Torre Jindřišská a Praga: il campanile isolato più alto della città

Jindřišská Tower, the free-standing belfry in Prague's New Town

La Jindřišská věž (Torre di Enrico) è la snella torre di arenaria con le guglie verdi agli angoli, all’incrocio tra le vie Jindřišská e Jeruzalémská, nella Città Nuova di Praga, a pochi minuti da piazza Venceslao. Con 65,7 metri è il campanile isolato più alto di Praga. Cosa insolita per un campanile antico, sali in cima in ascensore, passando davanti a un ristorante dove è esposta una campana fusa nel 1518.

La Torre Jindřišská in breve

  • Dove: Jindřišská 33, Praga 1 (Nové Město), accanto alla chiesa dei Santi Enrico e Cunegonda, tra piazza Venceslao e la stazione centrale.
  • Costruita: un campanile di legno nel 1472–1476; l’attuale torre in pietra alla fine del Cinquecento; ricostruita in stile neogotico nel 1876–1880.
  • Di: l’aspetto neogotico ottocentesco è opera dell’architetto Josef Mocker, che restaurò anche la chiesa vicina.
  • Cos’è oggi: una torre di dieci piani con terrazza panoramica, il ristorante Zvonice (il Campanile), un caffè, un bar, spazi espositivi e un carillon. Appartiene all’arcidiocesi di Praga ed è gestita da un affittuario con un contratto di lunga durata.
  • Tempo necessario: 10 minuti per guardarla dalla strada; circa un’ora se sali al piano panoramico.

Da campanile parrocchiale a torre panoramica

Carlo IV fondò la Città Nuova di Praga nel 1348, e la chiesa dei Santi Enrico e Cunegonda nacque come una delle sue parrocchie. Le sue campane furono appese prima in un campanile di legno del 1472–1476; la torre di pietra che vedi oggi lo sostituì alla fine del Cinquecento, su quello che allora era il cimitero della chiesa. Una torre così alta era utile anche ai soldati: dopo il 1648 servì come torre di guardia, e fu colpita dai cannoni svedesi nel 1648 e durante l’assedio prussiano del 1757.

Un incendio nel 1745 portò a un rifacimento barocco, e nel 1801 una tempesta distrusse il tetto. Tra il 1876 e il 1880 Josef Mocker, l’architetto di molti cantieri neogotici della Praga ottocentesca, diede alla torre la forma attuale, con il ripido tetto di ardesia e le quattro torrette angolari. Nel tempo qui furono appese dieci campane, ma le requisizioni di guerra le fecero fondere, tranne la più antica. L’interno fu poi ricostruito con una struttura in cemento armato che non tocca i muri storici in pietra, e la torre aprì al pubblico nel 2002. Nel 2026 l’arcidiocesi ha rinunciato al progetto di venderla; l’affitto dura fino al 2044.

Cosa osservare

  • La sagoma: una torre quadrata rivestita di arenaria, con piccole guglie ottagonali a ogni angolo attorno all’alto tetto centrale. Si legge meglio dall’altro lato di via Jeruzalémská.
  • I quadranti dell’orologio sui quattro lati della galleria vicino alla cima.
  • La campana Maria: l’unica campana originale rimasta, fusa nel 1518 da Bartolomeo della Città Nuova, del peso di 723 kg. È esposta nel ristorante ai piani alti.
  • Il carillon: dieci campane di bronzo installate sotto il tetto nel 2003 e chiamate come le campane perdute. Sono pensate per essere ascoltate dentro la torre, non in tutta la città.
  • La vista dal decimo piano: da un lato le cupole e le guglie della Città Vecchia, dall’altro il lungo pendio di piazza Venceslao.

Perché la torre sta da sola

In Boemia era comune che una chiesa parrocchiale avesse un campanile separato, e Sant’Enrico ne è un esempio chiaro: la chiesa tenne la sua piccola torre con cupola a cipolla, mentre le grandi campane andarono accanto. La chiesa merita uno sguardo passando. Il pavimento è pieno di antiche lapidi, il gruppo più numeroso di lastre tombali della Città Nuova, a ricordare che la torre sorge sull’antico cimitero parrocchiale.

Consigli per la visita

  • Sali nel tardo pomeriggio: il sole basso illumina i tetti della Città Vecchia e la Torre delle Polveri, e il piano panoramico è raramente affollato.
  • La torre ha un ascensore oltre alle scale: è uno dei pochi punti panoramici di Praga adatti a chi non riesce a salire centinaia di gradini.
  • Fai il giro dell’esterno prima di entrare. Proprio sotto, le guglie angolari si vedono a fatica; dal marciapiede opposto tutta la sagoma ha senso.

Nei dintorni

  • Sinagoga del Giubileo: la sinagoga a strisce rosse, bianche e gialle di via Jeruzalémská, inaugurata nel 1906, praticamente accanto.
  • Museo Mucha: un piccolo museo in via Panská dedicato ad Alfons Mucha, il maestro ceco del manifesto Art Nouveau, a pochi minuti a piedi.
  • Piazza Venceslao: il lungo viale dove si sono decisi i momenti di svolta della storia cecoslovacca, in fondo a via Jindřišská.
  • Stazione centrale di Praga: cerca l’edificio Art Nouveau di Josef Fanta con la sala a cupola, la parte più antica della stazione.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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