Cattedrale di San Sabino a Bari: il rosone e la luce del solstizio

The Cathedral of San Sabino in Bari

La Cattedrale di San Sabino è il duomo romanico di Bari, nel centro storico, a pochi minuti a piedi dalla Basilica di San Nicola. Fu ricostruita dopo che Guglielmo I di Sicilia distrusse Bari nel 1156 e consacrata nel 1292. Ogni anno il 21 giugno, nel tardo pomeriggio, il sole che attraversa il rosone proietta l’intera rosa sul pavimento di marmo davanti all’altare.

La Cattedrale di Bari in breve

  • Dove: piazza dell’Odegitria a Bari Vecchia, tra il Castello Normanno-Svevo e la Basilica di San Nicola.
  • Costruita: ricostruita dalla fine del XII secolo sotto l’arcivescovo Rainaldo sul luogo di cattedrali più antiche; consacrata il 4 ottobre 1292.
  • Cos’è oggi: la sede dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, dedicata a san Sabino, vescovo di Canosa, e uno dei principali esempi di romanico pugliese.
  • Tempo necessario: 30–45 minuti, di più con la cripta e gli scavi sotto la chiesa.

Dalla cattedrale di epoca bizantina al romanico pugliese

Bari ha vescovi almeno dal 347, e questo luogo ospita una cattedrale da ben più di mille anni. Mosaici pavimentali con il nome del vescovo Andrea, alla guida della diocesi nel 758–761, appartenevano probabilmente alla prima cattedrale. Qui sorgeva una chiesa dell’XI secolo quando, nel 1156, il re Guglielmo I di Sicilia distrusse la città. L’arcivescovo Rainaldo avviò la ricostruzione alla fine del XII secolo, riutilizzando materiali più antichi e prendendo a modello la Basilica di San Nicola. La nuova cattedrale fu consacrata il 4 ottobre 1292.

Nel Settecento l’arcivescovo Muzio Gaeta fece rifare in stile barocco la facciata, la navata, le navate laterali, il battistero rotondo e la cripta, su progetto di Domenico Antonio Vaccaro. Negli anni Cinquanta i restauratori eliminarono gran parte di quegli interventi e riportarono alla luce la pietra nuda dell’interno romanico; seguirono altri restauri, tra cui una campagna dal 2002 al 2005. Sotto la navata, gli scavi hanno portato alla luce tracce delle chiese precedenti e dei loro pavimenti a mosaico.

Cosa osservare

  • La facciata e il rosone: tre portali sotto un grande rosone incorniciato da sculture di mostri e creature fantastiche.
  • L’interno: tre navate divise da sedici colonne, con pareti di pietra semplice che lasciano parlare l’architettura.
  • La cripta: le reliquie di san Sabino si trovano nel suo altare principale; arrivarono a Bari nell’844. Qui c’è anche l’icona della Madonna Odegitria, colei che indica la via, molto venerata a Bari.
  • La Trulla: un edificio rotondo del XII secolo accanto alla cattedrale, nato come battistero e oggi usato come sacrestia.
  • Il campanile: sembra medievale, ma è in gran parte una ricostruzione moderna nella stessa pietra chiara.

La rosa del solstizio

Ogni anno il 21 giugno, verso le cinque e dieci del pomeriggio, la luce del sole entra dal rosone della facciata ovest e disegna l’intera forma della rosa sul pavimento di marmo, a pochi passi dal presbiterio. In altre chiese romaniche ci sono effetti di luce in cui un solo raggio colpisce un solo punto; qui sul pavimento compare tutto il contorno della finestra. Il sacrestano Michele Cassano lo notò per la prima volta nel 2005, subito dopo un restauro, e da allora ogni anno la gente viene a vederlo. Serve un cielo sereno.

Il Museo diocesano accanto alla cattedrale custodisce un altro tesoro: l’Exultet, un rotolo medievale miniato con l’inno pasquale. Le sue immagini sono dipinte capovolte rispetto al testo, così che i fedeli davanti al diacono potessero seguire la storia per immagini mentre lui srotolava il rotolo dall’ambone.

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Consigli per la visita

  • È una cattedrale attiva: copri spalle e ginocchia, parla a bassa voce ed evita di girare durante la messa.
  • Se sei a Bari il 21 giugno, arriva ben prima delle cinque per trovare un posto da cui vedere il pavimento.
  • Visita insieme la cattedrale e la Basilica di San Nicola. Le due chiese sono a pochi minuti l’una dall’altra, e vederle entrambe mostra quanto sia affine il loro stile romanico.

Nei dintorni

  • Basilica di San Nicola: la grande chiesa di pellegrinaggio costruita per le reliquie di san Nicola, portate da Myra nel 1087, a pochi minuti a piedi.
  • Castello Normanno-Svevo: la fortezza ai margini del centro storico, ricostruita sotto l’imperatore Federico II nel XIII secolo, poco più a ovest.
  • Strada Arco Basso: il vicolo vicino al castello dove le donne fanno le orecchiette a mano su tavolini davanti alla porta di casa.
  • Piazza Mercantile: la piazza principale di Bari Vecchia, con la colonna di pietra un tempo usata per esporre i debitori al pubblico ludibrio, poco più a est.

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