
L’espansione di Amsterdam nel Seicento creò due città molto diverse una accanto all’altra: il Jordaan per operai e artigiani, e la grande cintura dei canali per i mercanti che governavano la città. Questa guida segue questo contrasto da nord a sud, attraverso il Jordaan e la sua Noorderkerk, lungo la Curva d’oro dell’Herengracht, dentro una casa sul canale che puoi davvero visitare al Museum Van Loon, e giù fino al Magere Brug sull’Amstel.
Il Jordaan
La costruzione del Jordaan iniziò nel 1612, quando la zona si chiamava semplicemente il Nuovo Lavoro, nell’ambito della grande espansione della città. Si trova tra il Prinsengracht e il Singelgracht, dal Brouwersgracht a nord al Leidsegracht a sud. La maggior parte delle sue strade e dei suoi canali porta nomi di alberi e fiori, e la teoria più diffusa fa derivare il nome stesso dal francese jardin, giardino, anche se non è certo.
Per secoli fu un quartiere operaio sovraffollato, che conobbe violente rivolte nel 1835, 1886, 1917 e 1934. Dagli anni Sessanta molti dei vecchi abitanti se ne andarono, in gran parte verso le nuove città di Almere e Purmerend, e da allora il Jordaan è diventato uno dei posti più cari dei Paesi Bassi in cui vivere.
- Cerca gli hofjes, tranquilli cortili interni costruiti da cittadini facoltosi come case di carità per donne anziane; molti sono stati restaurati e oggi ospitano artisti, studenti e alcuni residenti anziani. Quasi tutti sono privati, quindi se una porta è aperta, abbassa la voce.
- Nel quartiere ci sono statue di diversi musicisti popolari di Amsterdam sul Prinsengracht e sull’Elandsgracht, e mercati sul Noordermarkt, sul Lindengracht e nella Westerstraat, dove il Lapjesmarkt vende tessuti.
Noorderkerk
Sul Noordermarkt, lungo il Prinsengracht, sorge la Noorderkerk, la chiesa protestante costruita dal 1620 al 1623 per la parte nord del Jordaan. La progettò Hendrick de Keyser; dopo la sua morte nel 1621 la completò il figlio Pieter. A differenza delle chiese allungate del centro storico, ha una pianta ottagonale con quattro bracci uguali a forma di croce greca.
- Sul lato sud della chiesa cerca la targa che ricorda le riunioni pubbliche clandestine tenute sul Noordermarkt nel 1941 dagli organizzatori dello sciopero di febbraio.
La Curva d’oro (Gouden Bocht)
Scendi verso sud attraverso la cintura dei canali fino all’Herengracht tra la Leidsestraat e la Vijzelstraat. Questo tratto è la Curva d’oro, la parte più prestigiosa dell’Herengracht. Fino al 1663 il canale arrivava solo all’attuale Leidsegracht; poi la città ampliò le fortificazioni e prolungò Herengracht, Keizersgracht e Prinsengracht verso l’Amstel.
Nel nuovo tratto gli acquirenti erano incoraggiati a comprare due lotti e a costruire palazzi di larghezza doppia, e i canali furono tracciati più distanti tra loro, così anche i lotti erano più profondi. Per questo le case qui sono molto più larghe che altrove, con facciate classiche, soffitti a stucco e grandi giardini sul retro. Il nome Curva d’oro è un’etichetta successiva, data perché qui vivevano i cittadini più ricchi.
- Herengracht 446, la Huis van der Graeff, costruita nel 1672 per il borgomastro Andries de Graeff, e la casa De Neufville ai numeri 475 e 476, del 1731, spesso indicata come la facciata più bella del canale.
- Herengracht 466, all’angolo con la Nieuwe Spiegelstraat, progettata da Philip Vingboons, e il numero 497, sede del Kattenkabinet, un piccolo museo privato.
Museum Van Loon
Le case della Curva d’oro sono per lo più private, ma poco lontano, al numero 672 del Keizersgracht, puoi entrare in una di esse. La casa fu costruita nel 1672 su progetto di Adriaan Dortsman, l’architetto della Chiesa luterana rotonda, e uno dei primi abitanti fu il pittore Ferdinand Bol.
La famiglia Van Loon vi abitò dal 1884 al 1945; una di loro, Thora van Loon-Egidius, fu dama di compagnia della regina Guglielmina. La casa è diventata museo nel 1973 ed è stata restaurata per tornare all’aspetto del Settecento, con pannelli di legno e stucchi.
- Sul tetto cerca le quattro statue di Cerere, Marte, Minerva e Vulcano, e dentro nota le false porte dipinte, aggiunte solo per mantenere la simmetria delle stanze.
- Non perdere il giardino dietro la casa, una rara occasione per vedere cosa c’è dietro le lunghe facciate sui canali.
Magere Brug
Prosegui fino all’Amstel e al Magere Brug, il «ponte magro», che attraversa il fiume all’altezza della Kerkstraat tra il Keizersgracht e il Prinsengracht. Il primo ponte fu costruito qui nel 1691 e sostituito nel 1871; quello attuale è del 1934. La parte centrale è un ponte levatoio in legno dipinto di bianco che si alza per far passare le barche; fu azionato a mano fino al 1994 ed è automatico da allora. Dal 2003 è aperto solo a pedoni e ciclisti.
Una nota leggenda turistica lo attribuisce a due sorelle: in una versione il ponte era stretto perché non potevano permettersene uno più largo, in un’altra il loro cognome era semplicemente Mager, cioè «magro». Ricerche recenti negli archivi della città suggeriscono una storia più banale: un grande ponte in pietra previsto fu ridimensionato dopo la crisi economica del 1672.
- Torna dopo il tramonto, quando circa 1.200 lampadine disegnano il profilo del ponte.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti dal Brouwersgracht ed entra nel Jordaan fino al Noordermarkt e alla Noorderkerk. Segui il Prinsengracht verso sud passando davanti alla Westerkerk, poi attraversa la cintura dei canali fino all’Herengracht e percorri la Curva d’oro. Dalla Vijzelstraat bastano pochi passi verso est per il Museum Van Loon sul Keizersgracht, e da lì si arriva all’Amstel e al Magere Brug.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
