La statua di Galileo a Pisa: cannocchiale, globo e casa natale

Bronze statue of Galileo Galilei with telescope and globe in Largo Ciro Menotti, Pisa

La statua in bronzo di Galileo Galilei si trova a Pisa in Largo Ciro Menotti, una piazzetta su Borgo Stretto, a pochi passi dalla casa in cui nacque nel 1564. Inaugurata nel 2020, non mostra l’anziano processato dall’Inquisizione ma un osservatore sicuro di sé: cannocchiale in una mano, globo nell’altra, lo sguardo rivolto al cielo.

La statua di Galileo in breve

  • Dove: Largo Ciro Menotti, su Borgo Stretto nel centro di Pisa, vicino alla casa natale di Galileo
  • Realizzata: nel 2020, inaugurata il 29 febbraio
  • Di: Gabriele Vicari e Armando Barbon, che l’hanno donata alla città; fusa in bronzo da una fonderia di Pietrasanta
  • Che cos’è oggi: un monumento all’aperto, liberamente accessibile, e una tappa amata per le foto
  • Tempo necessario: 10 minuti, oppure un’ora se segui le tracce di Galileo nel centro storico

Da un’infanzia pisana a una statua arrivata tardi

Galileo nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 e fu battezzato nel Battistero. Tornò a 16 anni per studiare medicina all’università, passò alla matematica e vi insegnò dal 1589 al 1592 prima di trasferirsi a Padova. Fu a Pisa che iniziò a mettere in dubbio le idee di Aristotele sulla caduta dei corpi e sull’oscillazione dei pendoli, studi che portarono alle scoperte con il cannocchiale e al processo di Roma del 1633.

Pisa lo onorò presto, ma al chiuso: una statua in marmo di Paolo Emilio Demi si trova dal 1839 nell’Aula Magna del Palazzo della Sapienza, la storica sede dell’università. Una grande figura in strada arrivò molto più tardi. Il bronzo di Vicari e Barbon fu collocato in Largo Ciro Menotti nel febbraio 2020, durante le celebrazioni per il suo compleanno. All’inaugurazione il Comune parlò di un possibile futuro trasferimento nella Cittadella Galileiana, vicino all’Arno: controlla la posizione esatta prima di partire.

Cosa osservare

  • Il cannocchiale nella mano sinistra: dal 1609 Galileo puntò un cannocchiale perfezionato sulla Luna, sui satelliti di Giove e sulle fasi di Venere.
  • Il globo nella mano destra, che sembra soppesare mentre riflette.
  • Lo sguardo alzato: gli artisti hanno voluto ritrarlo mentre osserva, il cuore del suo metodo scientifico.
  • Gli abiti del Seicento, con farsetto abbottonato, ampio colletto e mantello, resi con cura.
  • Le dimensioni: la figura in bronzo è alta circa 2,6 metri e poggia su due blocchi di marmo grigio di Carrara che insieme pesano circa sei tonnellate.

La lampada che oscilla e le sfere che cadono

Due storie famose legano Galileo a Pisa. La prima racconta che nel 1581, da studente, osservò una lampada oscillare nel Duomo e la misurò con il polso, notando che ogni oscillazione durava lo stesso tempo; la lampada in bronzo che oggi pende nella navata, detta spesso lampada di Galileo, fu però installata qualche anno dopo. La seconda, cioè che abbia lasciato cadere sfere di peso diverso dalla Torre pendente, è una leggenda: la raccontò il suo allievo Vincenzo Viviani decenni più tardi e nessun documento dell’epoca la conferma.

Consigli per la visita

  • Vieni al mattino o nel tardo pomeriggio, quando Borgo Stretto è più tranquillo e la luce morbida illumina il bronzo.
  • Per una foto con il cielo dietro il cannocchiale, mettiti un po’ più in basso e di lato rispetto alla statua.
  • Fai una passeggiata galileiana: parti da Piazza dei Miracoli, dove fu battezzato, poi la statua, la casa natale e il Palazzo della Sapienza.
  • La piazzetta è in una zona di negozi molto frequentata: spostati di lato quando i gruppi si fermano per le foto.

Nei dintorni

  • La casa natale di Galileo: la casa degli Ammannati, la famiglia della madre, in via Giusti, segnalata da una lapide; a pochi minuti a piedi.
  • Borgo Stretto: la via dello shopping di Pisa sotto i portici, con la chiesa romanico-gotica di San Michele in Borgo.
  • Palazzo della Sapienza: la storica sede universitaria in cui Galileo insegnò e dove si trova la statua di Demi del 1839.
  • Piazza dei Cavalieri: la grande piazza dei Cavalieri di Santo Stefano, con il Palazzo della Carovana decorato a graffito da Vasari.

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