Il Pont Neuf di Tolosa: il ponte «nuovo» che resistette al 1875

The brick arches of the Pont Neuf over the Garonne in Toulouse

Nonostante il nome, il Pont Neuf (Ponte Nuovo) è il ponte più antico sulla Garonna a Tolosa. Le sue sette arcate in mattoni e pietra richiesero quasi un secolo di lavori, dagli anni Quaranta del Cinquecento al 1632, e le ingegnose aperture nei piloni lo aiutarono a diventare l’unico ponte della città a resistere alla grande piena del 1875.

Il Pont Neuf in breve

  • Dove: sulla Garonna, tra place du Pont-Neuf sulla riva destra e il quartiere di Saint-Cyprien sulla riva sinistra
  • Costruito: 1544–1632; inaugurato dal re Luigi XIV nel 1659
  • Di: iniziato da capomastri tolosani, tra cui l’architetto rinascimentale Nicolas Bachelier, e completato dall’architetto parigino Jacques Lemercier
  • Che cos’è oggi: un ponte trafficato da auto e pedoni, lungo circa 220 metri, e un classico punto panoramico sul fiume
  • Tempo necessario: 15 minuti per attraversarlo a piedi, di più per godersi la vista dai lungofiume

Un secolo di piene e fondamenta

I capitouls, i consoli che governavano Tolosa, volevano un grande ponte sulla Garonna già alla fine del Quattrocento, e il re Francesco I sostenne l’idea per ragioni strategiche, di fronte alla minacciosa Spagna di Carlo V. Nel 1541 autorizzò una tassa speciale per finanziarlo. Il primo pilone, vicino alla riva sinistra, sorse rapidamente nel 1544 sotto la guida di Nicolas Bachelier, ma le piene violente e l’instabilità del letto del fiume resero il resto dei lavori lentissimo. La prima arcata fu iniziata solo nel 1614.

Jacques Lemercier, che lavorò anche al Louvre di Parigi, completò l’opera all’inizio del Seicento. Come il Pont Neuf di Parigi, era un ponte di tipo nuovo: un impalcato libero, senza le case e le botteghe che affollavano i ponti medievali. Fu aperto al traffico nel 1632 e inaugurato ufficialmente da Luigi XIV nel 1659. Nel giugno 1875 la Garonna salì così tanto da travolgere tutti gli altri ponti di Tolosa e circa 1.400 case; solo il Pont Neuf rimase in piedi.

Cosa osservare

  • Le aperture rotonde, o oculi, nei piloni sopra l’acqua: lasciano passare la piena invece di farla premere contro il ponte.
  • I rostri appuntiti dei piloni, che dividono la corrente, un’idea presa dai ponti romani.
  • L’asimmetria: la riva sinistra è più bassa di diversi metri rispetto alla destra, quindi le arcate non sono tutte uguali, e la più ampia è la terza dalla riva destra.
  • Il caldo mattone rosa, materiale tipico della Ville Rose, accostato alla pietra chiara.
  • L’estremità sulla riva sinistra, dove dal 1642 alla demolizione nel 1860 sorgeva un arco di trionfo con una statua equestre di Luigi XIII.

Il leone nei piloni

Si dice che le aperture nei piloni dovessero evocare il muso e la criniera di un leone, un tocco di fantasia rinascimentale su un’opera di pura ingegneria. Che tu veda il leone o no, guarda il ponte dai lungofiume, a pelo d’acqua: le file di aperture danno a tutta la struttura il suo aspetto leggero e ritmato.

Consigli per la visita

  • Vieni al tramonto e guarda dal quai de la Daurade o dalla Prairie des Filtres, quando il mattone diventa arancio intenso.
  • Di notte il ponte è illuminato e si riflette nella Garonna, una foto amatissima dai tolosani.
  • I marciapiedi sono stretti e il traffico intenso: fai le foto alle estremità piuttosto che in mezzo al flusso.
  • Nelle sere d’estate le rive sottostanti si riempiono di gente seduta sull’acqua; unisciti a loro per la vista migliore sulle arcate.

Nei dintorni

  • Hôtel-Dieu Saint-Jacques: l’antico ospedale sulla riva sinistra accanto al ponte, parte del sito UNESCO dei Cammini di Santiago di Compostela in Francia.
  • Château d’Eau: una torre dell’acqua dell’Ottocento all’estremità sinistra del ponte, oggi galleria fotografica.
  • Prairie des Filtres: un grande parco sulla riva sinistra, con ampi prati e vista sulla città di fronte.
  • Quai de la Daurade: le gradinate e i giardini sul lungofiume destro sotto la basilica della Daurade, a pochi minuti a piedi.

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