Sea Gate in Rhodes: The Knights’ Harbour Entrance of 1478

The Sea Gate of Rhodes Old Town

La Porta Marina (Pyli Thalassini), o Porta del Mare, è il grande ingresso fortificato che dal porto commerciale conduce alla città vecchia medievale di Rodi. Due torri rotonde merlate sorvegliano l’arco, e sopra l’apertura un rilievo di marmo e tre stemmi ricordano chi la costruì: i Cavalieri di San Giovanni, sotto il Gran Maestro Pierre d’Aubusson, nel 1478, appena due anni prima che gli Ottomani assediassero la città.

La Porta Marina in breve

  • Dove: sul lato porto delle mura della città vecchia, di fronte al porto commerciale, a pochi passi da piazza Ippocrate.
  • Costruita: nel 1478, sotto il Gran Maestro Pierre d’Aubusson dell’Ordine di San Giovanni.
  • Di: i Cavalieri di San Giovanni (Ospitalieri), che governarono Rodi dall’inizio del Trecento al 1522.
  • Cos’è oggi: uno dei principali ingressi pedonali della città vecchia, parte della Città medievale di Rodi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988.
  • Tempo necessario: 10–15 minuti per vedere entrambi i lati; di più se cammini lungo il porto per guardare le mura.

Una porta costruita per un assedio

I Cavalieri di San Giovanni presero Rodi all’inizio del Trecento e fecero della città una delle fortezze più forti del Mediterraneo. Il porto era la loro linfa vitale: rifornimenti, pellegrini e rinforzi arrivavano via mare. Pierre d’Aubusson, Gran Maestro dal 1476, investì moltissimo nelle difese, sapendo che l’Impero ottomano avrebbe attaccato. La Porta Marina fu terminata nel 1478, un ingresso monumentale pensato per impressionare quanto per proteggere. Nel 1480 una flotta ottomana inviata dal sultano Maometto II assediò Rodi per circa tre mesi, e i Cavalieri, guidati da d’Aubusson, resistettero.

Il secondo grande assedio, sotto Solimano il Magnifico nel 1522, finì diversamente: dopo sei mesi i Cavalieri si arresero e lasciarono l’isola all’inizio del 1523, e Rodi restò ottomana finché gli italiani la presero nel 1912. La porta attraversò i secoli quasi intatta, ma fu gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944, durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, quando il Dodecaneso era ormai passato alla Grecia, il Servizio archeologico la restaurò, e oggi è una delle porte meglio conservate della cinta.

Cosa osservare

  • Le due torri rotonde merlate ai lati dell’arco, costruite per colpire l’ingresso da entrambi i lati.
  • Il rilievo di marmo sopra il passaggio, con la Vergine Maria tra san Pietro e san Giovanni.
  • I tre stemmi sotto il rilievo: le armi reali di Francia al centro, la croce dell’Ordine a sinistra e lo stemma di d’Aubusson a destra.
  • Lo spessore delle mura: attraversa piano il passaggio, nota quanto è profondo, poi voltati verso il porto incorniciato dall’arco.
  • Il fronte del porto: esci sulla banchina e segui con lo sguardo le mura nelle due direzioni per vedere come la porta si inserisce nelle difese a mare dei Cavalieri.

Perché lo stemma di Francia?

Molti Cavalieri, compreso lo stesso d’Aubusson, venivano dalla Francia, e tre degli otto gruppi nazionali dell’Ordine, le «lingue», erano francesi: Provenza, Alvernia e Francia. Le armi reali al posto d’onore, al centro, riflettono questi legami stretti. Stemmi simili si trovano in tutta la città vecchia: dopo aver individuato i tre della Porta Marina, cercane altri sopra le porte e sui muri della via dei Cavalieri; ognuno dice quale Gran Maestro o cavaliere pagò l’edificio.

Consigli per la visita

  • Vieni la mattina, quando il sole illumina il lato della porta verso il porto, oppure la sera, quando la città vecchia è più fresca e tranquilla.
  • Guardala da entrambi i lati: dalla banchina per le torri e il rilievo, e dall’interno delle mura per la vista sul mare.
  • Le strade della città vecchia sono acciottolate e irregolari: metti scarpe comode e porta acqua d’estate.

Nei dintorni

  • Piazza Ippocrate: la piazza vivace appena dentro le mura, con la sua fontana e l’edificio dei Cavalieri noto come Kastellania.
  • Piazza dei Martiri Ebrei: poco a est, con un memoriale agli ebrei di Rodi deportati nel 1944.
  • Museo archeologico di Rodi: nell’antico ospedale dei Cavalieri, con reperti antichi dell’isola.
  • Via dei Cavalieri: la strada medievale fiancheggiata dalle locande dei gruppi nazionali dell’Ordine, che sale fino al Palazzo del Gran Maestro.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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