
Trieste looks Italian but feels Central European. For more than five centuries it belonged to the Habsburgs and grew rich as the empire's port, and you can still see it in the grand squares, the Viennese-style cafés and the churches built by Greek and Serbian merchants. Here are the facts and stories that make Trieste special.
10 curiosità su Trieste
- Asburgica per oltre 500 anni: Trieste si pose sotto la protezione degli Asburgo nel 1382 e rimase all’Austria fino alla fine della Prima guerra mondiale, quando entrò a far parte dell’Italia.
- Un porto franco che ha fatto la città: nel 1719 l’imperatore Carlo VI dichiarò Trieste porto franco, e la città divenne il principale porto marittimo dell’Impero asburgico.
- A square open to the sea: Piazza Unità d'Italia is often said to be Europe's largest square facing the sea. Until after the First World War it was simply called Piazza Grande.
- James Joyce's other city: Joyce lived in Trieste from 1904 to 1920, with breaks, and wrote much of Dubliners and A Portrait of the Artist as a Young Man here. A bronze statue of him has stood on the Ponte Rosso since 2004.
- The world's largest sailing race: every October the Barcolana regatta fills the gulf with boats. On 14 October 2018, 2,689 boats took part, a Guinness World Record.
- A cave with a record-breaking hall: in the Grotta Gigante, on the Karst plateau above the city, the main chamber is 98.5 metres high. Guinness lists it as the tourist cave with the world's largest hall.
- A coffee city: Trieste is one of the Mediterranean's great coffee ports, and Francesco Illy founded the illycaffè company here in 1933.
- Un teatro rinominato in poche ore: il Teatro Verdi aprì nel 1801 come Teatro Nuovo. La sala è di Gian Antonio Selva, architetto della Fenice di Venezia, e nel gennaio 1901 fu intitolato a Giuseppe Verdi a poche ore dalla sua morte.
- Un vento famoso: la bora, vento freddo da nord-est, può soffiare a raffiche ben oltre i 100 km/h.
- Un arco romano con una leggenda regale: l’Arco di Riccardo è una porta romana del I secolo a.C. La leggenda collega il suo nome a Riccardo Cuor di Leone, che sarebbe stato trattenuto a Trieste al ritorno dalle crociate, ma non ci sono prove.
Miramare e la maledizione di Massimiliano
Su un promontorio roccioso sul mare, l’arciduca Ferdinando Massimiliano, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe e comandante della marina austriaca, fece costruire tra il 1856 e il 1860 il bianco Castello di Miramare per sé e per la moglie Carlotta del Belgio. Nel 1864 accettò la corona del Messico e salpò da Miramare. Tre anni dopo fu catturato dai repubblicani messicani e fucilato a Querétaro. Carlotta, tornata in Europa a cercare aiuto, crollò psicologicamente e visse il resto della sua lunga vita in isolamento. Secondo la leggenda, sul castello grava una maledizione: chi vi dorme morirà lontano da casa. Oggi Miramare è un museo, e il suo parco si stende lungo la riva.
Borgo Teresiano e Canal Grande in breve
The grid of streets north of Piazza Unità is the Borgo Teresiano, named after Empress Maria Theresa and built in the 18th century on former salt pans. The Canal Grande was dug through the middle so that ships could unload right in the district, and the Ponte Rosso crosses it halfway along. At its far end stands the neoclassical church of Sant'Antonio Taumaturgo, and just beside the canal rise the blue domes of the Serbian Orthodox church of San Spiridione, a reminder of the many communities that the free port drew to Trieste.
Cosa mangiare a Trieste
- Il caffè alla triestina: chiedi un nero per un espresso, un capo per un macchiato e un capo in b se lo vuoi nel bicchierino.
- Buffet triestino: bollito di maiale, salsicce e prosciutto tagliati al banco e serviti con senape, kren grattugiato e crauti.
- Jota: una minestra densa di fagioli, crauti e patate, perfetta nei giorni di bora.
- Presnitz e putizza: dolci a spirale ripieni di noci, uvetta e spezie.
- Sardoni impanai: grosse sardine dell’Adriatico impanate e fritte.
Da sapere prima di partire
- Cammina sul Molo Audace al tramonto. Il molo prende il nome dal cacciatorpediniere italiano Audace, che vi attraccò il 3 novembre 1918.
- Se è prevista la bora, tieni stretti cappelli e ombrelli.
- La Risiera di San Sabba, ex pilatura di riso usata dai nazisti come campo, è oggi monumento nazionale e museo.
- Le visite alla Grotta Gigante sono guidate e scendono in profondità, quindi porta una giacca e scarpe adatte.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
