
La chiesa di Sant’Anna è la piccola chiesa di mattoni rossi al margine orientale del centro storico di Vilnius, vicino al fiume Vilnia. Costruita intorno al 1495–1500, è uno dei migliori esempi di gotico flamboyant in mattoni d’Europa, e la sua facciata è cambiata pochissimo in cinque secoli. Il segreto della facciata a merletto: i costruttori usarono 33 tipi diversi di mattoni.
La chiesa di Sant’Anna in breve
- Dove: via Maironio, al margine orientale del centro storico, davanti alla ben più grande chiesa dei Bernardini e a pochi minuti dal fiume Vilnia.
- Costruita: intorno al 1495–1500, al posto di una chiesa di legno più antica bruciata nel 1419.
- Cos’è oggi: una chiesa cattolica attiva, nel centro storico di Vilnius, Patrimonio dell’UNESCO dal 1994. Dal 2018 è dedicata alla messa tradizionale in latino.
- Tempo necessario: 15–20 minuti fuori, più qualche minuto dentro se la chiesa è aperta.
Cinque secoli di mattoni rossi
La prima chiesa sul sito era di legno e fu costruita per Anna, granduchessa di Lituania e prima moglie di Vitoldo il Grande: per questo porta il nome della sua santa patrona. Dopo l’incendio del 1419, l’attuale chiesa in mattoni fu iniziata intorno al 1495 per volontà di Alessandro Jagellone. Non si sa chi l’abbia progettata: è stata attribuita a Michael Enkinger, costruttore della chiesa di Sant’Anna a Varsavia, o a Benedikt Rejt, ma nessuna fonte scritta lo conferma. Un incendio nel 1582 la danneggiò gravemente, e membri della famiglia Radziwiłł pagarono i restauri.
I secoli successivi cambiarono i dettagli, non la sagoma. Nel 1762 gli archi laterali del portale principale furono murati per rinforzare la facciata; un restauro nel 1902–1909 li riaprì e consolidò i muri con il ferro. In epoca sovietica la chiesa rimase aperta, e il 23 agosto 1987 la Lega lituana per la libertà tenne vicino alla chiesa una manifestazione contro l’occupazione sovietica, dispersa dalla polizia. Nel 2009 furono rifatti il tetto, consolidata la facciata e ricostruite le guglie laterali, mancanti da tempo.
Cosa osservare
- La facciata: uno schermo di archi acuti, sottili costoloni e pinnacoli slanciati, tutto in 33 tipi di mattoni sagomati. Fai un passo indietro e nota come i rettangoli incorniciano gli archi e bilanciano un disegno così ricco.
- Le due torri sottili e le guglie ai lati della facciata. Le guglie laterali sono mancate a lungo e sono state ricostruite nel 2009.
- Il campanile neogotico accanto alla chiesa, costruito negli anni Settanta dell’Ottocento su progetto di Nikolaj Čagin. Imita così bene il gotico che molti visitatori lo credono medievale.
- L’interno: un’unica navata con altari barocchi, in forte contrasto con l’esterno gotico.
- La chiesa di San Francesco e San Bernardino proprio dietro, una chiesa gotica molto più grande che forma un insieme con Sant’Anna e l’antico convento dei Bernardini. Viste insieme, mostrano due scale molto diverse del gotico in mattoni.
Il desiderio di Napoleone
La storia più famosa su Sant’Anna è una leggenda. Quando Napoleone passò per Vilnius nel 1812 diretto a Mosca, sarebbe rimasto così colpito dalla chiesa da desiderare di portarla a Parigi sul palmo della mano. Non c’è prova che l’abbia detto, ma la storia si racconta ovunque a Vilnius e si addice all’edificio: è abbastanza piccolo da immaginarlo in una mano.
Consigli per la visita
- Per la vista completa, passa sull’altro lato di via Maironio: da lì Sant’Anna, il campanile e la chiesa dei Bernardini entrano in un’unica foto.
- È una chiesa attiva con funzioni regolari. Se entri, fai silenzio e non girare durante la messa.
- Abbina la visita a una passeggiata oltre il fiume Vilnia, a Užupis, tornando per via Literatų.
Nei dintorni
- Chiesa di San Francesco e San Bernardino: la grande chiesa gotica dei Bernardini subito dietro Sant’Anna, da vedere dentro per le sue dimensioni.
- Monumento ad Adam Mickiewicz: la statua del poeta polacco-lituano, che studiò all’Università di Vilnius, nella piazzetta accanto alla chiesa.
- Via Literatų: una breve via del centro storico costellata di piccole opere dedicate agli scrittori legati alla Lituania, a pochi minuti a piedi.
- Užupis: il quartiere degli artisti oltre la Vilnia, che il 1° aprile 1997 si è proclamato «repubblica» e espone la sua costituzione su un muro di via Paupio.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
