Chiosco Ribaudo in Palermo: Ernesto Basile’s 1894 Iron Kiosk

The Chiosco Ribaudo kiosk in Piazza Verdi, Palermo

Il Chiosco Ribaudo è un piccolo chiosco in ferro in piazza Verdi, proprio davanti al Teatro Massimo di Palermo. Lo progettò nel 1894 Ernesto Basile, l’architetto che completò il teatro alle sue spalle, ed è uno dei pochi arredi urbani della Belle Époque firmati da un grande architetto italiano ancora al loro posto originale. Quasi tutti ci passano accanto andando verso la scalinata del teatro; vale la pena guardarlo da vicino.

Il Chiosco Ribaudo in breve

  • Dove: piazza Giuseppe Verdi, davanti al Teatro Massimo, al margine di via Maqueda.
  • Costruito: 1894.
  • Di: Ernesto Basile; le parti metalliche furono realizzate dalla Fonderia Oretea di Palermo.
  • Cos’è oggi: un arredo urbano storico di proprietà comunale, uno dei due chioschi di Basile sulla piazza.
  • Tempo necessario: 5–10 minuti, di più se abbinato al Teatro Massimo.

La Belle Époque di Palermo in miniatura

Alla fine dell’Ottocento Palermo era ricca e ambiziosa. Navigazione, vino e industria, in buona parte nelle mani dei Florio, finanziarono una città nuova a nord del centro antico, con strade larghe, ville e due enormi teatri. Il Teatro Massimo, iniziato nel 1875 da Giovan Battista Filippo Basile e completato dal figlio Ernesto, fu inaugurato nel 1897 ed è tra i più grandi teatri d’opera d’Europa. Ernesto Basile progettò anche cose più piccole per i nuovi spazi pubblici, e i chioschi di piazza Verdi sono le più piccole di tutte.

Il Chiosco Ribaudo del 1894 è una struttura metallica fatta di montanti in ferro a L e a doppio T. Invece di nascondere come è costruito, lo mostra: bulloni e giunti sono a vista e i pannelli sono in lamiera dipinta di rosso. Il ferro venne dalla Fonderia Oretea, l’officina meccanica dei Florio a Palermo. Tre anni dopo, nel 1897, sulla stessa piazza sorse un secondo chiosco, questa volta interamente in legno e decorato con motivi presi dalla falegnameria artistica tedesca di gusto turco.

Cosa osservare

  • La struttura a vista: conta i bulloni e guarda come sono uniti i montanti in ferro. La costruzione è la decorazione.
  • I colori rosso e grigio dei pannelli in lamiera, tipici del progetto originale.
  • Il tetto modanato, che dà al piccolo edificio la sua sagoma davanti alla scalinata del teatro.
  • Il secondo chiosco, il Chiosco Vicari del 1897, anch’esso in piazza Verdi: confronta il suo legno intagliato con il ferro del Ribaudo.
  • Il Teatro Massimo alle spalle: mettiti accanto al chiosco e alza lo sguardo verso il pronao e la cupola per vedere insieme le due opere dei Basile, padre e figlio.

Due chioschi Ribaudo

Non stupirti se incontri un altro Chiosco Ribaudo: il nome indica anche un chiosco più tardo di Basile in piazza Castelnuovo, vicino al Politeama, costruito verso il 1916 in cemento armato e decorato con maioliche floreali. I chioschi cittadini hanno sofferto smog, manomissioni e abbandono, e da tempo autori palermitani ne chiedono un restauro accurato. Secondo un racconto, uno dei chioschi di Basile rischiò persino la demolizione durante il fascismo e fu salvato grazie al suo allievo Salvatore Caronia Roberti.

Consigli per la visita

  • Vieni in prima serata, quando la piazza si riempie prima degli spettacoli e la scalinata del teatro diventa un punto d’incontro.
  • Per una foto del chiosco con il Teatro Massimo dietro, mettiti sul lato di piazza Verdi verso via Maqueda.
  • Poi risali via Ruggero Settimo fino a piazza Castelnuovo per vedere il secondo chiosco Ribaudo e confrontarli.

Nei dintorni

  • Teatro Massimo: il teatro d’opera completato da Ernesto Basile, con visite guidate della sala.
  • Politeama Garibaldi e piazza Castelnuovo: il secondo grande teatro dell’Ottocento e il chiosco Ribaudo più tardo, a una decina di minuti a piedi verso nord.
  • Mercato del Capo: uno dei mercati storici di Palermo, nelle viuzze proprio dietro il Teatro Massimo.
  • Quattro Canti: l’incrocio barocco al centro della città vecchia, a una decina di minuti a piedi verso sud lungo via Maqueda.

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