
La Real Fábrica de Tabacos è un enorme edificio in pietra del Settecento, appena fuori dalle antiche mura di Siviglia, costruito per produrre tabacco da fiuto e poi sigari per la corona spagnola. Quando fu terminata era il secondo edificio più grande di Spagna dopo l’Escorial, e migliaia di sigaraie vi lavorarono, ispirando l’eroina dell’opera Carmen di Bizet. Dagli anni Cinquanta è la sede principale dell’Università di Siviglia.
La Real Fábrica de Tabacos in breve
- Dove: in Calle San Fernando, accanto alla Puerta de Jerez e a pochi minuti dall’Alcázar.
- Costruita: iniziata nel 1728; la produzione partì nel 1758 e l’edificio fu completato nel 1770, secondo un’iscrizione sul lato ovest.
- Di: una serie di ingegneri militari, soprattutto il fiammingo Sebastián Van der Borcht, che ne prese la guida nel 1750.
- Cos’è oggi: il rettorato e diverse facoltà dell’Università di Siviglia; cortili e corridoi si possono visitare quando l’università è aperta.
- Tempo necessario: 20-30 minuti per la facciata e i cortili principali.
Dal mulino del tabacco all’università
Siviglia aveva il monopolio spagnolo del commercio con le Americhe, e nel Cinquecento qui aprirono le prime manifatture di tabacco d’Europa. Nel Settecento la corona decise di costruire un’unica, enorme fabbrica fuori dalle mura, su un terreno chiamato campo dei teschi perché era stato una necropoli romana. I lavori iniziarono nel 1728 e andarono avanti a singhiozzo per decenni. All’apertura, mille uomini, duecento cavalli e circa 170 mulini trasformavano le foglie importate in tabacco da fiuto, e Siviglia rimase per secoli l’unico produttore spagnolo.
Quando i sigari divennero di moda, parte della fabbrica si convertì alla loro produzione. Dopo il 1829 la manodopera dei sigari fu interamente femminile e, al culmine negli anni Ottanta dell’Ottocento, vi lavoravano circa 6.000 cigarreras, alcune con i neonati nelle culle accanto. Il loro mondo ispirò la novella Carmen di Prosper Mérimée e poi l’opera di Bizet del 1875, la cui protagonista lavora proprio qui. La meccanizzazione ridusse il numero nel Novecento e nel 1950 la produzione si spostò in un nuovo stabilimento a Los Remedios. Il vecchio edificio fu adattato per l’università tra il 1954 e il 1956.
Cosa osservare
- La facciata principale, coronata da una statua della Fama, con lesene in pietra ispirate a modelli rinascimentali.
- Il fossato che circonda l’edificio su tre lati, ricordo di quando la fabbrica era sorvegliata come una fortezza, con garitte.
- I cortili centrali, dove i corridoi principali si incontrano attorno a una fontana, e il Patio de Arte con balconi e gallerie come in una casa sivigliana.
- La piccola ex prigione accanto all’edificio principale, dove venivano rinchiusi gli operai sorpresi a rubare tabacco.
- Le dimensioni: l’edificio misura circa 185 per 147 metri; percorri un lato per rendertene conto.
Carmen, la sigaraia
Nell’opera di Bizet, Carmen lavora come sigaraia in questa fabbrica, e il primo atto si apre davanti ai suoi cancelli, dove i soldati guardano le operaie uscire per la pausa. Carmen è un personaggio inventato, ma le cigarreras erano reali: una forza lavoro femminile numerosa e indipendente nella Spagna dell’Ottocento, che scioperò più volte, nel 1838, nel 1842 e nel 1885. All’interno alcuni dipinti le ricordano, tra cui uno del pittore sivigliano Gonzalo Bilbao.
Consigli per la visita
- È un’università in attività, quindi parla piano nei corridoi, soprattutto nei periodi d’esame.
- Guarda la statua della Fama dal lato di Calle San Fernando; la facciata rende meglio con la luce del tardo pomeriggio.
- Abbina la visita all’Alcázar e al Parque de María Luisa, tutti facilmente raggiungibili a piedi.
Nei dintorni
- Real Alcázar: il palazzo reale con cortili e giardini mudéjar, a pochi minuti a piedi.
- Hotel Alfonso XIII: il grande albergo costruito per l’Esposizione iberoamericana del 1929, proprio accanto.
- Plaza de España: l’enorme piazza a semicerchio dell’esposizione del 1929, a breve distanza attraverso il Parque de María Luisa.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
