne aggiuntive, un attico e passaggi laterali. Nel 1904 cornici e colonne laterali furono rifatte in cemento e i vecchi clipei rimossi; un altro grande restauro seguì nel 1968. Quello che vedi è quindi un insieme di spolia romane, progetto rinascimentale e aggiunte dell’Ottocento e del Novecento.
Cosa osservare
- L’iscrizione PORTA AUREA NOVA nella parte alta, che dà alla porta il nome della sua antenata romana.
- I pini scolpiti sui piedistalli delle colonne laterali. Il pino è un simbolo di Ravenna, famosa per le pinete lungo la costa.
- Le due torri laterali di circa il 1700 e i passaggi pedonali aperti accanto all’arco principale nel 1857.
- La differenza tra la pietra antica e il cemento più liscio della ricostruzione del 1904 su cornici e colonne.
- I resti delle mura in mattoni ai due lati, con una fascia decorativa in pietra di Verona bianca e rossa.
Dov’è finita la Porta Aurea romana
Della Porta Aurea oggi non resta nulla in piedi, ma i frammenti superstiti sono conservati al Museo Nazionale di Ravenna, nei chiostri accanto a San Vitale. Vederli dopo la porta aiuta a immaginare quanto dovesse essere grandioso l’ingresso romano della città imperiale. Accanto a Porta Adriana si vedono anche i resti della più antica Porta Teguriense, di età tardoromana, e la curva di via Cavour alle spalle della porta segue il tracciato di un antico corso d’acqua.
Consigli per la visita
- Arriva da piazza Baracca per vedere tutta la facciata, poi attraversa la porta verso via Cavour come facevano un tempo i viaggiatori.
- Vieni al mattino presto, quando l’incrocio è più tranquillo, per foto con meno auto davanti all’arco.
- Attenzione al traffico: la porta sorge su un incrocio trafficato, usa le strisce pedonali.
- Abbinala a San Vitale e al Mausoleo di Galla Placidia, a pochi minuti a piedi.
Nei dintorni
- Domus dei Tappeti di Pietra: la «casa dei tappeti di pietra», una dimora tardoantica con pavimenti a mosaico e in marmo conservati sotto una chiesa, a pochi minuti dalla porta.
- Basilica di San Vitale: la chiesa del VI secolo con i mosaici di Giustiniano e Teodora, a breve distanza a piedi.
- Museo Nazionale di Ravenna: nell’ex monastero di San Vitale, con i resti della Porta Aurea.
- Via Cavour: la principale via dello shopping del centro storico, che dalla porta conduce verso piazza del Popolo.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
