La chiesa Ružica a Belgrado: lampadari fatti di armi

Ružica Church in the Belgrade Fortress

La chiesa Ružica è una piccola chiesa ortodossa in pietra nascosta sotto le mura della fortezza di Belgrado, sul sentiero tra la città alta e la città bassa. Nacque come polveriera nel Settecento e dopo la Prima guerra mondiale fu ricostruita come chiesa dei soldati: i suoi lampadari sono fatti di proiettili, bossoli e sciabole.

La chiesa Ružica in breve

  • Dove: nel cortile esterno orientale della fortezza di Belgrado, sotto la porta Zindan e la torre Jakšić, sul sentiero a gradini che scende verso la città bassa.
  • Costruita: come polveriera austriaca negli anni Trenta del Settecento; trasformata in chiesa nel 1867–1869 e ricostruita dopo la Prima guerra mondiale, riconsacrata nel 1925.
  • Di: l’architetto russo emigrato Nikolaj Krasnov progettò la ricostruzione degli anni Venti; gli affreschi furono dipinti nel 1938 da Andrej Bicenko.
  • Oggi: una chiesa ortodossa serba attiva, dedicata alla Natività della Madre di Dio e da sempre legata all’esercito.
  • Tempo necessario: 15-20 minuti per la chiesa e i dintorni.

Da polveriera a chiesa dei soldati

La tradizione vuole che una chiesa chiamata Ružica sorgesse nella fortezza già nel Medioevo, ai tempi del despota Stefan Lazarević, ma il luogo e la storia sono incerti, e ciò che c’era qui fu distrutto sotto il dominio ottomano. L’edificio attuale nacque come polveriera costruita dagli austriaci durante l’occupazione di Belgrado del 1718–1739. Quando l’ultima guarnigione ottomana lasciò la fortezza nell’aprile 1867, il metropolita di Belgrado chiese subito l’edificio. In pochi mesi fu trasformato in chiesa, consacrato all’inizio del 1868 e dotato di campanile e abside. Poiché la fortezza era un’area militare, Ružica divenne la chiesa della guarnigione.

La Prima guerra mondiale la distrusse quasi del tutto. La fortezza fu bombardata dall’altra sponda della Sava nel 1914 e nel 1915, e quando la città cadde il campanile e tutto il lato dell’abside erano in rovina. Tra il 1921 e il 1925 la chiesa fu ricostruita su progetto di Nikolaj Krasnov e riconsacrata l’11 ottobre 1925. Krasnov lasciò i muri di pietra a vista invece di intonacarli, ed è per questo che la chiesa ha un aspetto così rustico e si fonde con la fortezza. Il ministero della Guerra contribuì alle spese, e le officine militari di Kragujevac fusero i nuovi arredi con materiale bellico.

Cosa osservare

  • I due soldati di bronzo ai lati dell’ingresso: un guerriero medievale dell’epoca dell’imperatore Dušan e un fante serbo dell’inizio del Novecento.
  • I grandi lampadari all’interno, ottenuti fondendo proiettili di fucile e di pistola, bossoli e sciabole.
  • Gli affreschi di Andrej Bicenko del 1938, con una processione di sovrani serbi e, sulla parete ovest, figure moderne come lo zar Nicola II e i re serbi Pietro e Alessandro.
  • I muri in pietra a vista e il campanile aggiunto negli anni Venti, che danno alla chiesa il suo aspetto rustico.
  • La lapide sul muro esterno che ricorda le distruzioni della guerra e la riconsacrazione del 1925.

Perché Ružica, la piccola rosa?

Ružica significa piccola rosa, e il nome ha due spiegazioni. Una leggenda popolare racconta che tre sorelle, Ružica, Cveta e Marica, costruirono ciascuna una chiesa nella fortezza dandole il proprio nome. La spiegazione più probabile è più antica: nella Serbia medievale la festa ortodossa della Trinità cadeva nel periodo della festa pagana delle rose, le Rosalie, e molte chiese legate a essa erano chiamate Ružica dal popolo.

Consigli per la visita

  • Vestiti in modo sobrio e parla a bassa voce: è una chiesa attiva in cui si celebrano le funzioni.
  • Fermati un momento fuori a leggere la lapide e a guardare le due statue di soldati prima di entrare.
  • Il sentiero dalla città alta è ripido e in parte a gradini: metti scarpe comode.
  • Unisci la visita a una discesa verso la torre Nebojša e la riva della Sava, poi risali attraverso il parco Kalemegdan.

Nei dintorni

  • La cappella di Santa Petka: a pochi passi, presso la fonte di Santa Petka, ritenuta da secoli miracolosa e ancora molto visitata.
  • La porta Zindan: la porta medievale con torri rotonde proprio sopra la chiesa, che porta alla città alta.
  • La torre Nebojša: la torre medievale vicino al fiume ai piedi della fortezza, in fondo al sentiero che passa davanti alla chiesa.
  • Il monumento al Vincitore (Pobednik): il simbolo in bronzo di Belgrado sul bordo della fortezza, con ampie vedute sulla confluenza tra Sava e Danubio.

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