
La città di Kos racchiude duemilacinquecento anni in poche strade intorno al porto: un castello dei Cavalieri di San Giovanni, un platano legato al padre della medicina, una sala da concerto romana e una piazza dell’epoca italiana con moschee ottomane. Questa guida ne presenta cinque, tutte tappe della stessa passeggiata nel centro, da vedere in un unico giro facile. Nessuna dista più di una breve passeggiata dalla successiva, e il percorso ti porta tra gli angoli più animati e quelli più tranquilli della città.
Castello di Nerantzia
La fortezza all’ingresso del porto fu costruita dai Cavalieri di San Giovanni, l’ordine crociato che governava Rodi e Kos, soprattutto nel XIV e XV secolo. Ha una cinta interna e una esterna con torri rotonde agli angoli e un tempo era isolata dalla città da un fossato. Oggi quel fossato è il viale Finikon, fiancheggiato da palme, e nel castello si entra ancora attraverso un ponte.
Il nome deriva dalla parola greca per l’arancio amaro, nerantzi. I costruttori riutilizzarono molta pietra più antica, così nelle mura sono inseriti blocchi di marmo, rocchi di colonne e pezzi scolpiti della Kos antica. Il castello è stato danneggiato dal terremoto del 2017 e alcune parti sono rimaste a lungo chiuse per lavori: verifica cosa è aperto prima di andare.
- Blocchi scolpiti antichi e iscrizioni murati nelle pareti, soprattutto intorno alle porte.
- