
La maggior parte dei visitatori di Rodi passa il tempo dentro le mura medievali, intorno al Palazzo del Gran Maestro e alla Via dei Cavalieri. Questa guida mostra l’altra faccia della città: una moschea ottomana ancora in uso nella città vecchia e poi, fuori dalle mura, il porto di Mandraki con il suo forte, il lungomare costruito dagli italiani negli anni Venti, l’acquario sulla punta nord e l’antica acropoli sul Monte Smith. Insieme rivelano gli strati ottomano, italiano e greco antico di Rodi che la storia dei cavalieri spesso nasconde.
Moschea di Ibrahim Pascià
Tra i vicoli della città vecchia sorge una delle moschee più antiche di Rodi. Fu costruita nel 1540-41, meno di vent’anni dopo che gli ottomani avevano tolto l’isola ai cavalieri nel 1522, durante il regno del sultano Solimano il Magnifico. Delle sette moschee della città vecchia è l’unica ancora aperta al culto: nel 2019 ha ricevuto una licenza ufficiale. Il minareto, molto degradato nel corso dei secoli, fu restaurato negli anni Trenta, sotto il dominio italiano. È una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- Il sottile minareto cilindrico con un solo balcone, che sorge da una base poligonale in un angolo del tetto. Se entri, ricorda che è un luogo di preghiera: vesti in modo adeguato ed evita gli orari della preghiera.
Porto di Mandraki
Mandraki, appena a nord delle mura, era il porto militare dei cavalieri; il porto commerciale, più grande, è subito accanto. Oggi è pieno di yacht e di barche per escursioni, e i suoi lunghi moli curvi sono il punto migliore per guardare indietro verso le mura e le torri della città vecchia. All’imboccatura stretta del porto si alzano due colonne, ciascuna con in cima un cervo di bronzo.
Secondo la leggenda il Colosso di Rodi, l’enorme statua di bronzo del dio del sole Helios, stava a gambe divaricate sopra questa imboccatura, e le navi passavano in mezzo. La statua esisteva davvero: fu realizzata sotto la guida dello scultore Carete di Lindo, terminata intorno al 280 a.C., ed era alta circa 33 metri finché un terremoto la abbatté nel 226 a.C. Ma l’immagine della statua sopra il porto è nata dalla fantasia medievale; una figura così grande a gambe aperte non avrebbe potuto reggersi, e nessuno sa con esattezza dove si trovasse.
- I vecchi mulini a vento in pietra sul molo, superstiti di una fila di mulini che un tempo sorgeva lungo il porto.
Forte di San Nicola
In fondo al lungo molo sorge il forte rotondo di San Nicola. Nacque come torre costruita tra il 1464 e il 1467 dal Gran Maestro Pedro Ramón Zacosta per sorvegliare l’ingresso di Mandraki. Dopo il grande assedio ottomano del 1480, il Gran Maestro Pierre d’Aubusson la circondò con un bastione e la trasformò in una fortezza sul mare. La passeggiata sul molo, davanti ai mulini, fino al forte è una delle classiche di Rodi.
- La vista dalla fine del molo: il porto, i cervi sulle colonne e, dietro l’acqua, le mura della città vecchia.
Il lungomare italiano
Dal 1912 al 1943 Rodi fu sotto il dominio italiano, e gli italiani diedero un volto nuovo alla città fuori dalle mura. Un piano regolatore del 1923 dell’architetto Florestano Di Fausto collocò i principali edifici pubblici lungo la passeggiata a mare davanti a Mandraki, in un misto di stili presi da Venezia, dai cavalieri e dall’Oriente.
Il più vistoso è l’ex Palazzo del Governo, costruito nel 1926-27, con arcate in gotico veneziano e una facciata in pietra bianca e rosa che ricorda il Palazzo Ducale di Venezia. Oggi ospita l’amministrazione regionale. Accanto sorge la chiesa dell’Annunciazione (Evangelismos), progettata da Di Fausto e Rodolfo Petracco sul modello della perduta chiesa di San Giovanni dei cavalieri. Fu costruita nel 1924-25 come cattedrale cattolica e oggi è una chiesa greco-ortodossa.
Di fronte al porto c’è la Nea Agora, il Mercato Nuovo, anch’esso di Di Fausto: un edificio poligonale dall’aspetto chiaramente orientale. Più a nord sulla costa, l’ex Grande Albergo delle Rose fu costruito nel 1925-27 e oggi è il casinò della città.
- Il Palazzo del Governo visto dal lato del porto, con i suoi archi a sesto acuto e la pietra bicolore.
- Le linee gotiche della chiesa dell’Annunciazione, una copia novecentesca della chiesa in cui un tempo pregavano i cavalieri.
Acquario di Rodi
Sulla punta nord della città sorge un edificio Art déco dell’architetto italiano Armando Bernabiti. Fu costruito nel 1934-35 e aprì nel 1937 come Reale Istituto di ricerche biologiche. Dal 1963 è la Stazione idrobiologica di Rodi, oggi gestita dal Centro ellenico per la ricerca marina, e le sue vasche con la fauna del Mediterraneo sono aperte ai visitatori.
Acropoli di Rodi
Sul Monte Smith, la collina a sud-ovest della città moderna, si trovano i resti dell’acropoli dell’antica Rodi. Il sito risale al V secolo a.C., ma la maggior parte di ciò che vedi è ellenistico, del III e II secolo a.C. Gli archeologi italiani scavarono qui dal 1912 al 1945, poi il Servizio archeologico greco proseguì il lavoro.
A differenza dell’acropoli di Lindo, questa non è una rocca fortificata ma una collina aperta: templi sparsi, uno stadio e un piccolo teatro, con il tempio di Atena Poliade e Zeus Polieo all’estremità nord e la vista sul mare a ovest, il che la rende un bel posto al tramonto.
- Le tre colonne in piedi del tempio di Apollo Pizio, in parte ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale e visibile da lontano.
- Lo stadio del III secolo a.C., lungo circa 210 metri, e il piccolo odeon vicino, che ospitava circa 800 spettatori ed è stato ampiamente ricostruito.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti dalla moschea di Ibrahim Pascià nella città vecchia, poi sali verso nord tra i vicoli ed esci dalle porte vicino al Palazzo del Gran Maestro. Attraversa verso la Nea Agora e Mandraki, percorri il molo davanti ai mulini fino al forte di San Nicola e torna indietro, poi segui la passeggiata davanti alla chiesa dell’Annunciazione e al Palazzo del Governo fino all’acquario sulla punta nord. Il Monte Smith è un’uscita a parte, in salita dalla città nuova; molti ci vanno in autobus o in taxi e restano per il tramonto.
Scopri Rodi con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Rodi trasforma la città vecchia in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe, dalla Porta d’Amboise alla Torre dell’Orologio medievale, e la moschea di Ibrahim Pascià è una di queste, insieme alla Porta di Sant’Antonio, al Palazzo del Gran Maestro, alla Via dei Cavalieri e a piazza Ippocrate. I luoghi fuori dalle mura di questa guida non sono sul percorso, quindi sono perfetti per una seconda passeggiata. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, al tuo ritmo.
A Rodi ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
Gioca alla caccia al tesoro di Rodi →
Fai il tour a piedi in autonomia di Rodi →
Gioca all’escape game all’aperto a Rodi →
Fatti verificati a ottobre 2026.
