
Il Jardim da Cordoaria è un giardino alberato dell’Ottocento nel centro di Porto, tra la Torre dos Clérigos e il vecchio carcere cittadino. Il nome ufficiale è Jardim de João Chagas, ma tutti lo chiamano ancora Cordoaria, dai cordai che vi lavorarono per circa duecento anni. I suoi abitanti più sorprendenti sono tredici figure in bronzo dello scultore spagnolo Juan Muñoz, che ridono tutte l’una dell’altra.
Il Jardim da Cordoaria in breve
- Dove: Campo dos Mártires da Pátria, tra la Torre dos Clérigos, l’edificio principale dell’Università di Porto e il vecchio carcere che oggi ospita il Centro portoghese di fotografia.
- Creato: 1865–1866 come giardino pubblico; ridisegnato nel 2001.
- Di: il paesaggista tedesco Émile David; le sculture del 2001 sono di Juan Muñoz.
- Cos’è oggi: un parco pubblico con alberi secolari, un laghetto, statue di scrittori di Porto e scultura moderna, frequentato da studenti, famiglie e da chiunque cerchi ombra in centro.
- Tempo necessario: 20–30 minuti, di più se ti fermi su una panchina.
Dalla corderia al giardino romantico
Prima di essere un giardino, questo terreno era un luogo di lavoro. I cordai (cordoeiros) vi intrecciarono le corde per circa due secoli, e la zona ne conservò il nome. Nell’Ottocento il comune trasformò la piazza in uno spazio pubblico e nel 1865–1866 il paesaggista tedesco Émile David la disegnò come giardino romantico, con vialetti sinuosi, alberi e un laghetto. Molti degli alberi piantati allora hanno oggi ben più di un secolo.
Nel 1924 il giardino fu intitolato ufficialmente a João Chagas, giornalista e politico repubblicano, ma il vecchio nome non è mai sparito. Per Porto 2001, quando la città fu Capitale europea della cultura, il giardino fu ridisegnato e Juan Muñoz creò il gruppo di tredici figure in bronzo che ne è diventato il simbolo. Fu una delle ultime opere dello scultore, morto quello stesso anno.
Cosa osservare
- Tredici che ridono l’uno dell’altro (Treze a rir uns dos outros): le 13 figure in bronzo di Juan Muñoz, piegate dal ridere come per una battuta che capiscono solo loro. Girale intorno e guarda i volti.
- La statua di Ramalho Ortigão, scrittore e critico nato a Porto, uno dei grandi nomi della letteratura portoghese dell’Ottocento.
- La statua di António Nobre, poeta nato a Porto, noto soprattutto per la raccolta Só.
- Il Ratto di Ganimede (O Rapto de Ganímedes): una scultura sul mito greco in cui Zeus, trasformato in aquila, rapisce il giovane Ganimede.
- Gli alberi secolari e il laghetto: sotto le chiome resta l’impianto ottocentesco, con vialetti che curvano tra i prati.
I tredici che ridono
Juan Muñoz (1953–2001) era noto per i suoi gruppi di figure grigie, quasi vive, che sembrano condividere un momento privato. Alla Cordoaria ne mise tredici in mezzo alla vita quotidiana della città, a ridere di tutto e di niente. Pare volesse che anche chi non si interessa d’arte provasse simpatia per loro, e quasi tutti i passanti si fermano, sorridono e scattano una foto.
Consigli per la visita
- Vieni in un pomeriggio caldo: gli alberi offrono una delle ombre migliori del centro.
- Fotografa le figure che ridono con la luce morbida del mattino o del tardo pomeriggio, e ricorda che sono opere d’arte, non giochi su cui arrampicarsi.
- Visita la Torre dos Clérigos e la Livraria Lello presto, quando le code sono più corte, poi torna in giardino per riposarti.
Nei dintorni
- Torre dos Clérigos: il campanile barocco di Nicolau Nasoni della metà del Settecento, con vista panoramica sulla città dalla cima.
- Livraria Lello: la libreria aperta nel 1906, famosa per la scala rossa sinuosa e il soffitto a vetrate.
- Centro portoghese di fotografia: nell’antico carcere del tribunale della Relação, dove fu detenuto lo scrittore Camilo Castelo Branco; alle finestre ci sono ancora le sbarre.
- Chiesa del Carmo: in praça de Gomes Teixeira, con una parete laterale coperta di azulejos bianchi e blu.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
