
La Piccola Parigi (Micul Paris) non è un edificio ma il soprannome che Bucarest si guadagnò tra gli anni Settanta dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale, quando architetti formati in Francia diedero alla giovane capitale romena viali, banche con cupole e sale da concerto. Il posto migliore per vedere cosa ne rimane è Calea Victoriei, il più antico grande viale della città, e il monumento più parigino di tutti è un arco costruito sul modello dell’Arc de Triomphe.
La Piccola Parigi in breve
- Dove: il centro di Bucarest, soprattutto lungo Calea Victoriei tra il centro storico e Piața Victoriei, con l’Arcul de Triumf più a nord sulla Șoseaua Kiseleff.
- Quando: all’incirca dalla metà degli anni Settanta dell’Ottocento all’inizio degli anni Quaranta del Novecento.
- Di: architetti francesi come Albert Galleron e Paul Gottereau, e architetti romeni come Petre Antonescu.
- Cos’è oggi: un insieme sparso di edifici della Belle Époque e del periodo tra le due guerre, spesso musei, banche e sale da concerto, tra palazzi comunisti e moderni.
- Tempo necessario: due o tre ore per una passeggiata lungo Calea Victoriei con qualche sosta; aggiungi tempo per l’Arcul de Triumf.
Come Bucarest diventò la Piccola Parigi
Nella seconda metà dell’Ottocento Bucarest divenne la capitale di un nuovo Stato: i Principati Uniti del 1859, poi il Regno di Romania indipendente. La sua élite guardava a ovest, e soprattutto alla Francia. I giovani romeni studiavano a Parigi, il francese era la lingua della buona società e la città chiamò architetti francesi. Albert Galleron progettò l’Ateneo Romeno, Paul Gottereau il palazzo della cassa di risparmio CEC, e seguirono romeni formati a Parigi. I visitatori stranieri, e i mercanti dei Balcani che non potevano arrivare a Parigi, cominciarono a chiamare Bucarest una piccola Parigi.
Il soprannome nascondeva sempre un contrasto: quartieri poveri con strade sterrate erano a pochi passi dal centro elegante. L’epoca finì con i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e con il regime comunista che seguì, che negli anni Ottanta fece demolire ampie parti della città vecchia. Molto della Piccola Parigi è andato perduto, ma Calea Victoriei ha conservato una notevole serie di edifici, molti dei quali restaurati dal 1990.
Cosa osservare
- L’Ateneo Romeno: la sala da concerto con cupola inaugurata nel 1888, progettata da Albert Galleron e pagata in parte con una sottoscrizione pubblica dallo slogan “Date un leu per l’Ateneo”.
- L’affresco dell’Ateneo: una fascia lunga 75 metri e alta 3 dipinta da Costin Petrescu intorno alla sala, che racconta la storia romena dalla conquista della Dacia da parte di Traiano all’unione del 1918.
- Il Palazzo CEC: il palazzo della cassa di risparmio di Paul Gottereau su Calea Victoriei, iniziato nel 1897 e terminato nel 1900, con le sue cupole e l’ingresso ad arco.
- Il Passaggio Macca-Vilacrosse: una galleria commerciale a forcella del 1891 sotto un tetto di vetro, costruita intorno a un hotel il cui proprietario rifiutò di vendere, oggi piena di caffè e locali con narghilè.
- L’Arcul de Triumf: l’arco di pietra alto 27 metri di Petre Antonescu, inaugurato il 1º dicembre 1936 e ispirato all’Arc de Triomphe più da vicino degli archi di legno e di cemento che lo precedettero.
- I dettagli della strada: balconi in ferro battuto, tetti a mansarda e facciate in pietra scolpita lungo Calea Victoriei, da guardare dal marciapiede opposto.
Quanto era davvero parigina?
Chiamare Bucarest Piccola Parigi era in parte un complimento e in parte autopromozione. La città prendeva liberamente gli stili francesi e li mescolava ai propri: l’architetto Ion Mincu, per esempio, sviluppava negli stessi anni uno stile nazionale romeno. Oggi l’etichetta è usata soprattutto dal turismo, ma camminando su Calea Victoriei dal Palazzo CEC fino all’Ateneo, tra caffè e balconi, si capisce perché sia rimasta.
Consigli per la visita
- Percorri Calea Victoriei da sud a nord: parti dal Palazzo CEC e dal Museo nazionale di storia, al margine del centro storico, e prosegui fino a piazza della Rivoluzione e all’Ateneo.
- Per vedere l’interno dell’Ateneo, vai a un concerto della Filarmonica George Enescu, che ha sede lì; è il modo migliore per vedere la sala e l’affresco.
- L’Arcul de Triumf si trova su una rotatoria trafficata nel nord di Bucarest; prendi i mezzi pubblici invece di andarci a piedi dal centro, e ricorda che ogni 1º dicembre, festa nazionale romena, vi si tiene una parata militare.
Nei dintorni
- Piazza della Rivoluzione: la piazza su Calea Victoriei dove nel dicembre 1989 cadde il regime di Ceaușescu, con l’ex sede del Partito comunista e l’Ateneo ai margini.
- Museo nazionale d’arte della Romania: l’ex Palazzo Reale su piazza della Rivoluzione, oggi sede di arte romena ed europea.
- Il centro storico (Lipscani): i vicoli all’estremità sud di Calea Victoriei, con il monastero di Stavropoleos, la libreria Cărturești Carusel e la birreria Caru’ cu Bere.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
