Capitole di Tolosa: otto colonne rosa per otto capitouls

The Capitole, Toulouse city hall, on Place du Capitole

Il Capitole è il municipio di Tolosa, il lungo palazzo di mattoni e pietra che occupa tutto il lato est di Place du Capitole. La sua facciata di 135 metri, completata nel 1760, ha otto colonne di marmo rosa che ricordano i capitouls, i magistrati eletti che governarono la città per sei secoli. Nello stesso edificio c’è anche il Théâtre du Capitole: a un piano si riunisce il consiglio comunale, a un altro va in scena un’opera.

Il Capitole in breve

  • Dove: il lato est di Place du Capitole, la piazza principale del centro di Tolosa.
  • Costruito: su un terreno usato dai consiglieri cittadini dal 1190; la facciata attuale è stata completata nel 1760, il torrione nel 1530.
  • Di: la facciata fu progettata dal pittore e architetto tolosano Guillaume Cammas; il torrione fu ricostruito nel 1873 su progetto di Eugène Viollet-le-Duc.
  • Oggi: il municipio di Tolosa, con sale di rappresentanza aperte ai visitatori fuori dagli eventi ufficiali, e il teatro d’opera Théâtre du Capitole nell’ala sud.
  • Tempo necessario: 15 minuti per piazza e facciata, 45 minuti se entri nella Salle des Illustres e nel cortile.

Dalla casa del capitolo dei capitouls al municipio

Nel 1190 i consiglieri di Tolosa comprarono qui un primo edificio come sede del governo. Si riunivano in un capitolo (capitulum), da cui il nome: i magistrati divennero i capitouls e nel 1522 il cancelliere Pierre Salmon chiamò la loro sede Capitole, un richiamo voluto al Campidoglio dell’antica Roma. Un grande incendio danneggiò l’edificio nel 1463. Nel 1525 i capitouls decisero di costruire un torrione, il donjon, per proteggere l’archivio cittadino e la polvere da sparo; fu terminato nel 1530. Il portale del cortile di Enrico IV, completato nel 1546, è l’altro grande resto di questi edifici antichi.

Con la Rivoluzione francese i capitouls persero il potere, ma il loro palazzo continuò a crescere. Guillaume Cammas gli diede la lunga facciata classica, completata nel 1760, nel tipico mattone rosa di Tolosa con cornici in pietra. Nel cortile retrostante, nel 1632 Enrico II di Montmorency, governatore della Linguadoca, fu decapitato per essersi ribellato al cardinale Richelieu; una lapide segna il punto. Dopo i disordini del 1871 Viollet-le-Duc ricostruì il torrione in stile della Francia del nord, con un tetto di ardesia a punta che al sud sembra un po’ fuori posto. Intorno al 1900 le sale del primo piano furono decorate con enormi dipinti di artisti tolosani.

Cosa osservare

  • Le otto colonne di marmo rosa al centro della facciata, pensate per ricordare gli otto capitouls, i magistrati della città.
  • La Salle des Illustres: una lunga galleria con colonne, dorature e dipinti murali sulla storia di Tolosa, tra cui Raimondo IV che accoglie papa Urbano II nel 1096 e la difesa della città durante la crociata albigese. Tra i pittori c’è Jean-Paul Laurens.
  • La Salle Henri-Martin: grandi tele di Henri Martin (1860–1943) sulla vita di campagna e le rive della Garonna; in una, «Les Rêveurs», il leader socialista Jean Jaurès passeggia lungo il fiume.
  • Il cortile di Enrico IV: una statua del re realizzata quando era ancora in vita, sopra il portale del 1546, e la lapide che ricorda l’esecuzione di Montmorency.
  • La croce occitana incastonata nella piazza: un bronzo di Raymond Moretti del 1995, con le 12 punte circondate dai segni dello zodiaco.
  • Sotto i portici sul lato ovest della piazza, guarda in alto: Moretti ne dipinse anche i soffitti nel 1997 con scene della storia cittadina.

I capitouls, una carica di potere

Essere capitoul era più di un incarico: rendeva nobili. La carica dava una nobiltà ereditaria, per questo le famiglie di mercanti di Tolosa se la contendevano, e i capitouls di ogni anno facevano dipingere i loro ritratti nei registri ufficiali, gli «Annales». Molte di queste pagine dipinte furono bruciate durante la Rivoluzione come simboli di privilegio, ma alcune si conservano nell’archivio comunale. I capitouls indossavano toghe rosse e nere, e spesso vi si vede l’origine del rossonero della squadra di rugby della città, lo Stade Toulousain.

Consigli per la visita

  • Guarda la facciata nel tardo pomeriggio: il sole basso tinge il mattone di un rosa intenso e spiega il soprannome di Tolosa, la Ville rose.
  • Entra se le sale sono aperte: passa dall’ingresso principale e sali lo scalone. Matrimoni e consigli comunali a volte le chiudono, quindi sii flessibile.
  • Per la foto migliore dell’intera facciata, mettiti sul lato opposto della piazza vicino ai portici; la croce occitana fa da primo piano.

Nei dintorni

  • Il Donjon du Capitole: dietro il municipio nello Square Charles-de-Gaulle, oggi ufficio del turismo, a un minuto a piedi.
  • Basilica di Saint-Sernin: una delle più grandi chiese romaniche d’Europa, in fondo a Rue du Taur, a breve distanza verso nord.
  • Couvent des Jacobins: la chiesa gotica domenicana con la volta a «palma» e le reliquie di san Tommaso d’Aquino, a pochi minuti a piedi verso ovest.
  • Notre-Dame du Taur: la chiesa di mattoni con il campanile a vela piatto in Rue du Taur, sulla strada per Saint-Sernin.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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