Venezia dai Frari a San Giorgio dei Greci: 7 luoghi da vedere

San Giorgio dei Greci in Venice

Questa guida segue sette luoghi del centro di Venezia, dalla chiesa dei Frari a San Polo, oltre il ponte di Rialto, fino alla Fenice, a piazza San Marco, alla basilica di San Marco, a Palazzo Ducale e alla chiesa greco-ortodossa di San Giorgio dei Greci. Formano una linea naturale a piedi attraverso la città e mostrano ciò che la Repubblica costruì per la fede, il commercio, il governo e la musica. Tutti e sette sono tappe della nostra caccia al tesoro a Venezia.

I Frari

La basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari è la grande chiesa francescana di Venezia. Il terreno fu donato ai frati nel 1231; una prima chiesa fu terminata nel 1338, e poco dopo cominciò la costruzione della chiesa attuale, molto più grande, che durò oltre un secolo. La facciata fu completata nel 1440 e la chiesa fu consacrata il 27 maggio 1492. Il campanile in mattoni, finito nel 1396, è il secondo più alto della città dopo quello di San Marco.

I Frari sono anche luogo di sepoltura di artisti. Tiziano, il maggior pittore veneziano del Cinquecento, morì nel 1576 ed è sepolto qui. La chiesa ospita anche il monumento allo scultore Antonio Canova, costruito dai suoi allievi su un progetto che lui aveva disegnato per una tomba di Tiziano mai realizzata; dentro c’è solo il cuore di Canova.

  • L’Assunta di Tiziano sull’altare maggiore, il dipinto che richiama lo sguardo per tutta la lunghezza della chiesa.
  • La Pala Pesaro di Tiziano sul lato nord della navata e la Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini con i santi Nicola, Pietro, Marco e Benedetto.

Il ponte di Rialto

Per secoli fu l’unico modo per attraversare a piedi il Canal Grande. Un ponte di barche fu sostituito nel 1255 da un ponte di legno la cui parte centrale si poteva alzare per far passare le navi alte, e le botteghe costruite lungo il ponte ne pagavano la manutenzione. Il ponte di legno bruciò in parte durante la rivolta di Bajamonte Tiepolo nel 1310, crollò nel 1444 sotto la folla che guardava un corteo nuziale e cedette di nuovo nel 1524. Grandi architetti, tra cui Sansovino, Palladio e Vignola, presentarono progetti per un ponte in pietra, ma i loro piani classici a più arcate furono respinti.

Il ponte che attraversi oggi fu costruito tra il 1588 e il 1591 da Antonio da Ponte, con un’unica arcata in pietra di circa 32 metri di luce. Il progetto parve così audace che l’architetto Vincenzo Scamozzi ne predisse il crollo. È ancora lì.

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  • Le due rampe che salgono al portico in cima, con le file di botteghe coperte su entrambi i lati.

Il Teatro La Fenice

La Fenice è l’uccello che rinasce dalle ceneri, e il nome si è rivelato azzeccato. Il teatro d’opera progettato da Giannantonio Selva fu inaugurato il 16 maggio 1792. Un incendio lo distrusse nel dicembre 1836 e riaprì un anno dopo; il 29 gennaio 1996 un incendio doloso lo distrusse di nuovo, e due elettricisti furono poi condannati. Il teatro fu ricostruito com’era e dov’era su progetto di Aldo Rossi e riaprì con un concerto il 14 dicembre 2003. Qui debuttarono il Tancredi di Rossini e I Capuleti e i Montecchi di Bellini, e il lungo legame di Verdi con il teatro iniziò con Ernani nel 1844 e proseguì con Attila, Rigoletto, La traviata e Simon Boccanegra.

  • La facciata su campo San Fantin e, dentro, se fai la visita o vieni a uno spettacolo, la sala da 1.126 posti.

Piazza San Marco

I lunghi edifici porticati ai lati di piazza San Marco sono le Procuratie Vecchie a nord, del primo Cinquecento, e le Procuratie Nuove a sud, in gran parte finite entro il 1640; l’Ala Napoleonica che chiude il lato ovest fu costruita tra il 1810 e il 1813. La frase secondo cui la piazza sarebbe il salotto d’Europa è di solito attribuita a Napoleone, senza prove. Il Caffè Florian, sotto le Procuratie Nuove, aprì nel 1720.

