
La chiesa di Santo Tomé è una chiesa parrocchiale medievale nell’antico quartiere ebraico di Toledo, costruita sul sito di una moschea dell’XI secolo e sormontata da una torre mudéjar in mattoni. Si viene qui per un dipinto: la Sepoltura del conte di Orgaz di El Greco, realizzata per questa chiesa negli anni Ottanta del Cinquecento e ancora appesa nella cappella per cui fu dipinta. Mostra un nobile del Trecento deposto nella tomba da due santi scesi dal cielo.
Santo Tomé in breve
- Dove: in Calle Santo Tomé, nella parte ovest della città vecchia, vicino all’antico quartiere ebraico e al Museo di El Greco.
- Costruzione: sul sito di una moschea dell’XI secolo; ricostruita all’inizio del Trecento da Gonzalo Ruiz de Toledo, signore di Orgaz, che trasformò anche il minareto nell’attuale campanile.
- Oggi: una chiesa parrocchiale aperta ogni giorno ai visitatori che vengono a vedere il dipinto di El Greco, accessibile da un ingresso separato sul retro.
- Tempo necessario: 20-30 minuti.
Dalla moschea alla chiesa di El Greco
Dopo la conquista di Toledo da parte di Alfonso VI nel 1085, molte moschee della città furono trasformate in chiese con pochi cambiamenti, e questa fu una di esse. All’inizio del Trecento era in cattivo stato, e Gonzalo Ruiz de Toledo, signore di Orgaz e figura di spicco della città, ne pagò la ricostruzione. Lasciò inoltre per testamento un dono annuale alla parrocchia. Morì nel 1323 e fu sepolto qui, nella cappella della Concezione, come aveva chiesto.
Oltre due secoli dopo il paese di Orgaz smise di pagare il dono, e il parroco Andrés Núñez vinse una causa per ripristinarlo. Per festeggiare rinnovò la cappella e nel 1586 commissionò a El Greco, stabilitosi a Toledo una decina d’anni prima, la leggenda della sepoltura del signore sopra la sua tomba. L’opera, terminata intorno al 1588, è considerata uno dei capolavori del pittore. Un’iscrizione latina sotto il quadro racconta il miracolo e la causa.
Cosa osservare
- Le due metà del dipinto: in basso la sepoltura del nobile in armatura sostenuto da santo Stefano e sant’Agostino; in alto il cielo che si apre per accogliere la sua anima.
- La fila di gentiluomini toledani vestiti di nero con le gorgiere bianche, ritratti di persone reali dell’epoca di El Greco.
- Il ragazzo in basso a sinistra, di solito identificato con Jorge Manuel, figlio di El Greco, con un fazzoletto in tasca che porta una data.
- La lapide di marmo nero con lettere latine dorate sotto il dipinto, che spiega il miracolo e la disputa con Orgaz.
- All’esterno, la torre mudéjar in mattoni e pietra, con bifore, archi ciechi e piastrelle smaltate, nata dall’antico minareto.
Signore o conte?
Gonzalo Ruiz de Toledo non fu mai davvero conte: in vita era signore di Orgaz. Il titolo di conte di Orgaz fu creato per i suoi discendenti nel Cinquecento, e all’epoca di El Greco la famiglia era conosciuta così, da cui il titolo del quadro. La leggenda racconta che al suo funerale, nel 1323, santo Stefano e sant’Agostino apparvero e lo deposero nella tomba con le proprie mani, come ricompensa per la sua generosità verso la chiesa.
Consigli per la visita
- Vai di primo mattino o nel tardo pomeriggio: la sala del dipinto è piccola e a mezzogiorno si riempie di gruppi.
- Il quadro è alto; fai un passo indietro e guarda prima separatamente la metà inferiore e quella superiore, poi l’insieme.
- Le foto del dipinto sono limitate, quindi preparati a guardare più che a fotografare.
- Abbina la visita al Museo di El Greco e alle sinagoghe dell’antico quartiere ebraico, tutti a pochi minuti l’uno dall’altro.
Nei dintorni
- Museo di El Greco: un museo dedicato al pittore e alla sua epoca a Toledo, con diverse sue opere, a pochi minuti a piedi verso sud.
- Sinagoga del Tránsito: una sinagoga del Trecento con ricchi stucchi mudéjar, oggi Museo Sefardita.
- Sinagoga di Santa María la Blanca: archi a ferro di cavallo bianchi in uno dei più antichi edifici sinagogali conservati d’Europa.
- Monastero di San Juan de los Reyes: il monastero gotico fondato dai Re Cattolici, con uno splendido chiostro.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
