San Domenico in Bologna: St Dominic’s Tomb and Young Michelangelo

The Basilica of San Domenico in Bologna

La Basilica di San Domenico è la chiesa di Bologna in cui san Domenico, fondatore dell’ordine dei Predicatori, morì nel 1221 e dove è sepolto. Alla sua arca di marmo lavorarono scultori per quasi cinque secoli, e tre delle sue piccole statue furono scolpite da Michelangelo quando era ancora un ragazzo.

San Domenico in breve

  • Dove: in Piazza San Domenico, nella parte sud del centro storico di Bologna, a circa dieci minuti a piedi da Piazza Maggiore.
  • Costruita: dal 1228, consacrata da papa Innocenzo IV nel 1251; campanile del 1313; interno rifatto in stile barocco tra il 1728 e il 1732.
  • Di: l’interno settecentesco è dell’architetto Carlo Francesco Dotti; l’arca fu progettata da Nicola Pisano.
  • Cos’è oggi: una basilica e un convento domenicani attivi, a ingresso libero, con un piccolo museo.
  • Tempo necessario: 30-45 minuti.

Da chiesa tra le vigne a modello domenicano

Domenico arrivò a Bologna nel gennaio del 1218, attratto dall’università e dalla vitalità della città. Nel 1219 i suoi frati si trasferirono nella piccola chiesa di San Nicolò delle Vigne, allora ai margini della città, dove Domenico tenne i primi due capitoli generali dell’ordine. Morì in quella chiesa il 6 agosto 1221 e fu sepolto dietro l’altare. Dal 1228 i frati ampliarono San Nicolò trasformandola in una grande basilica con un nuovo convento, che divenne il modello delle chiese domenicane in tutta Europa.

Per secoli la chiesa fu divisa in due: una parte per i frati e una per i fedeli, separate da un muro abbattuto solo all’inizio del Seicento. La maggior parte delle cappelle laterali fu aggiunta nel Quattrocento. Tra il 1728 e il 1732, con il sostegno del papa domenicano Benedetto XIII, Carlo Francesco Dotti diede all’interno l’aspetto barocco luminoso che vedi oggi. La facciata in mattoni è invece ancora quella romanica del 1240 circa, restaurata nel 1910.

Cosa osservare

  • L’Arca di San Domenico: nella cappella di San Domenico, sul lato destro della navata. La bottega di Nicola Pisano scolpì dal 1264 i rilievi con la vita del santo, e Niccolò dell’Arca aggiunse il coronamento nel Quattrocento.
  • Le tre statue di Michelangelo: sull’arca cerca l’angelo reggicandelabro inginocchiato, san Petronio con il modellino di Bologna e san Procolo. Michelangelo le scolpì nel 1494 e 1495, a circa 19 anni.
  • La volta di Guido Reni: il catino sopra l’arca ospita l’affresco di Reni con la Gloria di san Domenico, dipinto tra il 1613 e il 1615.
  • Il coro ligneo: il coro intarsiato di fra Damiano da Bergamo, del Cinquecento, è uno dei più begli esempi di tarsia rinascimentale in Italia.
  • La piazza: sulla piazza acciottolata si alzano due colonne, una con un San Domenico in bronzo (1627) e una con la Madonna del Rosario su disegno di Guido Reni (1632), eretta dopo una pestilenza.
  • Le tombe dei giuristi: sulla piazza, sollevate su colonne, le tombe di Rolandino de’ Passeggeri (1305) e di Egidio Foscarari (1289), maestri di diritto dell’università medievale.

Il vero volto di san Domenico

Nella cappella, un busto in marmo bianco di Carlo Pini, realizzato nel 1946, mostra quello che viene presentato come il vero volto del santo. Fu modellato sulle misure precise del suo cranio, così puoi confrontarlo con i Domenico idealizzati dipinti tutto intorno. Guido Reni, che dipinse la volta sopra, è a sua volta sepolto in San Domenico, nella cappella del Rosario.

Consigli per la visita

  • Durante la messa potrebbero chiederti di aspettare, quindi evita gli orari delle funzioni se vuoi vedere l’arca da vicino.
  • Usa lo zoom del telefono o un binocolo: le statue di Michelangelo sono piccole e stanno in alto sull’arca.
  • Guarda prima la piazza dai gradini della chiesa; le tombe medievali e le due colonne sfuggono facilmente se entri subito.
  • Abbina San Domenico a Piazza Santo Stefano, a breve distanza a piedi verso est.

Nei dintorni

  • Piazza Santo Stefano: una piazza triangolare davanti alle Sette Chiese, un complesso di chiese e chiostri medievali collegati tra loro; a circa dieci minuti a piedi.
  • Archiginnasio: la sede cinquecentesca dell’antica università, con le pareti coperte di stemmi studenteschi e un teatro anatomico in legno.
  • Piazza Maggiore: la piazza principale di Bologna, con la facciata incompiuta di San Petronio e la Fontana del Nettuno subito accanto.
  • Due Torri: le torri pendenti degli Asinelli e della Garisenda, simbolo della città.

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