Fatti divertenti su Belgrado: gemme nascoste, leggende locali, cose da fare e da vedere assolutamente

Fun facts about Belgrade

Belgrado sorge su un crinale dove la Sava si getta nel Danubio, un punto così strategico che gli eserciti se lo contendono da oltre duemila anni. Il risultato è una città a strati, romana, ottomana, asburgica, jugoslava e serba, spesso a poche strade di distanza l’una dall’altra. Ecco i fatti e le storie che la rendono speciale.

10 curiosità su Belgrado

  • Una città bianca: Beograd significa semplicemente città bianca, un nome attestato dal IX secolo e ispirato probabilmente alla pietra chiara della fortezza.
  • Radici celtiche e romane: una tribù celtica, gli Scordisci, si stabilì qui nel III secolo a.C., e in seguito i Romani ne fecero la città fortificata di Singidunum.
  • Un nome turco per un simbolo serbo: Kalemegdan, il parco intorno alla Fortezza di Belgrado, prende il nome dalle parole turche per fortezza e campo.
  • The Victor: Ivan Meštrović's bronze Pobednik, unveiled in 1928 for the tenth anniversary of the breakthrough on the Salonika Front, stands on a column above the rivers. He holds a falcon in his left hand and a sword in his right.
  • Tesla's ashes: the Nikola Tesla Museum keeps the inventor's ashes in a gilded sphere, alongside his papers and personal belongings.
  • Una delle più grandi chiese ortodosse del mondo: la Chiesa di San Sava sorge sull’altopiano di Vračar, dove secondo la tradizione le autorità ottomane bruciarono le reliquie di San Sava nel 1595. I lavori iniziarono negli anni Trenta e poi si fermarono per decenni.
  • Una via bohémien: Skadarlija, una breve strada acciottolata piena di taverne, intorno al 1900 era il ritrovo di scrittori, pittori e attori, e la sera i musicisti suonano ancora le vecchie canzoni di Belgrado.
  • Una città di un altro impero: Zemun, oggi parte di Belgrado, fu a lungo una città di confine asburgica di fronte alla Belgrado ottomana. La sua Torre di Gardoš fu costruita nel 1896 per celebrare i mille anni dell’Ungheria.
  • A lake called the sea: Ada Ciganlija, a river island turned into a peninsula with a long lake, is nicknamed Belgrade's sea, and its beaches fill up on summer weekends.
  • Un vertice storico: nel settembre 1961 Belgrado ospitò il primo vertice del Movimento dei Paesi non allineati, con leader come Tito, Nehru, Nasser e Sukarno.

La taverna chiamata ?

Di fronte alla Cattedrale ortodossa di San Michele c’è una casa bassa costruita nel 1823. Il principe Miloš Obrenović la donò a un uomo noto come Ećim Toma, che la trasformò in una kafana, una taverna tradizionale serba. Cambiò nome più volte, e nel 1892 il proprietario volle chiamarla Presso la chiesa cattedrale. Le autorità religiose si opposero a una cattedrale citata sull’insegna di una taverna, così il proprietario appese un punto interrogativo sopra la porta come soluzione provvisoria. Rimase. La kafana si chiama ancora ? ed è considerata la più antica taverna tradizionale di Belgrado ancora aperta.

La Fortezza di Belgrado in breve

La Fortezza di Belgrado occupa il crinale sopra la confluenza, un luogo fortificato fin dall’epoca romana. Gran parte di ciò che vedi oggi risale al XVIII secolo, quando la città passava di continuo tra austriaci e ottomani. Dentro le mura ci sono un museo militare, una torre dell’orologio, un pozzo profondo e due piccole chiese, Ružica e Santa Petka, la cui fonte è ritenuta miracolosa. Il belvedere accanto al Vincitore guarda verso Zemun e Nuova Belgrado.

Cosa mangiare a Belgrado

  • Ćevapi: piccole salsicce di carne macinata alla griglia, servite nel pane piatto con cipolla cruda tritata.
  • Pljeskavica: a large, flat grilled patty, Serbia's answer to the burger, often stuffed with cheese.
  • Kajmak: una crema di latte ricca e leggermente salata da spalmare sul pane, sui ćevapi e su quasi tutto.
  • Burek: pasta sfoglia ripiena di carne, formaggio o spinaci, un classico della colazione con un bicchiere di yogurt da bere.
  • Rakija: fruit brandy, above all šljivovica made from plums. In 2022, Serbia's šljivovica traditions were added to UNESCO's list of intangible cultural heritage.

Da sapere prima di partire

  • Guarda il tramonto sulla confluenza dalle mura di Kalemegdan, uno dei panorami gratuiti più belli della città.
  • In Serbia si usa il dinaro, non l’euro. L’alfabeto cirillico e quello latino sono entrambi d’uso quotidiano, quindi i cartelli possono essere nell’uno o nell’altro.
  • Cammina lungo il Danubio dal centro fino a Zemun, per i ristoranti di pesce sul fiume e la vista dalla Torre di Gardoš.
  • Vesti in modo sobrio nella Chiesa di San Sava e scendi nella cripta, rivestita di mosaici d’oro.

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