Les Jacobins, Toulouse: The Palm Tree Vault and Aquinas’s Relics

The Couvent des Jacobins church and bell tower in Toulouse

Il Couvent des Jacobins è il grande convento in mattoni rossi dei frati domenicani nel centro di Tolosa, la città dove san Domenico fondò il suo ordine nel 1215. La sua chiesa è un’altissima doppia navata di colonne snelle, che termina con un unico pilastro da cui si aprono 22 costoloni a reggere la volta: la famosa ‘palma’. Custodisce anche le reliquie di san Tommaso d’Aquino, arrivate qui nel 1369.

Les Jacobins in breve

  • Dove: rue Lakanal / place des Jacobins, nel centro storico tra il Capitole e la Garonna.
  • Costruito: dal 1230, ampliato e voltato per fasi fino alla metà del Trecento.
  • Oggi: una chiesa sconsacrata e un chiostro di proprietà della città di Tolosa, gestiti come sito museale.
  • Chi vi riposa: le reliquie di san Tommaso d’Aquino, in un reliquiario sotto l’altare maggiore.
  • Tempo necessario: da 45 minuti a un’ora per chiesa, chiostro, sala capitolare e cappella di Saint-Antonin.

Una chiesa di predicatori che continuò a crescere

All’inizio del Duecento la Linguadoca era una roccaforte del catarismo, che la Chiesa cattolica condannava come eresia. San Domenico riunì nel 1215 a Tolosa una piccola comunità di predicatori per combatterlo, e nel 1230 i frati iniziarono una semplice chiesa di mattoni a due navate, una per i religiosi e una per i fedeli. Nel secolo successivo fu allungata, rialzata e voltata, e si aggiunse un campanile di sette piani, facendone uno degli edifici chiave del gotico meridionale francese: in mattoni, altissimo e quasi senza decorazioni.

Dopo la Rivoluzione francese i domenicani furono cacciati, e nel 1810 Napoleone trasformò la chiesa in caserma. Si inserirono solai per i dormitori, al piano terra c’erano i cavalli, le vetrate andarono perdute e i dipinti medievali furono imbiancati. L’esercito se ne andò nel 1861, e un lungo restauro nel Novecento rimosse i solai, riaprì le finestre e riportò alla luce le decorazioni dipinte. Le reliquie di Tommaso d’Aquino, portate a Saint-Sernin durante la Rivoluzione, tornarono nel 1974.

Cosa osservare

  • La Palma: l’ultima colonna del coro, da cui 22 costoloni si aprono nella volta come le fronde di una palma.
  • La fila di colonne: sette pilastri slanciati, alti circa 28 metri ciascuno, corrono al centro della chiesa e la dividono in due navate.
  • La tomba di Tommaso d’Aquino: un moderno reliquiario dorato sotto l’altare con i resti del grande teologo.
  • Le vetrate: luminose vetrate novecentesche di Max Ingrand, che colorano le pareti di mattoni nella luce del pomeriggio.
  • Il chiostro: un tranquillo giardino quadrato circondato da sottili colonne binate, con la sala capitolare e la cappella di Saint-Antonin.

Perché ‘Giacobini’?

Il nome non c’entra con il club rivoluzionario degli anni Novanta del Settecento, almeno non direttamente. Nella Francia medievale i domenicani erano soprannominati Giacobini perché la loro prima casa a Parigi era in rue Saint-Jacques. Durante la Rivoluzione un club politico si riuniva nell’ex convento domenicano di Parigi e divenne noto come club dei Giacobini, ed è così che la parola acquistò il suo significato successivo.

Consigli per la visita

  • Mettiti ai piedi della Palma e guarda dritto in alto; poi vai in fondo alla chiesa per vedere tutta la fila di colonne in un colpo d’occhio.
  • Vieni nel pomeriggio, quando il sole entra dalle finestre a ovest e accende le vetrate colorate.
  • Cerca i concerti nel chiostro e in chiesa, per esempio durante il festival Piano aux Jacobins.

Nei dintorni

  • Le Capitole: il municipio di Tolosa sulla sua enorme piazza, con sale dipinte aperte al pubblico, a pochi minuti a piedi.
  • Basilica di Saint-Sernin: una delle più grandi chiese romaniche d’Europa, a circa dieci minuti a piedi verso nord.
  • Hôtel d’Assézat: un palazzo rinascimentale in mattoni e pietra che ospita la collezione della Fondazione Bemberg, vicino alla Garonna.

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