
La Fortezza Firkas è la bassa fortezza veneziana sulla punta occidentale del vecchio porto della Canea, di fronte al faro dall’altra parte dell’imboccatura. I veneziani la costruirono all’inizio del Seicento per sorvegliare l’ingresso, gli ottomani ne fecero una caserma, e il 1º dicembre 1913 sulle sue mura fu issata la bandiera greca per celebrare l’unione di Creta alla Grecia. Oggi ospita il Museo Marittimo di Creta.
La Fortezza Firkas in breve
- Dove: all’estremità occidentale del porto veneziano, sul lungomare Akti Kountourioti, di fronte al faro.
- Costruita: dai veneziani a partire dal 1610 circa, con il nome di Revellino del Porto; terminata pochi anni prima che gli ottomani conquistassero La Canea nel 1645.
- Cosa è oggi: sede del Museo Marittimo di Creta all’ingresso, con un cortile usato d’estate per eventi all’aperto e una grande bandiera greca che sventola sulle mura.
- Tempo necessario: 20 minuti per le mura e il panorama; un’ora o più se visiti il Museo Marittimo.
Dal bastione veneziano alla caserma ottomana
La Canea fu una città veneziana per quasi quattro secoli, e con il crescere della minaccia ottomana i veneziani ne rafforzarono le difese. Il Revellino del Porto, come chiamavano questa fortezza, doveva controllare l’imboccatura del porto. All’interno c’erano caserme, depositi di munizioni e il quartier generale del comandante delle truppe cittadine, mentre una grande cisterna a cupola nel cortile raccoglieva l’acqua piovana dei tetti. Sei aperture ad arco nel muro nord ospitavano cannoni puntati sull’ingresso del porto.
La fortezza non salvò la città: gli ottomani presero La Canea nell’estate del 1645. Usarono l’edificio come caserma, ed è da qui che viene il nome, perché firka in turco indica una divisione militare. Le camere dei cannoni con volta furono poi usate come celle di prigione, dall’epoca ottomana fino alla guerra civile greca degli anni Quaranta. Creta divenne uno Stato autonomo nel 1898, e il 1º dicembre 1913 la bandiera greca fu issata sulla torre d’angolo della fortezza alla presenza di re Costantino I e del primo ministro Eleftherios Venizelos, cretese anche lui, per celebrare l’unione dell’isola alla Grecia.
Cosa osservare
- La bandiera sul bastione d’angolo: il punto dove nel 1913 fu issata la bandiera dell’unione. Ancora oggi vi sventola una grande bandiera greca bianca e blu.
- Le cannoniere: le sei camere ad arco nel muro nord, costruite per i cannoni e poi usate come celle.
- La cisterna: il serbatoio a cupola per l’acqua piovana nel cortile, che riforniva la guarnigione durante un assedio.
- Le mura: spessa muratura veneziana a scarpa, pensata per assorbire i colpi di cannone, da vedere meglio dal lungomare.
- La vista sul faro: dalla fortezza si guarda dritto oltre l’imboccatura del porto verso il faro in fondo al molo.
- Il Museo Marittimo di Creta: all’ingresso della fortezza, con modellini di navi, carte, strumenti e dipinti sulla navigazione greca dall’antichità a oggi.
Una catena attraverso il porto
In epoca veneziana il porto della Canea poteva essere chiuso alle navi nemiche con una pesante catena tesa attraverso l’imboccatura. Un capo era fissato a un grande anello di ferro ai piedi della fortezza, chiamato qui Kerkelos, l’altro dal lato del faro. Il faro risale ai veneziani, ma fu ricostruito nella forma attuale nell’Ottocento, quando Creta fu per breve tempo amministrata dall’Egitto.
Consigli per la visita
- Vieni nel tardo pomeriggio: la sera il porto si riempie, e le mura e il lungomare si accendono con il sole basso.
- Per la vista migliore sulla fortezza, percorri il molo fino al faro dall’altra parte dell’imboccatura.
- L’accesso al cortile può essere limitato durante lavori o eventi serali: informati sul posto se vuoi camminare dentro le mura.
- D’estate cerca i manifesti di concerti e spettacoli nel cortile: una serata è un bel modo per vedere la fortezza illuminata.
Nei dintorni
- Faro veneziano: la snella torre di pietra in fondo al molo, la veduta classica della Canea.
- Moschea di Küçük Hasan: la moschea con cupola sul porto, costruita poco dopo la conquista ottomana e oggi usata per mostre.
- Topanas: il vecchio quartiere subito dietro la fortezza, con vicoli stretti, palazzi veneziani e balconi di legno.
- Collezione bizantina e post-bizantina: icone, mosaici e affreschi nell’ex convento veneziano di San Salvatore, a pochi passi dalla fortezza.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
