Lipscani a Bucarest: il centro storico che prende il nome da Lipsia

Lipscani Street in the Old Town of Bucharest

Lipscani è insieme una via e il nome con cui si indica il centro storico di Bucarest (Centrul Vechi), l’intrico di vicoli tra Calea Victoriei e le rovine della corte principesca. Dal Medioevo all’inizio dell’Ottocento fu il quartiere commerciale più attivo della Valacchia, e il suo nome viene da Lipsia: i lipscani erano i mercanti che portavano merci da lì e dal resto dell’Europa occidentale.

Lipscani in breve

  • Dove: il centro storico di Bucarest, all’incirca tra Calea Victoriei, il bulevard Brătianu e il fiume Dâmbovița, con Strada Lipscani che lo attraversa.
  • Origini: il quartiere crebbe intorno alla corte principesca, citata per la prima volta nel 1459; la strada principale si chiamò Ulița Mare, la Via Larga, fino al 1750 circa.
  • Cos’è oggi: un quartiere in gran parte pedonale con edifici ottocenteschi restaurati, antiche locande, chiese, librerie, ristoranti e bar.
  • Tempo necessario: una o due ore per una passeggiata con qualche sosta, di più se entri nelle chiese e nella libreria.
  • Ideale per: l’architettura di giorno, cibo e vita notturna la sera.

Dalla corte principesca al quartiere della movida

La più antica menzione scritta di Bucarest è un documento emesso qui il 20 settembre 1459 da Vlad III, il principe ricordato come Vlad l’Impalatore, che chiamava la fortezza la sua residenza principesca. Intorno alla corte crebbe un borgo di mercato. Artigiani e commercianti si stabilirono in vicoli propri, e alcuni nomi di strada dicono ancora chi ci lavorava: Blănari per i pellicciai, Șelari per i sellai. I mercanti dei Balcani e dell’Europa centrale alloggiavano in grandi locande costruite intorno a cortili. La Locanda di Manuc, completata nel 1808 dal mercante armeno Manuc Bei, è una delle poche rimaste, e lì nel maggio 1812 fu firmata la pace di Bucarest che chiuse la guerra russo-turca.

A fine Ottocento arrivarono banche e grandi magazzini, che diedero al quartiere le sue facciate imponenti. Sotto il comunismo l’intero quartiere doveva essere demolito. Non accadde mai, ma fu lasciato andare in rovina, e nel 1990 molti edifici cadevano a pezzi. Il restauro è iniziato nei primi anni Duemila, gran parte è diventata zona pedonale e negli anni Dieci Lipscani era ormai il luogo dove Bucarest esce la sera. Alcuni edifici aspettano ancora di essere salvati, perciò vedrai facciate restaurate accanto a gusci vuoti.

Cosa osservare

  • Le rovine della Corte Vecchia (Curtea Veche): muri di mattoni e volte del palazzo dei principi di Valacchia, con accanto la chiesa principesca del 1559, la più antica chiesa di Bucarest che conservi la forma originale.
  • La Locanda di Manuc (Hanul lui Manuc): la lunga locanda a due piani con gallerie di legno intorno a un grande cortile, ancora oggi sede di un ristorante.
  • Cărturești Carusel, in Strada Lipscani 55: una libreria in un edificio bianco di inizio Novecento appartenuto alla famiglia di banchieri Chrissoveloni, riaperto nel 2015 dopo cinque anni di restauro.
  • Caru’ cu Bere, in Strada Stavropoleos: una birreria fondata nel 1879, in un edificio del 1899 con facciata neogotica e interni liberty.
  • La chiesa del Monastero di Stavropoleos: la piccola chiesa del 1724 con il portico di pietra scolpita, a pochi passi da Calea Victoriei.
  • Le targhe stradali: cerca nomi di mestieri come Blănari e Șelari, traccia delle corporazioni che un tempo riempivano questi vicoli.

Perché Lipsia?

Nel Seicento e nel Settecento Lipsia ospitava alcune delle più grandi fiere commerciali d’Europa, e in romeno la città si chiamava Lipsca. Un lipscan era un mercante che portava stoffe, vetro e altre merci da Lipsia e dall’Occidente, e la via dove tenevano bottega prese il loro nome. È il segno che questo angolo dei Balcani era legato ai commerci dell’Europa centrale molto prima dei viali e delle banche dell’Ottocento.

Consigli per la visita

  • Vieni la mattina o nel primo pomeriggio per l’architettura: i vicoli sono tranquilli e puoi alzare lo sguardo sulle facciate. La sera, soprattutto nel fine settimana, comandano tavolini e musica.
  • Il selciato è irregolare e vicino alle rovine della corte alcuni vicoli salgono; porta scarpe basse.
  • Entra nei cortili: la Locanda di Manuc, il cortile di Stavropoleos e i passaggi coperti fanno parte dell’esperienza.
  • Stavropoleos è un monastero attivo: vestiti in modo adeguato e mantieni il silenzio all’interno.

Nei dintorni

  • Passaggio Macca-Vilacrosse: una galleria coperta a forcella del 1891 con tetto di vetro, che collega Calea Victoriei con il margine del centro storico.
  • Palazzo CEC: il palazzo della cassa di risparmio completato nel 1900 da Paul Gottereau su Calea Victoriei, con le sue cupole e l’ingresso ad arco.
  • Museo nazionale di storia della Romania: il grande museo nell’ex Palazzo delle Poste su Calea Victoriei; parti dell’edificio devono essere restaurate, quindi verifica cosa è aperto.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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