Porta Aurea a Spalato: la strada di Diocleziano per Salona e San Martino

The Golden Gate of Diocletian's Palace in Split

La Porta Aurea (Zlatna vrata) è la porta nord del Palazzo di Diocleziano a Spalato, l’ingresso principale della residenza che l’imperatore romano si fece costruire intorno al 300 d.C. per la sua vecchiaia. Si apriva sulla strada per Salona, capitale della Dalmazia romana. Alza lo sguardo nel passaggio: una minuscola chiesa altomedievale, San Martino, è incastrata nell’antico corridoio delle guardie sopra la porta.

La Porta Aurea in breve

  • Dove: al centro del muro nord del Palazzo di Diocleziano, in fondo alla via che dal Peristilio va verso nord, con la statua di Gregorio di Nona appena fuori.
  • Costruita: intorno al 295–305 d.C., come parte del palazzo; la chiesa di San Martino sopra il passaggio risale al VI secolo.
  • Che cos’è oggi: un ingresso pedonale al centro storico e parte del sito UNESCO del palazzo, restaurata nei primi anni Duemila e di nuovo nel 2012–2015.
  • Tempo necessario: 10–15 minuti; abbinala alla statua all’esterno e alla discesa verso il Peristilio.

Dalla porta dell’imperatore all’ingresso della città

Diocleziano, imperatore dal 284, costruì il suo palazzo sulla costa vicino a Salona per viverci dopo l’abdicazione nel 305. Il palazzo era impostato come un accampamento fortificato, con una porta al centro di ciascuno dei tre lati verso terra. La porta nord era la più monumentale. I Romani la chiamavano semplicemente Porta Septemtrionalis, la porta settentrionale; il nome «Porta Aurea» sembra risalire al Rinascimento e compare per la prima volta in un resoconto di viaggio veneziano del 1553. Era una porta doppia: i viaggiatori passavano da un’apertura esterna in un piccolo cortile chiuso, il propugnaculum, dove le guardie dei corridoi superiori potevano osservarli prima che la porta interna li lasciasse entrare.

Nel VI secolo, quando gli abitanti di Salona si rifugiarono dentro le mura del palazzo, il corridoio delle guardie sopra la porta divenne la chiesa di San Martino. Intorno al 1630 il governatore veneziano Alvise Zorzi fece abbattere undici torri romane, tra cui le due torri ottagonali ai lati della porta, e la pietra fu spedita a Venezia per la chiesa di Santa Maria della Salute. Nei secoli furono costruite case addossate al muro e la porta fu chiusa; venne riaperta solo nel 1857. Anche il terreno esterno si è alzato: circa 2 metri di porta e muro sono ancora sotto terra.

Cosa osservare

  • Le nicchie: cinque nicchie sono ricavate nella facciata. Si ritiene che quattro ospitassero le statue dei quattro sovrani della Tetrarchia: Diocleziano, Massimiano, Galerio e Costanzo Cloro.
  • L’arcatella cieca: una fila di sette piccoli archi sopra il passaggio, davanti ai quali un tempo c’erano colonne su mensole scolpite. Guarda bene le mensole: foglie d’acanto e, sopra la porta, piccoli volti cornuti.
  • L’altezza: l’arco sembra tozzo perché il livello del suolo si è alzato. L’apertura era alta circa 6,5 metri; oggi meno di 4,5.
  • Il propugnaculum: passata l’apertura esterna, nota il piccolo cortile tra la porta esterna e quella interna, pensato come trappola per gli ospiti indesiderati.
  • La chiesa di San Martino: una stretta chiesa altomedievale nell’antico corridoio delle guardie sopra il passaggio, larga appena 1,6 metri circa. Non è sempre aperta.

Perché «aurea»?

Sulla porta non c’è mai stato nulla d’oro. Il nome sembra essere stato dato dai Veneziani nel Cinquecento, forse per la ricca decorazione o per la sua importanza come porta principale. I restauratori dubitano perfino che la decorazione sia mai stata completata: i lavori al palazzo sembrano essersi fermati quando Diocleziano si ritirò, e alcune parti rimasero incompiute.

Consigli per la visita

  • Vieni di primo mattino, prima dei gruppi, per vedere la facciata senza folla e con una luce morbida.
  • Fai qualche passo indietro nel parco davanti per vedere tutta la facciata, le nicchie e l’arcatella insieme al muro del palazzo.
  • Poi attraversa la porta e scendi dritto lungo l’antica strada romana: in pochi minuti arrivi al Peristilio, sul percorso che la strada imperiale seguiva dentro il palazzo.

Nei dintorni

  • Statua di Gregorio di Nona: il gigantesco vescovo di bronzo di Ivan Meštrović appena fuori dalla porta, con l’alluce lucidato dalle mani dei visitatori.
  • Peristilio: il cortile colonnato al centro del palazzo, a pochi minuti a piedi verso sud.
  • Cattedrale di San Doimo: la cattedrale di Spalato, ricavata nel mausoleo ottagonale dello stesso Diocleziano, accanto al Peristilio.
  • Teatro Nazionale Croato: il teatro inaugurato nel 1893 in piazza Gaje Bulata, a pochi minuti a piedi verso nord-ovest.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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