
Piazza Tre Martiri è la lunga piazza nel cuore antico di Rimini, sorta sopra il foro della città romana di Ariminum. La tradizione vuole che qui Giulio Cesare abbia parlato alle sue legioni nel 49 a.C., dopo aver attraversato il Rubicone. Il suo nome ricorda tre giovani partigiani impiccati qui dagli occupanti tedeschi il 16 agosto 1944.
Piazza Tre Martiri in breve
- Dove: sul corso d’Augusto, l’antica via principale romana, tra l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, nel centro storico di Rimini.
- Origine: era il foro della colonia romana di Ariminum, fondata nel 268 a.C.; ribattezzata piazza Tre Martiri nel 1944, quando la guerra arrivò a Rimini. Prima si chiamava piazza Giulio Cesare.
- Oggi: una piazza pedonale con caffè, il Tempietto di Sant’Antonio ottagonale, una torre dell’orologio e un memoriale ai tre partigiani.
- Tempo necessario: 15–20 minuti, di più se ti fermi per un caffè.
Dal foro di Cesare alla piazza dei tre martiri
I Romani fondarono Ariminum nel 268 a.C., e il foro era il centro della vita pubblica, sulla via principale che ancora oggi attraversa la piazza come corso d’Augusto. Nel gennaio del 49 a.C. Giulio Cesare attraversò il Rubicone, un piccolo fiume a nord di Rimini che segnava il confine dell’Italia, e diede inizio alla guerra civile. Secondo la tradizione, parlò poi ai suoi legionari qui nel foro, esortandoli a seguirlo fino a Roma. Per molto tempo la piazza portò il suo nome, piazza Giulio Cesare.
Nell’agosto del 1944 il fronte della Seconda guerra mondiale passava vicino a Rimini e la città era occupata dai tedeschi. Il 14 agosto tre giovani partigiani, Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani, furono arrestati nella vecchia caserma di via Ducale, vicino al Ponte di Tiberio. Dopo un processo farsa furono impiccati in piazza all’alba del 16 agosto, e i loro corpi rimasero esposti per tre giorni come monito. Dopo la liberazione la piazza fu intitolata a loro, ed è ancora il luogo dove Rimini ricorda la Resistenza.
Cosa osservare
- Il Tempietto di Sant’Antonio: la piccola cappella ottagonale con colonne e rivestita di marmo sulla piazza. Fu costruita la prima volta nel 1518 e ricostruita dopo il terremoto del 1672.
- La chiesa dietro il Tempietto, il santuario dedicato a San Francesco di Paola, che i riminesi chiamano dei Paolotti.
- La torre dell’orologio: una torre del Cinquecento rifatta negli anni Cinquanta del Settecento dall’architetto Giovan Francesco Buonamici, che aggiunse un quadrante del calendario. La parte alta, danneggiata da un terremoto nel 1875, fu ripristinata nel 1933.
- Il memoriale ai tre partigiani, che segna il punto in cui furono impiccati, vicino al Tempietto.
- Il corso d’Augusto che attraversa dritto la piazza: la via principale romana, con l’Arco d’Augusto a un’estremità e il Ponte di Tiberio all’altra.
Il miracolo della mula
Il Tempietto sorge dove, secondo la leggenda, Sant’Antonio da Padova compì uno dei suoi miracoli più famosi, tradizionalmente datato al 1223. Un contadino riminese di nome Bonvillo non credeva che l’ostia consacrata fosse il corpo di Cristo e propose una prova: avrebbe tenuto a digiuno la sua mula per tre giorni e poi le avrebbe offerto del fieno, mentre Antonio sollevava l’ostia. Il giorno della prova la mula affamata ignorò il fieno e si inginocchiò davanti all’ostia, e il contadino si convertì all’istante. La cappellina fu costruita all’inizio del Cinquecento per ricordare l’episodio.
Consigli per la visita
- Vieni nel tardo pomeriggio o la sera presto, quando la passeggiata riempie il corso d’Augusto e i tavolini dei caffè in piazza.
- Percorri tutto l’asse romano: parti dall’Arco d’Augusto, attraversa la piazza e prosegui lungo il corso d’Augusto fino al Ponte di Tiberio.
- Il memoriale è un luogo di ricordo. A metà agosto la città vi tiene una cerimonia per i tre partigiani, quindi in quei giorni troverai corone e una commemorazione ufficiale.
Nei dintorni
- Arco d’Augusto: l’arco romano del 27 a.C. che segnava la fine della via Flaminia, a pochi minuti a piedi lungo il corso d’Augusto.
- Tempio Malatestiano: la cattedrale di Rimini, con la facciata rinascimentale di Leon Battista Alberti, a pochi minuti a piedi.
- Piazza Cavour: la piazza civica medievale con il Palazzo dell’Arengo e la Fontana della Pigna, a breve distanza verso nord lungo il corso.
- Ponte di Tiberio: il ponte romano in pietra sul Marecchia, completato nel 21 d.C. e ancora in uso, in fondo al corso d’Augusto.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
