Santa Maria della Scala a Siena: un ospedale medievale diventato museo

Santa Maria della Scala opposite Siena Cathedral

Santa Maria della Scala è il lungo edificio che fronteggia la scalinata del Duomo di Siena, dall’altra parte di piazza del Duomo. Per circa nove secoli è stato un ospedale che accoglieva i pellegrini diretti a Roma, i malati, i poveri e i bambini abbandonati. Oggi è un complesso museale, e il suo grande salone è ancora coperto di affreschi del Quattrocento che mostrano l’ospedale al lavoro.

Santa Maria della Scala in breve

  • Dove: piazza del Duomo, proprio di fronte alla scalinata della cattedrale, da cui viene il nome «della Scala».
  • Fondazione: documentato per la prima volta nel 1090; i grandi saloni e la chiesa furono costruiti e ampliati tra il Duecento e il Quattrocento.
  • Oggi: un complesso museale con sale affrescate, cappelle, le sculture originali della Fonte Gaia e il Museo Archeologico Nazionale nei sotterranei.
  • Tempo necessario: 1,5–2 ore per le sale principali e il museo archeologico.

Nove secoli di accoglienza

Siena si trova sulla via Francigena, la strada medievale dei pellegrini da Canterbury a Roma, e l’ospedale fu probabilmente fondato dai canonici del Duomo per ospitare i viandanti. La leggenda ne attribuisce la fondazione, nell’898, a un ciabattino di nome Sorore, ma il primo documento che lo cita è un atto di donazione del 1090. Nel 1193 una bolla papale ne fece un’istituzione laica, indipendente dal Duomo, e dal 1404 il rettore fu nominato dal consiglio cittadino. Donazioni e lasciti delle famiglie senesi lo resero ricco, e nel Trecento possedeva enormi tenute agricole in tutto lo Stato senese.

L’ospedale accoglieva i pellegrini, che ricevevano alloggio gratuito e buoni per mangiare lungo la strada, e i malati, che avevano pasti e cure gratuiti in un letto tutto per sé. Accoglieva anche i bambini abbandonati, registrava con cura ogni dettaglio, insegnava loro un mestiere e a 18 anni li congedava con i risparmi, vestiti e corredo per la casa, più una dote per le ragazze. Santa Maria della Scala ha funzionato come ospedale fino al tardo Novecento. È stato aperto come museo nel 1995, e parti del complesso sono ancora in fase di restauro e apertura.

Cosa osservare

  • Il Pellegrinaio: la sala dei pellegrini, costruita intorno al 1325, con affreschi degli anni Quaranta del Quattrocento di Domenico di Bartolo e altri, che mostrano infermieri, medici, balie e bambini nell’ospedale.
  • La chiesa della Santissima Annunziata: costruita nel Duecento e rinnovata alla fine del Quattrocento, all’inizio della visita.
  • La Sagrestia Vecchia: interamente affrescata da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta.
  • Le sculture della Fonte Gaia: i rilievi originali in marmo che Jacopo della Quercia scolpì per la fontana di piazza del Campo, oggi nel fienile medievale.
  • Il museo archeologico: in cunicoli scavati sotto l’edificio, con reperti etruschi e romani del territorio senese.

La leggenda del ciabattino Sorore

Siena racconta le origini dell’ospedale come una leggenda: un ciabattino di nome Sorore l’avrebbe fondato nell’898 per assistere i viandanti poveri e i bambini abbandonati. Gli storici ne dubitano, perché il primo vero documento è di due secoli dopo, ma l’ospedale lo onorava come il beato Sorore, e il Vecchietta lo dipinse inginocchiato al centro di una scena nel complesso. Il nome invece è più semplice: «scala» sono i gradini del Duomo che l’edificio ha di fronte.

Consigli per la visita

  • Inizia dal Pellegrinaio: gli affreschi spiegano a cosa serviva l’edificio meglio di qualsiasi pannello.
  • Lascia tempo per scendere: i livelli inferiori, il fienile e i cunicoli sono una parte importante della visita.
  • Abbinala al Duomo di fronte e chiudi in piazza del Campo, dove si trovano le copie della Fonte Gaia.

Nei dintorni

  • Duomo di Siena: la cattedrale a strisce di marmo di fronte, con il pavimento a intarsi marmorei e la Libreria Piccolomini.
  • Piazza del Campo: la piazza principale di Siena a forma di conchiglia, a pochi minuti a piedi in discesa.
  • Pinacoteca Nazionale: la galleria della pittura senese a fondo oro, a breve distanza verso sud.

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