
Piazza della Borsa è la lunga piazza un po’ irregolare nel centro di Trieste dove la città vecchia medievale incontra la griglia di strade tracciata sotto Maria Teresa. Prende il nome dal Palazzo della Borsa, la Borsa Vecchia, un edificio neoclassico che sembra un tempio greco, completato nel 1806, quando Trieste era il porto principale dell’Impero asburgico.
Piazza della Borsa in breve
- Dove: in centro, tra Piazza Unità d’Italia, Corso Italia e il Teatro Verdi, ai margini della Città Vecchia.
- Costruita: la piazza prese forma tra Settecento e Ottocento; la Borsa Vecchia fu costruita nel 1802–1806.
- Di: Antonio Mollari di Macerata (Borsa Vecchia); Francesco Bruyn (Palazzo del Tergesteo).
- Cos’è oggi: una piazza pedonale circondata da palazzi, banche e caffè; la Borsa Vecchia ospita la Camera di Commercio.
- Tempo necessario: 15–20 minuti per girarla e guardare le facciate.
Dalla piazza della dogana al centro degli affari
La piazza segue il tracciato delle antiche mura cittadine, da qui la sua forma irregolare. Un tempo si chiamava Piazza della Dogana e si trovava appena fuori dal centro medievale, vicino a una delle porte della città. Nel 1660 vi fu eretta una colonna per ricordare la visita dell’imperatore Leopoldo I, e negli anni Cinquanta del Settecento lo scultore Giovanni Domenico Mazzoleni aggiunse la Fontana del Nettuno, simbolo perfetto per una città che viveva del mare.
Quando Trieste fiorì come porto franco, i mercanti ebbero bisogno di un vero luogo d’incontro. Il progetto di Antonio Mollari fu scelto tramite l’Accademia di Belle Arti di Parma, i lavori iniziarono nel 1802 e la nuova Borsa fu inaugurata il 6 settembre 1806. Nel 1844 era già troppo piccola e le contrattazioni si spostarono accanto, nel Palazzo del Tergesteo, costruito nel 1840–1842 come centro commerciale con una galleria coperta. Il vecchio edificio divenne sede della Camera di Commercio, che lo è ancora oggi.
Cosa osservare
- La facciata della Borsa Vecchia: un fronte di tempio con colonne doriche. Nelle nicchie in basso stanno le statue colossali di Europa, Asia, Africa e America, i continenti con cui Trieste commerciava.
- La sommità della Borsa: sulla balaustra, da sinistra a destra, il Danubio, il Genio di Trieste, Minerva e Nettuno; più in basso, Vulcano e Mercurio.
- La Fontana del Nettuno: il dio del mare con il tridente, opera di Mazzoleni. Per molti anni rimase in Piazza Venezia prima di tornare al suo posto originale.
- La Colonna di Leopoldo: la colonna in onore dell’imperatore Leopoldo I, ricordo dei più di cinque secoli in cui Trieste fu asburgica.
- Il Tergesteo: sulla facciata verso la piazza, il gruppo di Pietro Zandomeneghi con Teti, simbolo di Trieste, su una conchiglia trainata da quattro cavalli, e Mercurio, dio del commercio. Attraversa la sua galleria a croce coperta di vetro.
- Casa Bartoli: la casa Liberty di Max Fabiani del 1905, con l’alta facciata decorata, uno dei suoi edifici più noti a Trieste.
Una piazza di dèi e continenti
Guarda le statue tutt’intorno alla piazza e salta fuori un tema: due volte Nettuno, due volte Mercurio, i continenti, il Danubio. Erano pubblicità scolpita nella pietra. Trieste voleva essere vista come il luogo in cui i commerci delle terre danubiane incontravano le rotte marittime del mondo, e i mercanti che pagarono questi palazzi fecero in modo che ogni facciata lo dicesse.
Consigli per la visita
- Vieni nel tardo pomeriggio, quando il sole basso illumina la facciata della Borsa Vecchia e i caffè intorno alla piazza si riempiono.
- Per vedere insieme la Borsa e la fontana, mettiti all’estremità della piazza verso Corso Italia.
- Cerca la Portizza, uno stretto passaggio vicino a Casa Prandi che porta dritto nelle viuzze della Città Vecchia.
Nei dintorni
- Piazza Unità d’Italia: la grande piazza sul mare di Trieste, a un paio di minuti a piedi, aperta su un lato verso l’Adriatico.
- Teatro Verdi: il teatro dell’opera della città, proprio dietro il Tergesteo, la cui facciata posteriore guarda verso di esso.
- Canal Grande e Ponte Rosso: il canale del Borgo Teresiano, con le barche ormeggiate in piena città, a pochi minuti a piedi verso nord.
- Arco di Riccardo: una porta romana del I secolo a.C., nascosta tra le viuzze della città vecchia dietro la piazza.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
