
Questa guida presenta tre edifici che mostrano un volto di Ravenna diverso dai mosaici paleocristiani: il museo d’arte della città, il MAR, in un monastero rinascimentale, il teatro d’opera Alighieri e Palazzo Merlato, il municipio di Piazza del Popolo. Sono tutti vicini nel centro storico e insieme raccontano la storia della città dal dominio veneziano all’Ottocento, quando Ravenna costruì un teatro e lo dedicò a Dante, che qui trascorse gli ultimi anni di vita.
Il MAR, Museo d’Arte della città di Ravenna
Il MAR (Museo d’Arte della città di Ravenna) ha sede nell’ex monastero di Santa Maria in Porto, in via di Roma. I monaci di Porto lo costruirono tra il 1496 e il 1525, dopo che le autorità veneziane che allora governavano Ravenna li avevano obbligati a trasferirsi in città. Dei due chiostri resta solo il più grande, con tre piani di archi e colonne in chiara pietra d’Istria; quello più piccolo, sulla strada, fu demolito nel 1885 per far posto a una caserma. La parte più nota è la Loggetta Lombardesca, una loggia di marmo bianco sul retro del complesso, aperta verso i giardini pubblici e attribuita allo scultore e architetto Tullio Lombardo.
La collezione va dal Trecento a oggi. La pinacoteca espone opere di Antonio Vivarini, Marco Palmezzano, Nicolò Rondinelli, Giorgio Vasari e Guercino, ma il tema speciale del museo è il mosaico. Conserva i mosaici contemporanei realizzati per una mostra del 1959 curata da Giuseppe Bovini, per la quale i bozzetti di venti artisti moderni, tra cui Marc Chagall, Renato Guttuso, Emilio Vedova e Massimo Campigli, furono tradotti in mosaico. In seguito si sono aggiunte opere da artisti come Mimmo Paladino e Balthus, e il museo ospita la Biennale di Mosaico Contemporaneo. Il MAR non è una tappa della nostra caccia al tesoro, ma si trova sulla stessa strada della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, che invece lo è.
L’opera più famosa del museo ha una sua storia. La statua funebre in marmo di Guidarello Guidarelli, un cavaliere ravennate, fu scolpita da Tullio Lombardo e negli anni Trenta venne prestata a una mostra di arte del Rinascimento italiano a Parigi. Tornò macchiata e, per placare la polemica, si disse che le macchie erano rossetto delle parigine che l’avevano baciata. I giornalisti diffusero poi la leggenda secondo cui chi bacia Guidarello si sposa entro l’anno, e le riviste tennero viva la storia negli anni Cinquanta e Sessanta. Così tante persone baciarono la statua che per alcuni anni al suo posto ci fu una copia. Dopo il restauro non è più permesso toccarla.
- La statua di Guidarello Guidarelli: il cavaliere giace in armatura completa, e il suo volto fu forse modellato su una maschera funebre.
- La Loggetta Lombardesca, che si vede meglio dai giardini pubblici dietro il museo.
- Il chiostro superstite, con archi e pilastri al piano terra e colonne ai piani superiori.
Teatro Alighieri
Il teatro d’opera di Ravenna porta il nome di Dante Alighieri, sepolto a poche strade di distanza. Nel 1838 la città scelse come architetti i fratelli veneziani Tomaso e Giovanni Battista Meduna. Tomaso aveva diretto il restauro della Fenice di Venezia dopo un incendio, e il teatro neoclassico che i due fratelli progettarono per Ravenna somiglia molto a quello veneziano. I lavori iniziarono nel 1840 e il teatro fu inaugurato il 15 maggio 1852 con Robert le diable di Giacomo Meyerbeer.
All’interno c’è una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e un loggione. Il teatro chiuse nel 1959 per un lungo restauro e riaprì nel 1967. Oggi ospita una stagione d’opera nei mesi più freddi e molti spettacoli del Ravenna Festival, che si tiene ogni estate dal 1990. Nel 2004, per i 350 anni dalla nascita del compositore, il Ridotto fu intitolato Sala Corelli ad Arcangelo Corelli, nato in provincia di Ravenna. Il Teatro Alighieri è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- La facciata neoclassica su via Mariani, a pochi passi da Piazza del Popolo.
- La sala a ferro di cavallo con i suoi ordini di palchi, che si apprezza meglio andando a uno spettacolo.
Palazzo Merlato e Piazza del Popolo
Palazzo Merlato è il municipio di Ravenna e deve il nome ai merli in cima alla facciata. Sembrano medievali ma non lo sono: l’edificio fu iniziato nel 1681 al posto di più antichi edifici comunali, sopraelevato di un piano dal 1761 e ricevette i merli solo nel 1857. All’interno, la Sala del Consiglio ha un soffitto decorato dal pittore Gaetano Savini nel 1882, e fu sempre lui a dipingere nel 1873 le volte del passaggio che collega Piazza del Popolo a Piazza XX Settembre.
La piazza davanti, Piazza del Popolo, prese la forma attuale durante il dominio veneziano, tra il 1441 e il 1509. I veneziani la pavimentarono e innalzarono due colonne di granito su basamenti scolpiti da Pietro Lombardo nel 1483. Su una c’era il leone di San Marco, rimosso alla fine del dominio veneziano; oggi le colonne reggono le statue di Sant’Apollinare e San Vitale, due santi molto legati alla città. Accanto al municipio sorge il Palazzetto Veneziano, costruito tra il 1461 e il 1463 come sede del governo veneziano. Piazza del Popolo è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- I capitelli del portico del Palazzetto Veneziano: quattro portano il monogramma del re goto Teodorico e vengono da una chiesa della sua epoca demolita nel Quattrocento.
- I basamenti delle colonne, firmati con il nome di Pietro Lombardo e la data 1483.
- I merli del municipio, aggiunti nel 1857 per dare un aspetto medievale a un edificio del Seicento.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti dal MAR in via di Roma e, se hai tempo, entra nei giardini pubblici dietro il museo per vedere la Loggetta da fuori. Percorri via di Roma passando davanti alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, poi gira verso ovest nel centro storico fino a Piazza del Popolo, dove si trovano insieme Palazzo Merlato, le due colonne e il Palazzetto Veneziano. Dalla piazza bastano pochi minuti per arrivare al Teatro Alighieri in via Mariani. La Tomba di Dante è vicinissima, quindi puoi chiudere facilmente la passeggiata lì.
Scopri Ravenna con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Ravenna trasforma il centro storico in un gioco da fare sul telefono. Il percorso collega 10 tappe, dai Giardini Pubblici al Mausoleo di Galla Placidia, e due dei luoghi di questa guida ne fanno parte: il Teatro Alighieri e Piazza del Popolo con Palazzo Merlato. Lungo il percorso visiti anche la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Tomba di Dante, il Battistero Neoniano, il Mercato Coperto, Porta Adriana e la Basilica di San Vitale. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, con i tuoi tempi.
A Ravenna ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
