
La Tomba di Dante è il piccolo tempio neoclassico in via Dante Alighieri a Ravenna, accanto alla basilica di San Francesco. Il poeta della Divina Commedia riposa qui da quando morì in città nel 1321, lontano da Firenze, che lo aveva esiliato. Per secoli Firenze cercò di riavere le sue spoglie, e i frati francescani di Ravenna nascosero le ossa così bene che furono ritrovate, per caso, solo nel 1865.
La Tomba di Dante in breve
- Dove: via Dante Alighieri, nel centro storico di Ravenna, accanto alla basilica di San Francesco e agli antichi chiostri francescani.
- Costruita: 1780–1781; il ritratto in bassorilievo all’interno è più antico, del 1483.
- Di: l’architetto ravennate Camillo Morigia, per il cardinale Luigi Valenti Gonzaga, legato pontificio in Romagna.
- Cos’è oggi: il luogo di sepoltura del poeta e il centro della Zona del Silenzio, che comprende anche il Quadrarco di Braccioforte, i chiostri francescani e il Museo Dante.
- Tempo necessario: 15–20 minuti per la tomba e il giardino, circa un’ora se aggiungi il Museo Dante.
Esilio, un sarcofago vuoto e una cassetta nel muro
Dante Alighieri fu bandito da Firenze nel 1302 e non vi tornò mai più. Trascorse gli ultimi anni a Ravenna come ospite del signore della città, Guido Novello da Polenta, vi completò la Divina Commedia e morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321. Il funerale si tenne a San Francesco e fu sepolto in un sarcofago di marmo accanto alla chiesa. Nel 1483 Bernardo Bembo, che governava Ravenna per la Repubblica di Venezia, fece restaurare il sepolcro e commissionò a Pietro Lombardo il ritratto in rilievo che si vede ancora all’interno.
Firenze si pentì presto dell’esilio e chiese più volte le spoglie. Nel 1519 papa Leone X, un Medici, diede il permesso, ma quando la delegazione fiorentina aprì il sarcofago lo trovò vuoto: i frati avevano già portato via le ossa. Nel 1677 frate Antonio Santi le mise in una cassetta di legno e la firmò. Quando nel 1810 il governo napoleonico soppresse i conventi, la cassetta fu nascosta di nuovo e il segreto andò perduto. Nel 1865, durante i lavori per il seicentesimo anniversario della nascita di Dante, un muratore la trovò in un muro vicino alla cappella di Braccioforte, con la scritta ‘Dantis ossa’ (le ossa di Dante). Tranne che negli anni della guerra, da allora le ossa sono rimaste nella tomba.
Cosa osservare
- La facciata: il cancello, lo stemma del cardinale Valenti Gonzaga e la scritta latina ‘Dantis poetae sepulcrum’ (sepolcro del poeta Dante). A Ravenna il piccolo edificio con la cupola è soprannominato ‘la zuccheriera’.
- Il bassorilievo: il ritratto di Pietro Lombardo del 1483 mostra Dante pensoso davanti a un leggio, sopra il sarcofago.
- L’epitaffio: i versi latini sul sarcofago furono scritti da Bernardo Canaccio nel Trecento. Si chiudono chiamando Dante figlio di ‘Firenze, madre di poco amore’.
- La lampada votiva appesa al soffitto. Arde con olio d’oliva toscano che Firenze manda ogni settembre, quando una delegazione della città partecipa all’anniversario della morte di Dante.
- Il tumulo nel giardino vicino al Quadrarco di Braccioforte: qui le ossa rimasero sepolte dal marzo 1944 al dicembre 1945 per proteggerle dai bombardamenti, e il punto è ancora segnalato.
- La campana di Dante, dietro la tomba: collocata nel 1921, per il seicentesimo anniversario della morte, suona tredici rintocchi ogni sera all’ora dell’Ave Maria.
La tomba vuota di Firenze
Firenze non ha mai riavuto il suo poeta. Nel 1829 inaugurò un grande monumento a Dante nella basilica di Santa Croce, ma è un cenotafio: la tomba è vuota. L’olio per la lampada di Ravenna è il gesto con cui Firenze rende omaggio al poeta che un tempo aveva cacciato. Anche Ravenna tiene viva la memoria a modo suo: ogni giorno, davanti alla tomba, si legge ad alta voce un canto della Divina Commedia.
Consigli per la visita
- Abbassa la voce: le strade intorno alla tomba sono la Zona del Silenzio, e ai visitatori si chiede di restare in silenzio e con rispetto.
- La tomba si guarda dalla porta, senza girare all’interno: lascia spazio agli altri se c’è un gruppo in attesa.
- Vieni la mattina presto o verso sera, quando i gruppi in gita se ne sono andati. Se resti fino al tramonto, potresti sentire la campana.
- Abbina la visita alla basilica di San Francesco accanto, dove si tenne il funerale di Dante il giorno dopo la sua morte.
Nei dintorni
- Basilica di San Francesco: la chiesa proprio accanto alla tomba. La sua cripta si trova sotto il livello della falda ed è sempre allagata, con i pesci che nuotano sopra l’antico pavimento a mosaico.
- Museo Dante: nei chiostri francescani accanto alla tomba, con oggetti e documenti sul poeta e sulla lunga storia delle sue spoglie.
- Piazza del Popolo: la piazza principale di Ravenna, con due alte colonne veneziane e i tavolini dei caffè, a pochi minuti a piedi.
- Basilica di San Vitale e Mausoleo di Galla Placidia: i mosaici bizantini più famosi della città, a breve distanza a piedi attraverso il centro.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
