
Il Koïfhus, o Ancienne Douane, è l’antica dogana di Colmar, dove le merci in entrata e in uscita dalla città venivano immagazzinate e tassate. L’edificio principale risale al 1480 ed è quindi il più antico edificio pubblico della città, e la sala al piano superiore ospitava le riunioni della Decapoli, la lega delle dieci città imperiali dell’Alsazia.
Il Koïfhus in breve
- Dove: sulla Grand-Rue, in Place de l’Ancienne Douane, tra la chiesa di San Martino e il quartiere dei pescivendoli.
- Costruito: l’edificio principale della dogana nel 1480, modificato nel XVI e XVIII secolo; i due edifici vicini si aggiunsero nel 1482 e nel 1594.
- Che cos’è oggi: un monumento storico tutelato usato per mostre, fiere ed eventi.
- Tempo necessario: 15–20 minuti all’esterno, di più se c’è una mostra.
Dazi, consigli e candele
Il nome viene dall’alsaziano Koifhus, “casa dei mercanti” o magazzino. Al piano terra i mercanti scaricavano le merci e pagavano i dazi su tutto ciò che entrava o usciva dalla città. La grande sala al piano superiore servì di volta in volta al tribunale, al consiglio cittadino e ai deputati della Decapoli, l’alleanza di dieci città imperiali alsaziane esistita dal 1354 al 1679. Per lunghi periodi l’edificio fu anche il municipio di Colmar.
Il Koïfhus è in realtà un gruppo di tre edifici attorno a un cortile. Quello centrale, detto zum Grisen da una famiglia che vi gestiva dei bagni, fu acquistato dalla città nel 1482 e usato come macello fino al 1840. La casa a nord, l’Ankenhaus, fu comprata nel 1594 per il commercio di sego e candele; vi nacque nel 1771 Jean Rapp, uno dei generali di Napoleone. L’interno è tutelato come monumento storico dal 1930, facciate e tetti dal 1974.
Cosa osservare
- Il tetto ripido di tegole smaltate colorate, sormontato da un piccolo campanile traforato.
- I portali principali, con uno scudo con l’aquila bicipite del Sacro Romano Impero sopra un arco incorniciato dagli stemmi della città.
- Le finestre a crociera della sala superiore, le cui vetrate includono gli stemmi delle città della Decapoli.
- Nel cortile: una colonna del 1543 che celebra la vittoria di Carlo V sul duca di Clèves, collocata prima sul Ponte dei Macellai, e una loggia di legno su colonne toscane in pietra.
- Sull’edificio nord, gli alti frontoni e le lesene delle finestre scolpite con volti umani.
La fontana e la leggenda del Tokay
Sulla piazza si trova la fontana Schwendi, con una statua in bronzo di Auguste Bartholdi del 1898. Raffigura Lazarus von Schwendi, generale imperiale del XVI secolo, con in mano un ceppo di vite. Secondo la leggenda, Schwendi avrebbe portato in Alsazia il vitigno Tokay dall’Ungheria; gli storici ne dubitano, ma la storia si racconta ancora nelle osterie di Colmar.
Consigli per la visita
- Guarda il tetto dal lato sud della piazza, da dove si vede tutta la distesa di tegole.
- Entra nel cortile per vedere la colonna e la loggia, che molti visitatori non notano.
- Vieni la sera, quando la piazza è più tranquilla e l’edificio è illuminato.
Nei dintorni
- Chiesa di San Martino: la chiesa più grande di Colmar, a pochi minuti a piedi verso nord.
- Maison Pfister: una casa di mercanti del 1537 con galleria in legno e facciata dipinta, lì vicino.
- Quartiere dei pescivendoli: il Quai de la Poissonnerie lungo il canale, appena a sud della piazza.
- Chiesa di Saint-Matthieu: un’ex chiesa francescana sulla Grand-Rue, a breve distanza.
Scopri Colmar con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Colmar trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe e dura circa 2 ore, con circa 33 minuti di cammino. L’Ancienne Douane è una delle tappe, e il percorso tocca anche la chiesa di San Martino e il quartiere dei pescivendoli. Puoi giocare in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo o olandese.
Se preferisci un formato diverso, a Colmar ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto.
Gioca alla caccia al tesoro di Colmar →
Fai il tour a piedi in autonomia di Colmar →
Gioca all’escape game all’aperto a Colmar →
Fatti verificati a ottobre 2026.
