
Place Saint-Louis è una piazza lunga e stretta nel centro di Metz, fiancheggiata su un lato da alte case medievali poggiate su una fila di portici in pietra. Nel Medioevo era la Place du Change: sotto quegli archi lavoravano decine di cambiavalute, molti dei quali lombardi venuti dall’Italia, e la piazza ha ancora oggi un’aria più italiana che francese.
Place Saint-Louis in breve
- Dove: nel centro storico di Metz, a pochi minuti a piedi dalla cattedrale di Saint-Étienne
- Costruita: le prime case porticate risalgono al XIII secolo; le facciate furono rimaneggiate nel Rinascimento e nel Settecento
- Che cos’è oggi: una piazza a misura di pedone, con negozi e caffè sotto i portici e un mercatino di Natale in inverno
- Tempo necessario: 20–30 minuti per percorrere i portici e guardare le facciate
Dalla piazza dei cambiavalute a San Luigi
La piazza segue un tracciato antichissimo. Qui nel III secolo passavano le mura romane di Divodurum, l’antico nome di Metz, e un frammento a forma di torre si distingue ancora dietro una delle facciate. Nel XIII secolo, quando la città era cresciuta oltre quelle mura, mercanti e cambiavalute, per lo più lombardi, costruirono case porticate sulle vecchie fondamenta. Le case di fronte chiusero un lungo triangolo, la Place du Change, la più grande piazza del mercato della città, dove nel Trecento avrebbero lavorato una sessantina di cambiavalute. I mercanti arrivavano da molti paesi con le proprie monete, e in una città di commerci come Metz il cambio era un grande affare.
Il nome Saint-Louis nasce da un equivoco. Nel Settecento sulla piazza fu eretta una statua del re Luigi XIII; la gente la scambiò per San Luigi, il re Luigi IX, e il nome rimase. La statua attuale, che raffigura davvero San Luigi, fu scolpita nel 1867 da Charles Pêtre e si trova all’estremità dove comincia rue du Change. Per buona parte del Novecento la piazza fu un parcheggio; dalla fine del 2007 è una zona d’incontro dove i pedoni hanno la precedenza.
Cosa osservare
- I portici: una lunga galleria di una sessantina di archi ripara ancora i negozi, come un tempo riparava i banchi dei cambiavalute.
- Le merlature di alcune case: non sono mai servite alla difesa, ma a mostrare la ricchezza delle famiglie.
- Le alte facciate piatte, dette murs-écrans, che nascondono tetti bassi, uno stile preso dall’Italia.
- La casa al n. 29, decorata con una mano scolpita; è legata a Perrin Roucel, che negli anni 1480 fu maître-échevin, cioè capo del governo cittadino.
- Sculture più piccole: una mensola al n. 47, un volto di donna al n. 31 e un cesto di fiori al n. 61.
- La statua di San Luigi con corona e mantello, il re che ha dato il nome alla piazza solo per sbaglio.
La mano del guantaio
Una storia locale spiega la mano scolpita. Un guantaio che abitava qui avrebbe dato uno schiaffo a un tedesco durante una riunione. Vinse la causa che ne seguì e il tedesco fu condannato a pagargli 300 marchi. Il guantaio rifiutò il denaro e chiese invece il diritto di scolpire una mano sulla sua casa. Prendila come un racconto: è il tipo di storia che Metz ama raccontare sulle sue orgogliose famiglie di mercanti.
Consigli per la visita
- Percorri prima la piazza dal lato opposto: da lì vedi in un colpo solo tutta la fila di portici e le merlature.
- Guarda in alto: la maggior parte dei dettagli è sopra le insegne, ai piani superiori.
- Vieni a fine novembre o a dicembre per vedere il mercatino di Natale davanti alle facciate medievali.
- Abbina la visita alla cattedrale e al mercato coperto accanto per una mattinata tranquilla nel centro storico.
Nei dintorni
- Cattedrale di Saint-Étienne: cattedrale gotica con una delle più grandi superfici di vetrate al mondo, tra cui vetrate di Chagall.
- Place Saint-Jacques: una vivace piazza piena di caffè nel centro storico, a pochi minuti a piedi.
- Temple Neuf: la sorprendente chiesa protestante costruita durante il periodo tedesco, su un’isola della Mosella.
- Porte des Allemands: una porta-ponte fortificata sulla Seille, uno degli ultimi resti delle mura medievali.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
