La Cattedrale di San Giusto a Trieste: due chiese sotto un solo tetto

The façade and rose window of San Giusto Cathedral in Trieste

La Cattedrale di San Giusto sorge in cima al colle di San Giusto, sopra la città vecchia di Trieste, accanto al castello e ai resti del foro romano. La sua facciata semplice e asimmetrica nasconde una storia insolita: la chiesa in cui entri è in realtà formata da due basiliche più antiche unite nel Trecento, e i suoi muri e il campanile sono costellati di pietre prese da edifici romani.

La Cattedrale di San Giusto in breve

  • Dove: sulla sommità del colle di San Giusto, cuore storico di Trieste, accanto al Castello di San Giusto.
  • Costruita: due basiliche dei secoli IX–XI, unite sotto un unico tetto tra il 1302 e il 1320 circa; il campanile fu completato nel 1343.
  • Cosa è oggi: la cattedrale del vescovo di Trieste, basilica minore dal 1899 e monumento nazionale dal 1940.
  • Tempo necessario: 20–30 minuti all’interno, di più se la abbini al castello e al foro.

Dalla porta di un tempio romano alla cattedrale

Il colle era il centro della Tergeste romana. La prima chiesa fu costruita qui nel VI secolo sopra un ingresso monumentale romano, il propileo di un’area sacra, e parti del suo pavimento a mosaico sono ancora inserite in quello attuale. Quella chiesa fu distrutta poco dopo. Tra il IX e l’XI secolo sorsero affiancate due basiliche: una dedicata a Santa Maria Assunta e l’altra a san Giusto, martire locale.

All’inizio del Trecento il vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco fece unire le due chiese in un’unica cattedrale, demolendo una navata di ciascuna e costruendo una nuova facciata comune. Per questo l’interno ha cinque navate, con due absidi laterali che appartenevano un tempo a chiese separate. Il campanile fu costruito inglobando la vecchia torre di Santa Maria; un tempo era più alto, ma nel 1422 fu colpito da un fulmine e ridotto all’altezza attuale. Papa Leone XIII elevò la cattedrale a basilica minore nel 1899.

Cosa osservare

  • Il grande rosone gotico in pietra carsica, scolpito sul posto da scalpellini venuti da Soncino, vicino a Cremona, città natale del vescovo.
  • I pezzi romani inseriti nella facciata e nel campanile: la cornice del portale principale fu ricavata da un antico monumento funebre, e alla base della torre si vedono colonne romane.
  • La statua di San Giusto in un’edicola gotica sul campanile, con il modello della città in una mano e la palma del martirio nell’altra.
  • I mosaici delle absidi laterali: la Vergine in trono con gli arcangeli e sotto gli apostoli, della prima metà del XII secolo, e Cristo tra i santi Giusto e Servolo, dell’inizio del XIII secolo.
  • La cappella di San Carlo Borromeo, luogo di sepoltura dei pretendenti carlisti al trono di Spagna e delle loro famiglie.

La campana di San Giusto

La più grande delle cinque campane del campanile ha dato il nome a una canzone patriottica, La campana di San Giusto, scritta nel 1915, quando Trieste faceva ancora parte dell’Austria-Ungheria e molti cittadini di lingua italiana speravano nell’unione all’Italia. La canzone divenne un classico, incisa poi anche da Luciano Pavarotti. Sul piazzale davanti alla cattedrale un altare, una colonna e un monumento ai caduti della Prima guerra mondiale ricordano lo stesso periodo.

Consigli per la visita

  • Il colle è ripido: sali per le vie della città vecchia o per la lunga scalinata, e tieni le energie per le mura del castello.
  • È una cattedrale attiva: vestiti in modo decoroso ed evita gli orari delle funzioni.
  • Abbinala al foro romano e al castello accanto per una mezza giornata tranquilla sul colle.

Nei dintorni

  • Castello di San Giusto: il castello di epoca asburgica qui accanto, con mura percorribili e ampie vedute sulla città e sul golfo di Trieste.
  • Foro romano: i resti scavati di una basilica civile romana accanto alla cattedrale, con due colonne rialzate.
  • Teatro romano: le rovine di un teatro romano ai piedi del colle, vicino alla città vecchia.
  • Piazza Unità d’Italia: la grande piazza aperta sul mare, una piacevole discesa dal colle.

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