
Porta Uzeda è la porta barocca all’estremità sud di piazza Duomo a Catania, che collega la piazza della cattedrale con la strada del lungomare sotto le antiche mura. Fu costruita nel 1695, appena due anni dopo il terremoto che rase al suolo quasi tutta la città, ed è un piccolo esempio perfetto dello stile in pietra lavica nera e pietra bianca della Catania ricostruita. Mettiti sotto l’arco e guarda verso nord: la vista corre dritta lungo via Etnea fino al vulcano.
Porta Uzeda in breve
- Dove: sul lato sud di piazza Duomo, tra la piazza della cattedrale e via Dusmet, accanto al Museo Diocesano.
- Costruita: nel 1695, durante la ricostruzione dopo il terremoto del gennaio 1693.
- Intitolata a: Juan Francisco Pacheco, duca di Uceda (Uzeda in italiano), viceré spagnolo di Sicilia che sostenne la ricostruzione della città.
- Oggi: un passaggio per pedoni e traffico tra il centro storico e il lato del porto, con un camminamento in alto visitabile attraverso il Museo Diocesano.
- Tempo necessario: 5 minuti per attraversarla; circa 40 minuti con museo e camminamento.
Una porta nuova per una città ricostruita
L’11 gennaio 1693 un violentissimo terremoto distrusse gran parte della Sicilia orientale, e Catania perse buona parte della popolazione e quasi tutti gli edifici. Le autorità spagnole mandarono Giuseppe Lanza, duca di Camastra, a guidare la ricostruzione, e la città fu ridisegnata con strade larghe e diritte e piazze aperte, più sicure in caso di nuovi terremoti. Via Etnea, la strada principale che dal Duomo sale verso l’Etna, fu uno dei risultati.
Porta Uzeda fu aperta nel 1695 nelle mura cinquecentesche che l’imperatore Carlo V aveva fatto costruire lungo la costa, e fu intitolata al viceré. Collega le due metà dell’antico Seminario dei Chierici, oggi il Museo Diocesano da un lato e Palazzo dei Chierici dall’altro, con un ponte coperto sopra l’arco. Come il Duomo e il Municipio della piazza, alterna la scura pietra lavica, che il vulcano forniva in abbondanza, a calcare e marmo chiari.
Cosa osservare
- I colori: fasce e dettagli alternati di pietra lavica nera e pietra bianca, la firma del barocco catanese.
- Il ponte sopra l’arco: il livello superiore unisce il Museo Diocesano a Palazzo dei Chierici, quindi la porta è anche un passaggio tra due edifici.
- La vista su via Etnea: da sotto l’arco guarda verso nord, oltre la Fontana dell’Elefante, lungo la strada dritta verso l’Etna.
- Le antiche mura sul mare: dal lato del mare si vedono tratti delle mura cinquecentesche di Carlo V, che un tempo sorgevano sulla riva.
Camminare sopra la porta
Il camminamento sopra Porta Uzeda fa parte della visita al Museo Diocesano, che occupa l’ex seminario. Dall’alto si gode una delle viste più belle della città: da un lato la piazza barocca con l’Etna alle spalle, dall’altro gli Archi della Marina, la lunga arcata del viadotto ferroviario ottocentesco, e il mare oltre. Se nel centro storico hai tempo per un solo belvedere, questo è un ottimo candidato.
Consigli per la visita
- Attraversa la porta nel tardo pomeriggio, quando il sole illumina la facciata del Duomo e la pietra lavica sembra più scura contro il bianco.
- Abbinala a una passeggiata mattutina alla Pescheria, il mercato del pesce proprio dietro l’angolo, più vivace nelle prime ore del giorno.
- Attenzione al traffico sul lato del porto: via Dusmet è una strada molto trafficata.
Nei dintorni
- Duomo di Catania: la cattedrale di Sant’Agata in piazza Duomo, dedicata alla patrona della città, a pochi passi.
- Fontana dell’Elefante: l’elefante di pietra lavica, detto u Liotru, che regge un obelisco egizio al centro della piazza.
- La Pescheria: il chiassoso e colorato mercato del pesce di Catania, raggiungibile dalla scalinata accanto alla Fontana dell’Amenano.
- Villa Pacini: un piccolo giardino pubblico sotto gli Archi della Marina, a un minuto a piedi dalla porta.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
