Il Belfort di Gand: un drago dorato e la campana Roland

The Belfry of Ghent with its gilded dragon

Il Belfort di Gand è la torre centrale delle tre torri medievali allineate nel centro della città, tra la cattedrale di San Bavone e la chiesa di San Nicola. Con oltre 90 metri è la torre civica più alta del Belgio, e in cima un drago dorato veglia sulla città dal 1377.

Il Belfort in breve

  • Dove: su Sint-Baafsplein, tra la cattedrale di San Bavone e la chiesa di San Nicola, con la Sala dei Tessuti addossata sul lato sud.
  • Costruito: iniziato intorno al 1313 e completato nel 1380; l’attuale guglia in pietra risale al 1911-1913.
  • Di: il progetto originale è attribuito al capomastro Jan van Haelst, il cui disegno è ancora conservato.
  • Oggi: una torre-museo con campane, il drago e una galleria panoramica, parte del sito UNESCO dei Campanili civici di Belgio e Francia.
  • Tempo necessario: da 45 minuti a un’ora per salire, vedere le campane e goderti la vista.

Campane, sentinelle e privilegi cittadini

Nel XIV secolo Gand era una delle città più grandi del Nord Europa, arricchita dal commercio dei tessuti, e il Belfort era l’orgogliosa risposta civica ai campanili delle chiese. I lavori iniziarono intorno al 1313 ma si fermarono nel 1338 con soli quattro piani; a lungo la torre fu coronata da una struttura provvisoria in legno, ed è lì che nel 1377 fu collocato il drago. La torre serviva da campanile, torre di guardia fortificata e camera blindata: dal 1402 vi si custodivano in un forziere i documenti dei privilegi della città. Le sentinelle vivevano nella torre per avvistare incendi e nemici, un servizio durato fino al 1869.

La cima della torre è cambiata più volte. Nel 1771 fu aggiunta una guglia disegnata da Louis ‘t Kindt, sostituita nel 1851 da una guglia neogotica in ghisa. Questa fu smontata nel 1911-1913 e sostituita dall’attuale guglia in pietra, ispirata al progetto trecentesco. Accanto alla torre, nel 1425 si iniziò la Sala dei Tessuti, dove i panni di lana venivano controllati e venduti; furono costruite solo sette delle undici campate previste, le altre si aggiunsero all’inizio del Novecento.

Cosa osservare

  • Il drago sulla guglia, mascotte e guardiano simbolico della città; dentro la torre puoi vedere il drago da vicino.
  • Le campane: Roland, la grande campana d’allarme montata nel 1325, fu tolta per ordine dell’imperatore Carlo V dopo che ebbe schiacciato la rivolta di Gand nel 1540; la vecchia campana Roland si trova oggi a terra, su Emile Braunplein, accanto alla torre.
  • Il carillon, fuso nel Seicento dai celebri fonditori Pieter e François Hemony e oggi cresciuto fino a oltre 50 campane.
  • La vista dalla galleria sulle tre torri, la Graslei e la Korenlei e i tetti della città vecchia.
  • Il Mammelokker, il piccolo annesso del 1741 tra il Belfort e la Sala dei Tessuti, un tempo ingresso della prigione cittadina.

Il Mammelokker e il drago di Bruges

Il rilievo sopra la porta del Mammelokker mostra una leggenda romana: un prigioniero di nome Cimone, condannato a morire di fame, fu tenuto in vita dalla figlia Pero, che lo allattava di nascosto durante le visite; la sua devozione gli valse la libertà. Il nome fiammingo significa letteralmente succhiatore di seno, e si adattava bene all’ingresso di un carcere. Anche il drago ha la sua storia: una leggenda popolare racconta che Gand lo sottrasse a Bruges, ma in realtà fu fabbricato a Gand.

Consigli per la visita

  • Vieni presto, prima dei gruppi, così avrai la galleria panoramica più per te.
  • Ci sono scale, con un ascensore dal primo piano; la torre non è adatta a chi ha mobilità ridotta.
  • Ascolta il carillon: il carillonneur della città tiene concerti dal vivo, tradizionalmente la domenica mattina.

Nei dintorni

  • Cattedrale di San Bavone: dall’altra parte della piazza, custodisce il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck.
  • Municipio di Gand: un insieme di facciate tardogotiche e rinascimentali, proprio dietro il Belfort sul Botermarkt.
  • Chiesa di San Nicola: la terza delle tre torri, in gotico della Schelda di pietra grigio-azzurra, a un minuto a piedi verso ovest.
  • Ponte di San Michele: a pochi minuti a piedi verso ovest, il punto classico per fotografare le tre torri in fila.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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