The Victor in Belgrade: Meštrović’s Nude Above the Two Rivers

The Victor monument on Belgrade Fortress

Il Vincitore (Pobednik) è il nudo in bronzo su un’alta colonna al margine della Città Alta della Fortezza di Belgrado, affacciato sulla confluenza tra Sava e Danubio. Ivan Meštrović lo realizzò per celebrare le vittorie serbe, ed era destinato a una fontana in centro. Ai critici un uomo nudo in piazza Terazije sembrò troppo, così nel 1928 fu collocato qui, ed è diventato uno dei simboli più noti di Belgrado.

Il Vincitore in breve

  • Dove: la Città Alta (Gornji grad) della Fortezza di Belgrado, nel parco del Kalemegdan, sul crinale sopra la confluenza tra Sava e Danubio.
  • Inaugurato: il 7 ottobre 1928, decimo anniversario dello sfondamento del fronte di Salonicco.
  • Di: lo scultore Ivan Meštrović; il piedistallo fu progettato dall’architetto Petar Bajalović.
  • Cos’è oggi: un monumento culturale tutelato dal 1992, alto in tutto circa 14 metri, e uno dei luoghi più visitati della città.
  • Tempo necessario: 15–20 minuti, di più se resti per il tramonto sui fiumi.

Da una fontana a Terazije al crinale della fortezza

Nel 1913, dopo le vittorie serbe nelle guerre balcaniche, il consiglio comunale di Belgrado affidò l’incarico a Meštrović senza concorso. Il monumento doveva essere una fontana in piazza Terazije, la piazza principale della città: una vasca poggiata su quattro leoni e una colonna in cinque segmenti, uno per ogni secolo di dominio ottomano, con il vincitore in cima. I soldi bastarono solo per la fusione della statua. Allo scoppio della Prima guerra mondiale il bronzo fu custodito in una casa del quartiere di Senjak, dove scampò ai bombardamenti, e la fontana non fu mai costruita.

Quando il progetto tornò in discussione nel 1927, il nudo scatenò una bufera. I critici lo contestavano per motivi morali e perché la figura non aveva nessuno dei simboli nazionali serbi attesi, come il berretto šajkača o le calzature opanak; alcuni accademici la difesero. Il consiglio spostò il monumento fuori dal centro e il 7 ottobre 1928 fu inaugurato sulla fortezza. Alcuni storici dell’arte hanno ipotizzato che il punto alto e rivolto altrove fu scelto non perché lo si vedesse meglio, ma perché lo si vedesse meno. La statua fu rimossa per il restauro nell’ottobre 2019 e tornò sulla colonna il 14 febbraio 2020.

Cosa osservare

  • Il falco nella mano sinistra, simbolo della pace.
  • La spada nella mano destra, simbolo della guerra: insieme dicono che il vincitore è pronto all’una e all’altra.
  • La direzione dello sguardo: lontano dalla città, verso la confluenza tra Sava e Danubio, la pianura pannonica e le colline della Fruška Gora, terre entrate nel nuovo Stato jugoslavo dopo il 1918.
  • La colonna dorica e l’alto basamento: un nucleo di cemento rivestito di pietra, in origine della cava di Tašmajdan a Belgrado, con pietra della Fruška Gora usata nelle riparazioni successive.
  • Il panorama sotto: la confluenza, la Grande isola della Guerra in mezzo all’acqua, Zemun sull’altra sponda e i palazzi di Nuova Belgrado.

Consigli per la visita

  • Vieni al tramonto: la terrazza sotto il Vincitore è uno dei posti classici di Belgrado per vedere il sole scendere sui fiumi. Nelle sere d’estate c’è folla, quindi arriva presto.
  • Per una visita tranquilla e una luce morbida, vieni la mattina presto, quando la fortezza è di chi fa jogging e di chi porta a spasso il cane.
  • Poiché la statua guarda i fiumi, la vedi soprattutto di spalle o di profilo. Gira intorno al basamento e lungo le mura per trovare l’angolazione che preferisci.
  • Metti scarpe con una buona suola: i vialetti e i gradini della fortezza sono irregolari e la pietra può essere scivolosa dopo la pioggia.

Nei dintorni

  • Monumento di gratitudine alla Francia: un’altra opera di Meštrović nel parco del Kalemegdan, inaugurata nel 1930 per ringraziare la Francia dell’aiuto nella Prima guerra mondiale.
  • Torre dell’Orologio e Città Alta: la torre dell’orologio del Settecento sopra la Porta dell’Orologio, con mura, porte e bastioni intorno.
  • Pozzo Romano: un pozzo profondo nella Città Alta che, nonostante il nome, fu costruito nel Settecento e non in epoca romana.
  • Chiesa di Ružica: una piccola chiesa nella Città Bassa sotto le mura, nota per i lampadari fatti con bossoli e sciabole.

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