
La Porta d’Amboise (Pyli Amvouaz) è la porta fortificata nelle mura nord-occidentali della città vecchia di Rodi, proprio sotto il Palazzo del Gran Maestro. I Cavalieri di San Giovanni la costruirono nel 1512 sotto il Gran Maestro Emery d’Amboise, morto quello stesso anno, e un angelo scolpito sopra l’ingresso regge ancora il suo stemma. Attraversare il suo ponte e il suo passaggio tortuoso è il modo più scenografico di entrare nella città medievale.
La Porta d’Amboise in breve
- Dove: sul lato nord-occidentale delle mura della città vecchia, tra la città nuova e il Palazzo del Gran Maestro, raggiungibile con un ponte sul fossato.
- Costruita: nel 1512, la data scolpita sulla porta insieme al nome «DAMBOYSE».
- Di: i Cavalieri di San Giovanni (Ospitalieri), sotto il Gran Maestro Emery d’Amboise.
- Cos’è oggi: uno dei principali ingressi pedonali della città vecchia, parte della Città medievale di Rodi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988.
- Tempo necessario: 10–15 minuti per attraversare il ponte, guardare i rilievi e percorrere il passaggio.
Una porta per l’età del cannone
I Cavalieri di San Giovanni governarono Rodi dal 1309. Nel 1480 resistettero a un assedio ottomano di tre mesi, ma i colpi di cannone avevano dimostrato che le mura medievali non bastavano più. I Gran Maestri Pierre d’Aubusson e poi Emery d’Amboise ricostruirono le difese per l’età della polvere da sparo: mura più spesse, bastioni bassi e terrapieni in mezzo al fossato. La Porta d’Amboise fa parte di questi lavori. Invece di un’unica apertura, attraversa più linee di mura, con un ingresso coperto e camminamenti per i difensori su più livelli, mentre il vicino bastione pentagonale di San Giorgio poteva coprire l’accesso con i suoi cannoni.
Dieci anni dopo la fine della porta arrivò la prova più dura. Nel 1522 il sultano Solimano il Magnifico assediò Rodi per sei mesi, e i Cavalieri alla fine si arresero e lasciarono l’isola all’inizio del 1523. Rodi rimase ottomana finché gli italiani la presero nel 1912, e passò alla Grecia dopo la Seconda guerra mondiale. La porta è rimasta in gran parte come la lasciarono i Cavalieri, e oggi è un ingresso molto usato da chi arriva dalla città nuova.
Cosa osservare
- Le due torri rotonde ai lati dell’ingresso, costruite per battere la porta con il fuoco da entrambi i lati.
- Il rilievo sopra il portale: un angelo che regge lo stemma di Emery d’Amboise, accanto a quello dell’Ordine, con l’iscrizione «DAMBOYSE MDXII».
- Il ponte sul fossato asciutto: fermati a metà per guardare giù nel fossato e lungo le possenti mura.
- Il passaggio dietro la porta, che piega e attraversa più di una linea di mura prima di arrivare in città, una soluzione pensata per rallentare gli assalitori.
- I resti degli antichi battenti di legno chiodati, ancora visibili nell’androne.
Chi era Emery d’Amboise?
Emery d’Amboise era un nobile francese, nato nel 1434 a Chaumont-sur-Loire. Fu eletto Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni il 10 luglio 1503, succedendo a Pierre d’Aubusson, e morì a Rodi il 13 novembre 1512, a circa 78 anni: la porta che porta il suo nome è quindi una delle ultime opere del suo magistero. Il suo stemma compare anche altrove: sulla Kastellania di piazza Ippocrate, datato 1507, e su cannoni fusi per l’Ordine, uno dei quali fu donato nel 1862 dal sultano ottomano Abdülaziz all’imperatore francese Napoleone III.
Consigli per la visita
- Entra dall’esterno: parti dal lato della città nuova, attraversa il ponte e segui il passaggio fin dentro la città vecchia, come la porta doveva essere vista.
- Vieni al mattino o nel tardo pomeriggio; d’estate le mura di pietra e il fossato trattengono il caldo nelle ore centrali.
- Metti scarpe che fanno presa: il selciato del passaggio e della città vecchia è irregolare e levigato dall’uso.
- Prosegui dritto fino al Palazzo del Gran Maestro e poi scendi per la via dei Cavalieri: una prima passeggiata classica nella città vecchia.
Nei dintorni
- Palazzo del Gran Maestro: il palazzo-fortezza dei Cavalieri subito dopo la porta, in gran parte ricostruito dagli italiani negli anni Trenta.
- Via dei Cavalieri: la strada medievale acciottolata con le locande delle «lingue» dell’Ordine, che scende dal palazzo.
- Moschea di Solimano: la moschea intonacata di rosa in cima a via Sokratous, fondata subito dopo la conquista ottomana; puoi vederne l’esterno dalla strada.
- Porto di Mandraki: il vecchio porto fuori dalle mura, con i mulini a vento e i cervi di bronzo sulle colonne all’imboccatura.
Scopri Rodi con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Rodi trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe e dura circa 2 ore, con circa 30 minuti di cammino. Tra i luoghi che include ci sono il Palazzo del Gran Maestro e la Via dei Cavalieri nella città vecchia medievale. Puoi giocare in italiano, inglese, tedesco, francese, olandese, polacco e greco.
Se preferisci un formato diverso, a Rodi ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto.
Gioca alla caccia al tesoro di Rodi →
Fai il tour a piedi in autonomia di Rodi →
Gioca all’escape game all’aperto a Rodi →
Fatti verificati a ottobre 2026.
