Basilica di Saint-Nazaire a Carcassonne: rosoni e la pietra dell’assedio

The Basilica of Saint-Nazaire in the Cité of Carcassonne

La basilica dei Santi Nazario e Celso, di solito chiamata semplicemente Saint-Nazaire, è la chiesa della Cité, la cittadella medievale fortificata di Carcassonne. Fu la cattedrale della città fino al 1803 ed è due edifici in uno: una navata romanica buia e un coro gotico che sembra fatto di vetro. La vetrata centrale del coro, del 1280 circa, è una delle più antiche del sud della Francia.

Saint-Nazaire in breve

  • Dove: dentro la Cité, la città alta fortificata, a pochi passi dal Château Comtal.
  • Costruita: la navata romanica tra la fine dell’XI e il XII secolo; il coro e il transetto gotici dal 1270 circa agli anni 1320.
  • Restaurata da: Eugène Viollet-le-Duc, che diresse il restauro dal 1845 al 1867.
  • Cos’è oggi: una chiesa cattolica, elevata a basilica minore nel 1898. Il titolo di cattedrale passò a Saint-Michel, nella città bassa, nel 1803.
  • Tempo necessario: 20–30 minuti; di più se vuoi leggere le vetrate scena per scena.

Una chiesa romanica con una corona gotica

Il 12 giugno 1096 papa Urbano II venne a Carcassonne e benedisse i materiali per una nuova cattedrale. La navata costruita nei decenni successivi è la parte più antica che si vede oggi: muri spessi, archi a tutto sesto e poca luce. Nel 1269 il re autorizzò un ampliamento e, dal 1270 circa, la parte orientale fu ricostruita nel nuovo stile gotico della Francia del nord, con alte vetrate che occupano quasi tutta la parete. I lavori terminarono sotto il vescovo Pierre Rodier, negli anni 1320.

Dopo la Rivoluzione francese la chiesa perse il suo ruolo: nel 1803 la sede vescovile passò a Saint-Michel, nella Bastide, la città bassa. Nel 1840 divenne monumento storico e dal 1845 se ne occupò Viollet-le-Duc, che restaurava anche le mura della Cité. Tolse stalli e dipinti del Settecento, demolì un campanile cinquecentesco sul lato ovest e ricostruì la facciata occidentale perché sembrasse parte delle fortificazioni. La sua bottega restaurò anche le vetrate tra il 1851 e il 1861, e alcune scene, tra cui gran parte della vetrata dell’Albero della vita, sono opera dell’Ottocento.

Cosa osservare

  • Il contrasto tra la navata romanica, scura e massiccia, e il coro e il transetto gotici, luminosi.
  • La vetrata assiale dietro l’altare, del 1280 circa: l’infanzia e la Passione di Cristo raccontate in 16 medaglioni.
  • I due rosoni del transetto: quello nord dominato da un blu intenso, quello sud nei toni giallo-verdi e rosso vino.
  • Le vetrate dell’Albero di Iesse e dell’Albero della vita nelle cappelle del transetto, di inizio Trecento.
  • La tomba del vescovo Guillaume Radulphe, morto nel 1266, incassata nel muro della sua cappella, con la figura del defunto in posizione verticale.
  • All’esterno, sulla torretta della scala del transetto sud: i doccioni scherzosi di Viollet-le-Duc, tra cui una lumaca e un prete.

La pietra dell’assedio

Sulla parete ovest del transetto sud c’è un rilievo noto come «pietra dell’assedio». Mostra una città attaccata con macchine d’assedio e un angelo che porta l’anima di un morto. La tradizione lo collega all’assedio di Tolosa del 1218, in cui fu ucciso Simon de Montfort. Montfort guidava la crociata contro i catari ed era diventato signore di Carcassonne dopo che i crociati l’avevano presa nel 1209. Lo uccise una pietra scagliata da una macchina d’assedio, e una fonte sostiene che a manovrarla fossero le donne di Tolosa. Il legame tra il rilievo e quell’assedio non è certo. È documentato invece che Montfort fu sepolto prima in questa chiesa; uno dei suoi figli trasferì poi il corpo a Montfort-l’Amaury, vicino a Parigi, e una lapide nel transetto sud porta ancora il suo nome.

Consigli per la visita

  • Vieni di mattina, quando il sole illumina le vetrate del coro e la Cité è ancora tranquilla.
  • Porta un binocolo o usa lo zoom del telefono: i medaglioni delle vetrate sono piccoli e in alto.
  • È una chiesa in funzione: parla a bassa voce ed evita gli orari della messa.

Nei dintorni

  • Château Comtal: il castello dentro la Cité, con un percorso su una parte delle mura.
  • Le lices: la fascia aperta tra la cinta interna e quella esterna, il posto migliore per capire il doppio anello di mura.
  • Porte Narbonnaise: la porta principale della Cité, con due torri gemelle e un ponte levatoio.
  • Pont Vieux: il ponte medievale sull’Aude verso la Bastide Saint-Louis, con la classica vista sulla Cité.

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