
La civetta di Digione (la Chouette) è una piccola civetta di pietra scolpita sul lato nord della chiesa di Notre-Dame, nella via pedonale Rue de la Chouette. Da generazioni i passanti la accarezzano con la mano sinistra esprimendo un desiderio, e così tante mani l’hanno toccata che è quasi liscia. È diventata il simbolo della città: il Percorso della Civetta nel centro storico è segnalato da targhe con la civetta incastonate nel selciato.
La civetta di Digione in breve
- Dove: Rue de la Chouette, sul muro nord della chiesa di Notre-Dame, nel centro storico di Digione.
- Scolpita: data e scultore sconosciuti; la cappella su cui si trova fu aggiunta alla chiesa alla fine del XV o all’inizio del XVI secolo.
- Cos’è oggi: il portafortuna e la mascotte non ufficiale di Digione, riparata dopo un attacco a martellate nel 2001 e oggi sorvegliata da telecamere.
- Tempo necessario: 5 minuti per la civetta, circa 30 minuti se aggiungi la chiesa e il suo Jacquemart.
Una chiesa gotica, una cappella più tarda e un mistero irrisolto
La chiesa di Notre-Dame fu costruita all’incirca tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Duecento, nel cuore della città medievale. Il suo architetto è sconosciuto, e così la storia della civetta. La scultura si trova sul contrafforte di una cappella aggiunta molto più tardi, e nessun documento spiega perché sia lì. Secondo una teoria era la firma di un capomastro di nome Chouet, un gioco di parole con chouette, la parola francese per civetta; altri la collegano alla civetta di Atena, dea della saggezza, o la leggono come un simbolo medievale di vigilanza. Nessuna è stata dimostrata.
Di certo ci sono i danni del tempo e delle mani. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2001 qualcuno colpì la civetta con un martello, danneggiandola gravemente. La città la fece riparare usando un calco realizzato nel 1988, la civetta restaurata fu inaugurata di nuovo ufficialmente il 12 maggio 2001 e da allora la strada è sorvegliata da videocamere.
Cosa osservare
- La civetta: scolpita in basso sul contrafforte, a un’altezza che chiunque può raggiungere, e levigata da innumerevoli mani, tanto da risaltare sulla pietra più nitida intorno.
- La salamandra: scolpita un po’ più in alto sullo stesso muro. Secondo la tradizione, mentre esprimi il desiderio devi voltarle le spalle o almeno non guardarla.
- Le targhe della civetta: piccole targhe con una civetta incastonate nel selciato. Segnano il Percorso della Civetta (Parcours de la Chouette), un itinerario segnalato di circa 22 tappe nel centro storico.
- Il Jacquemart: l’automa dell’orologio sopra la facciata ovest della chiesa. Il duca Filippo l’Ardito lo portò da Courtrai, nelle Fiandre, dopo la sua campagna del 1382. Jacquemart e sua moglie Jacqueline battono le ore, i loro «figli» Jacquelinet e Jacquelinette le mezz’ore e i quarti d’ora.
- I falsi doccioni: la facciata ovest è ornata da 51 gargouille che non hanno mai scaricato acqua piovana. Furono scolpite nel 1880–1882 durante un restauro; quelle vere, funzionanti, sono sui muri laterali.
Come esprimere un desiderio, e una storia più antica
L’usanza, seguita da abitanti e visitatori, è toccare la civetta con la mano sinistra, quella dalla parte del cuore, mentre esprimi un desiderio; alcuni appoggiano anche la mano destra sul cuore. Nessuno sa quando sia nata questa abitudine. Notre-Dame ha anche una storia più antica: secondo un racconto medievale, le prime gargouille della facciata furono tolte intorno al 1240 dopo che una di esse era caduta uccidendo un usuraio.
Consigli per la visita
- Vieni la mattina presto o la sera, quando è meno probabile dover aspettare dietro ad altri visitatori il tuo turno davanti alla civetta.
- Toccala con delicatezza e solo con la mano sinistra. La pietra è fragile e ha già avuto bisogno di una riparazione.
- Entra in Notre-Dame per vedere Notre-Dame de Bon-Espoir, una statua lignea della Vergine dell’XI o XII secolo, considerata una delle più antiche di Francia. La leggenda le attribuisce la salvezza di Digione dall’assedio degli svizzeri nel 1513.
- Usa la civetta come punto di partenza del Percorso della Civetta e segui le targhe nel selciato fino al Palazzo dei Duchi e al mercato coperto.
Nei dintorni
- Hôtel de Vogüé: un palazzo nobiliare nella stessa via, costruito intorno al 1614 per Étienne Bouhier, consigliere al parlamento di Borgogna, con un tetto colorato di tegole smaltate in stile borgognone.
- Palazzo dei Duchi e Place de la Libération: il palazzo dei duchi di Borgogna, oggi municipio e Museo di Belle Arti, con la sua piazza semicircolare davanti, a un paio di minuti a piedi.
- Torre di Filippo il Buono: la torre quattrocentesca del palazzo ducale, che puoi salire con una visita guidata per una vista sui tetti del centro storico.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
