
Il Monumento a Verdi di Parma è un’ara di granito ricoperta di rilievi in bronzo, in Piazzale della Pace, accanto ai contrafforti in mattoni del Palazzo della Pilotta. Quello che vedi è solo un frammento: all’inaugurazione nel 1920 il monumento era un colonnato largo circa 90 metri con un arco trionfale e 28 statue, una per ogni opera di Verdi. Danneggiato da un bombardamento nel 1944 e smantellato nel dopoguerra, ne è rimasta solo l’ara.
Il Monumento a Verdi in breve
- Dove: Piazzale della Pace, nel centro di Parma, accanto al Palazzo della Pilotta e a pochi passi dal Teatro Regio.
- Realizzato: commissionato per il centenario della nascita di Verdi nel 1913 e inaugurato il 22 febbraio 1920.
- Di: lo scultore palermitano Ettore Ximenes, autore dei bronzi e delle statue, e l’architetto Lamberto Cusani, che progettò la struttura.
- Oggi: l’ara superstite del monumento originale, in granito con altorilievi in bronzo, tutelata dallo Stato dal 1989 e luogo dove Parma rende omaggio a Verdi in ottobre.
- Tempo necessario: 10–15 minuti; abbinala alla Pilotta o al Teatro Regio.
Da un colonnato di 90 metri a una sola ara
Giuseppe Verdi nacque nel 1813 alle Roncole, una frazione vicino a Busseto in provincia di Parma, e la città volle onorarlo in grande per il centenario. Il progetto fu promosso dal sindaco Giovanni Mariotti e da un comitato di cittadini. Il disegno era enorme: un emiciclo semiellittico largo circa 90 metri, con 20 pilastri su doppia fila, un muro curvo aperto da 18 arcate e, al centro, un arco trionfale coronato da una Gloria trainata da quattro leoni. Tra le colonne stavano 28 statue in pietra di Ximenes, ognuna dedicata a un’opera di Verdi, dalla prima, Oberto, all’ultima, Falstaff, compreso il Requiem. Sui pilastri erano incisi versi delle sue opere.
I lavori iniziarono nel 1913 ma furono rallentati dalla Prima guerra mondiale, e il monumento fu inaugurato solo il 22 febbraio 1920. Rimase in piedi poco più di vent’anni. Un bombardamento alleato lo danneggiò nel 1944 e nel dopoguerra fu smontato invece che restaurato. L’ara di granito con i bronzi fu salvata e oggi si trova in Piazzale della Pace. Anche nove statue delle opere sopravvissero e furono portate a Roccabianca, un piccolo comune della provincia di Parma, mentre i disegni preparatori di Ximenes per le altre sono conservati all’Accademia di Belle Arti di Parma.
Cosa osservare
- Il rilievo principale: Verdi seduto e assorto, circondato da figure femminili allegoriche, di solito lette come le Muse o come la Sinfonia e la Melodia.
- L’altro lato: pannelli in bronzo con episodi della vita di Verdi e scene delle sue opere. Cerca il plebiscito del 1859 e il viaggio a Torino, dove fu tra i delegati di Parma che presentarono a re Vittorio Emanuele II il voto per l’annessione.
- Il contrasto tra il bronzo scuro e il blocco chiaro di granito: le figure sono in altorilievo e sporgono molto dalla pietra.
- La scala: immagina l’ara al centro di una curva di colonne lunga 90 metri, con l’arco e quattro leoni di pietra alle spalle.
- Lo sfondo: gli imponenti contrafforti in mattoni a vista del Palazzo della Pilotta, il complesso farnesiano iniziato alla fine del Cinquecento.
Viva Verdi e il Club dei 27
Una storia popolare del Risorgimento racconta che i patrioti scrivessero «Viva Verdi» sui muri perché le lettere si potevano leggere anche come «Vittorio Emanuele Re d’Italia», un modo per inneggiare al futuro re sotto gli occhi degli austriaci. Gli storici discutono su quanto lo slogan fosse davvero diffuso, quindi prendila come una leggenda. Il legame di Parma con Verdi invece è ben documentato: il Club dei 27, associazione cittadina, ha 27 soci, ognuno con il nome di un’opera di Verdi, e ogni ottobre il Teatro Regio organizza il Festival Verdi. Nel giorno del compleanno del compositore la città lo omaggia davanti a questo monumento, con il sindaco e i cori del teatro che cantano «Va, pensiero» dal Nabucco.
Consigli per la visita
- Vieni in ottobre, durante il Festival Verdi, se vuoi vedere il monumento vivere: l’omaggio per il compleanno si tiene proprio accanto all’ara.
- Fai tutto il giro: i due lati lunghi raccontano storie diverse e molti guardano solo il fronte.
- La luce del mattino o del tardo pomeriggio scivola sul bronzo e fa risaltare i volti; a mezzogiorno i rilievi sembrano piatti.
Nei dintorni
- Palazzo della Pilotta: il complesso farnesiano accanto, con la Galleria Nazionale, la Biblioteca Palatina e il Teatro Farnese in legno, costruito nel 1618.
- Teatro Regio: il teatro d’opera di Parma, inaugurato nel 1829, a pochi minuti a piedi; è la casa del Festival Verdi.
- Monumento al Partigiano: il partigiano in bronzo del 1956 nella stessa piazza, memoriale di Parma alla Resistenza.
- Parco Ducale: gli antichi giardini ducali oltre il torrente, raggiungibili dal Ponte Verdi, con viali alberati e il Palazzo del Giardino.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
