
La cattedrale di Zagabria sorge sul Kaptol, il colle dove nell’XI secolo si stabilirono i vescovi della città, e le sue due guglie neogotiche sono da tempo il simbolo di Zagabria. Quasi tutto ciò che vedi è opera dell’architetto Hermann Bollé, che la ricostruì dopo il terremoto del 1880; un orologio fermo alle 7:03, il minuto della scossa, ne conserva il ricordo. Un altro terremoto, nel marzo 2020, l’ha danneggiata gravemente, e il restauro è ancora in corso.
La cattedrale di Zagabria in breve
- Dove: piazza Kaptol, sul colle appena a nord-est di piazza Ban Jelačić, a pochi minuti a piedi dal mercato Dolac.
- Costruita: prima cattedrale consacrata nel 1217; ricostruzione gotica dalla fine del Duecento all’inizio del Cinquecento; restauro neogotico dopo il terremoto del 1880.
- Di: Hermann Bollé (restauro neogotico e guglie gemelle).
- Che cos’è oggi: la sede dell’arcidiocesi di Zagabria e la chiesa più alta della Croazia. Chiusa per anni dopo il terremoto del 2020, doveva riaprire a Natale 2025, mentre i lavori all’esterno continuano; informati prima di andare.
- Tempo necessario: da 20 a 40 minuti, di più se assisti a una messa.
Tatari, ottomani e due terremoti
Re Ladislao d’Ungheria fondò la diocesi di Zagabria nel 1094, e la prima vera cattedrale sul Kaptol fu consacrata nel 1217. Appena 25 anni dopo, nel 1242, i tatari (mongoli) la incendiarono quasi completamente. Il vescovo Timotej avviò la ricostruzione nel nuovo stile gotico, partendo dalle tre absidi a est, e il cantiere proseguì lentamente fino all’inizio del Cinquecento. Dopo che nel 1469 i predoni ottomani arrivarono sulla Sava, i vescovi circondarono il Kaptol e la cattedrale di mura e torri rotonde, in parte ancora in piedi.
Il 9 novembre 1880 un terremoto danneggiò gravemente la cattedrale. Hermann Bollé guidò poi un restauro che la trasformò nella chiesa neogotica che conosciamo, con due guglie slanciate alte oltre 100 metri. Il 22 marzo 2020 la terra tremò di nuovo: la cima della guglia sud si spezzò e quella nord era così danneggiata che si dovette smontarla. La cattedrale rimase chiusa per quasi sei anni di consolidamento, e la ricostruzione di torri e facciata richiederà ancora anni.
Cosa osservare
- La facciata ovest: l’alto portale di Bollé e le due torri dominano la piazza. Sono in restauro dal 2020, quindi aspettati impalcature e gru.
- La colonna mariana: davanti alla cattedrale una statua dorata della Vergine si erge su un’alta colonna, circondata da quattro angeli disegnati dallo scultore Anton Dominik Fernkorn.
- L’orologio fermo: un orologio le cui lancette segnano ancora le 7:03, l’istante in cui il terremoto del 9 novembre 1880 colpì Zagabria.
- Le fortificazioni: le mura e le torri rotonde costruite attorno alla cattedrale contro gli ottomani. Gira sul lato nord verso il parco Ribnjak per vederle meglio.
- Le tombe: all’interno riposano il cardinale Alojzije Stepinac, beatificato nel 1998, e Petar Zrinski e Fran Krsto Frankopan, nobili croati giustiziati nel 1671 dopo una congiura fallita contro gli Asburgo.
- L’elenco dei vescovi: nelle nicchie dell’abside maggiore, lapidi riscoperte durante i lavori di Bollé riportano i nomi di tutti i vescovi e arcivescovi di Zagabria.
Kaptol e Gradec: due città rivali
Per secoli Zagabria fu formata da due città distinte su due colli: il Kaptol, governato dal vescovo e dal capitolo, e di fronte Gradec, libera città regia di artigiani e mercanti. Litigavano per terre, mulini e commerci, e a volte si scontravano apertamente. La via che le separa si chiama ancora Krvavi most, il Ponte insanguinato, da un ponte sul torrente che un tempo le divideva. Le due città furono unite in un’unica Zagabria solo nel 1850.
Consigli per la visita
- La facciata ovest guarda il sole al tramonto, quindi il tardo pomeriggio è il momento migliore per fotografare la facciata e la colonna mariana.
- I lavori cambiano le parti accessibili, quindi verifica la situazione prima di andare. Vesti in modo sobrio e mantieni il silenzio: è una cattedrale in uso.
- Per vedere le guglie da lontano, guarda verso est dalla Città Alta, per esempio dalla torre Lotrščak.
- Abbina la visita al mercato Dolac di mattina, quando i banchi sono più animati.
Nei dintorni
- Mercato Dolac: il principale mercato all’aperto di Zagabria sotto gli ombrelloni rossi, a pochi minuti a piedi; meglio di mattina.
- Via Tkalčićeva: una via vivace di caffè e bar che segue il corso dell’antico torrente tra Kaptol e Gradec.
- Piazza Ban Jelačić: la piazza principale, con la statua equestre del bano Josip Jelačić, pochi minuti in discesa.
- Porta di Pietra: l’ultima porta superstite di Gradec, con un santuario dedicato a un’immagine della Vergine sopravvissuta al grande incendio del 1731.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
