Monastero di Stavropoleos a Bucarest: la chiesa pagata da una locanda

Stavropoleos Monastery Church in Bucharest

Stavropoleos è una piccola chiesa monastica ortodossa in una via laterale del centro storico di Bucarest, a due passi da Calea Victoriei. Un monaco greco la completò nel 1724 e la pagò con le entrate di una locanda che costruì tutt’intorno. La locanda è scomparsa da tempo, ma la chiesa, con il portico in pietra scolpita e la facciata dipinta, è uno dei più begli esempi di stile brâncovenesc in città.

Il Monastero di Stavropoleos in breve

  • Dove: Strada Stavropoleos 4, nel centro storico, a un minuto a piedi da Calea Victoriei e dal Museo nazionale di storia della Romania.
  • Costruito: la chiesa fu completata il 30 ottobre 1724, sotto il principe Nicola Mavrocordato di Valacchia.
  • Di: fondato dall’archimandrita greco Ioanichie Stratonikeas; restaurato dalla fine degli anni Novanta dell’Ottocento sotto la guida dell’architetto Ion Mincu.
  • Cos’è oggi: un monastero ortodosso femminile attivo, dedicato agli arcangeli Michele e Gabriele, noto per il suo coro bizantino e la sua biblioteca.
  • Tempo necessario: 20–30 minuti per la chiesa e il cortile.

Dalla locanda di un monaco a un monastero in città

Ioanichie, monaco greco di Pogoniani, in Epiro, comprò qui un terreno nel 1722 e costruì una locanda, i cui affitti dovevano mantenere un piccolo monastero. Un’iscrizione in pietra, in greco e in romeno, ricorda che la chiesa era finita il 30 ottobre 1724. Nel 1726 Ioanichie divenne metropolita di Stavropoli, un’antica sede vescovile della Caria, in Asia Minore, e il monastero ne prese il nome: Stavropoleos è il genitivo greco di Stavropolis, «la città della croce». Morì il 7 febbraio 1742, a 61 anni, e fu sepolto nella sua chiesa.

L’Ottocento fu duro per l’edificio. Il terremoto del 1802 rese necessarie riparazioni urgenti, e dopo quello del 1838 la torre sopra la navata fu giudicata pericolante e smontata nel 1841. Nel 1888 la chiesa era descritta come quasi in rovina, e a fine secolo la locanda e gli edifici annessi furono demoliti. Nel 1897 l’architetto Ion Mincu fu incaricato di salvarla; il consolidamento iniziò nel 1904 e furono ricostruiti la torre, il tetto e la fascia di pietra scolpita che corre lungo i muri. Mincu progettò anche il nuovo edificio accanto alla chiesa, con il suo cortile porticato.

Cosa osservare

  • Il portico: un pronao aperto di sottili colonne e archi in pietra, con fogliami scolpiti su colonne, archi e cornice della porta, tipico dello stile brâncovenesc.
  • La facciata dipinta: motivi floreali colorati e riquadri dipinti nella parte alta dei muri, sotto il tetto sporgente.
  • La torre: la snella torre sopra la navata è la ricostruzione di Mincu di quella smontata nel 1841.
  • Il cortile: il loggiato ad arcate di Mincu, lungo i cui muri sono allineate antiche croci e lapidi in pietra scolpita.
  • L’interno: l’iconostasi intagliata e dorata e le pareti dipinte di una chiesa così piccola da abbracciarla con uno sguardo. Il fondatore, Ioanichie, è sepolto qui.

Canto bizantino e una biblioteca di musica antica

Per i romeni Stavropoleos è famoso più per la musica che per le pietre. Il Coro bizantino di Stavropoleos, fondato nel 1994, esegue il canto neobizantino durante le funzioni e si è esibito in Romania e all’estero. La biblioteca del monastero conserva oltre 8.000 libri, tra cui più di 80 manoscritti e circa 400 stampe antiche in romeno, greco e slavo ecclesiastico, e la sua raccolta di musica bizantina è la più grande della Romania. La comunità restaura anche libri antichi, icone e paramenti, e custodisce frammenti di affreschi salvati da chiese demolite durante il comunismo.

Consigli per la visita

  • Vieni di mattina in un giorno feriale, quando il centro storico è ancora tranquillo e potresti avere il cortile quasi tutto per te.
  • È un monastero attivo: copri spalle e ginocchia, parla a bassa voce e chiedi prima di fotografare dentro la chiesa.
  • Se puoi, entra durante una funzione per ascoltare il canto; resta in fondo e non girare per la chiesa mentre è in corso.
  • Guarda la chiesa dall’angolo della strada e dal cortile: il portico e la facciata dipinta si apprezzano meglio da qualche passo di distanza.

Nei dintorni

  • Museo nazionale di storia della Romania: il grande museo nell’ex Palazzo delle Poste su Calea Victoriei, proprio dietro l’angolo; l’edificio attende un grande restauro, quindi verifica cosa è aperto.
  • Palazzo CEC: il palazzo della cassa di risparmio con la cupola, del 1900, di fronte al museo su Calea Victoriei, una delle facciate più grandiose di Bucarest.
  • Cărturești Carusel: la libreria bianca su più piani in un edificio ottocentesco restaurato di Strada Lipscani, a pochi minuti a piedi.
  • Antica Corte principesca (Curtea Veche): le rovine del palazzo dei principi di Valacchia, all’altro capo del centro storico, con accanto la più antica chiesa conservata della città.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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