  • Il campanile, crollato il 14 luglio 1902 e ricostruito com’era e dov’era entro il 1912, e la Torre dell’Orologio del 1499, il cui arco porta nelle Mercerie verso Rialto.
  • Sulla Piazzetta verso la laguna, le due colonne di granito con San Teodoro e il leone alato di San Marco, erette probabilmente intorno al 1268.

La basilica di San Marco

Secondo le cronache medievali, due mercanti veneziani portarono via da Alessandria il corpo di San Marco nell’828 o 829, e la città gli costruì una chiesa accanto alla residenza del doge. La basilica attuale fu probabilmente iniziata nel 1063 e dedicata l’8 ottobre 1094, quando le reliquie furono deposte nella nuova cripta. Fino alla caduta della Repubblica nel 1797 era la cappella del doge e non la cattedrale; divenne sede del patriarca solo nel 1807.

I mosaici di cupole e volte abbracciano circa otto secoli di stili, e solo un terzo circa è considerato originale. Sulla loggia sopra il portale centrale ci sono le copie dei quattro cavalli di bronzo; gli originali sono conservati all’interno dal 1974.

  • La Pala d’Oro dietro l’altare maggiore, un’opera di smalti bizantini su argento dorato, ordinata a Costantinopoli nel 1102.
  • La cupola della Pentecoste sul braccio ovest: un trono vuoto con un libro e una colomba, e raggi che scendono sugli apostoli, ciascuno con una fiamma sul capo.

Palazzo Ducale

La sede del doge e del governo della Repubblica sorge qui dal IX secolo, anche se di quel primo edificio non resta nulla. Il palazzo gotico che vedi risale ai lavori iniziati intorno al 1340. L’ingresso di rappresentanza è la Porta della Carta, costruita nel 1438–1442 da Giovanni e Bartolomeo Bon, e nel cortile la Scala dei Giganti è custodita dal 1567 dalle statue di Marte e Nettuno del Sansovino, simboli del potere veneziano in terra e in mare.

Un incendio nel 1577 distrusse la Sala del Maggior Consiglio, ricostruita nello stesso stile gotico. Dietro il trono del doge c’è il Paradiso di Tintoretto, uno dei più grandi dipinti su tela al mondo. Il Ponte dei Sospiri, costruito nel 1614, collega il palazzo alle Prigioni Nuove al di là del rio. Dal 1923 il palazzo è gestito dal Comune come museo.

  • Dal Ponte della Paglia, sulla riva, la vista del Ponte dei Sospiri tra il palazzo e le prigioni.

San Giorgio dei Greci

Poco a est di San Marco, oltre la chiesa di San Zaccaria, si trova la chiesa della comunità greca di Venezia. I greci ottennero nel 1498 il permesso di fondare la loro confraternita, la Scuola di San Nicolò dei Greci, e la chiesa fu pagata con una tassa sulle navi provenienti dal mondo ortodosso. I lavori iniziarono nel 1539 con Sante Lombardo, proseguirono dal 1548 con Giannantonio Chiona e la chiesa fu completata nel 1573. Il campanile seguì nel 1592.

  • L’iconostasi con le sue diciotto icone di Michele Damasceno, tra cui l’arcangelo Michele.
  • Il Giudizio universale nella cupola, dipinto da Giovanni Kyprios nel 1589–1593. Accanto, l’ex Collegio Flangini ospita l’Istituto ellenico di studi bizantini e postbizantini.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti dai Frari a San Polo e cammina verso est attraverso campo San Polo fino al ponte di Rialto. Attraversalo e segui le calli verso sud, passando davanti alla chiesa di San Salvador, fino a campo San Fantin e alla Fenice. Da lì piazza San Marco, la basilica e Palazzo Ducale sono vicini. Chiudi percorrendo la riva e poi verso l’interno, oltre San Zaccaria, fino a San Giorgio dei Greci.

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A Venezia ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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