
Piazza della Frutta è una delle due piazze del mercato che fiancheggiano il Palazzo della Ragione nel centro di Padova: la frutta su questo lato, a nord, e la verdura in piazza delle Erbe, a sud. Sopra i banchi si alza il Salone, il palazzo comunale medievale il cui grande salone al piano superiore, lungo 81,5 metri, è uno dei più grandi saloni medievali ancora in piedi, e il cui piano terra ospita botteghe e banchi da circa 800 anni.
Piazza della Frutta in breve
- Dove: lungo il lato nord del Palazzo della Ragione, nel centro di Padova, con piazza delle Erbe dall’altra parte dell’edificio e piazza dei Signori poco più a ovest.
- Nata: piazza del mercato fin dal Medioevo, su un lato del Palazzo della Ragione, completato nel 1219.
- Cos’è oggi: un mercato all’aperto la mattina e un punto d’incontro la sera, quando i bar riempiono la piazza di gente che beve uno spritz.
- Tempo necessario: 20 minuti per la piazza e le botteghe sotto il Salone, più circa un’ora se sali nel salone.
Due piazze e un grande salone
La Padova medievale costruì il suo palazzo comunale, il Palazzo della Ragione, tra due piazze del mercato, e i nomi dicono ancora oggi cosa si vendeva e dove. L’edificio fu completato nel 1219: botteghe e banchi al piano terra, tribunali e uffici cittadini al piano superiore. Nel 1306 un frate agostiniano, fra Giovanni, coprì l’intero edificio con un unico tetto, la grande copertura curva che è ancora la prima cosa che si nota dalla piazza. I padovani lo chiamano semplicemente il Salone.
Dopo un incendio nel 1420, architetti al servizio di Venezia eliminarono i tramezzi interni, creando un’unica immensa sala di 81,5 metri per 27 e alta 24. Le pareti furono coperte di affreschi, prima da Giotto e poi, dopo l’incendio, da Nicolò Miretto e Stefano da Ferrara nel 1425–1440: oltre 2.000 metri quadrati che collegano i mesi ai segni zodiacali, ai mestieri e ai caratteri umani. Un tornado scoperchiò il tetto nel 1756, che fu poi ricostruito. Dal 2021 il salone fa parte del sito UNESCO dei cicli affrescati del XIV secolo di Padova. Al piano di sotto, il mercato è andato avanti per tutto il tempo.
Cosa osservare
- Il lato nord del Salone sopra la piazza, con la lunga loggia superiore e l’enorme tetto curvo.
- I banchi di frutta e verdura nella piazza al mattino, con prodotti veneti che cambiano con le stagioni.
- Le botteghe sotto il Salone, dove macellai, formaggiai, fornai e gastronomie lavorano nei portici del piano terra almeno dalla fine del Cinquecento.
- I passaggi attraverso il piano terra che collegano piazza della Frutta a piazza delle Erbe: attraversali per vedere entrambi i mercati.
- Al piano superiore del Salone: gli affreschi, l’enorme cavallo di legno del 1466 ispirato al Gattamelata di Donatello e la meridiana del 1761 sul pavimento, colpita a mezzogiorno da un raggio di sole.
La pietra del vituperio
Nell’angolo nord-est del salone c’è uno sgabello di pietra nera, la pietra del vituperio. Nel Medioevo serviva a umiliare in pubblico i debitori insolventi. Secondo la tradizione il debitore doveva sedervisi in mutande davanti alla folla e dichiarare di rinunciare a tutti i suoi beni. Qualunque fosse il rito esatto, era una punizione adatta a un edificio costruito sopra i mercati della città.
Consigli per la visita
- Vieni la mattina per il mercato e torna verso l’ora dell’aperitivo, quando i banchi sono spariti e i bar intorno alla piazza si riempiono.
- Compra qualcosa da mangiare ai banchi o nelle botteghe sotto il Salone e mangialo in piazza, come fanno molti padovani a pranzo.
- Se puoi, sali nel Salone; a volte ospita mostre, quindi controlla cosa c’è prima di andare.
Nei dintorni
- Piazza delle Erbe: la piazza gemella sul lato sud del Salone, con i suoi banchi e la migliore vista d’insieme dell’edificio.
- Piazza dei Signori: l’elegante piazza poco più a ovest, dominata dalla Torre dell’Orologio con il suo grande quadrante astronomico.
- Palazzo del Bo: la sede storica dell’Università di Padova, dove Galileo insegnò dal 1592 al 1610 e dove si conserva il teatro anatomico del 1595.
- Caffè Pedrocchi: il caffè neoclassico aperto nel 1831, un tempo detto il caffè senza porte perché restava aperto giorno e notte.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
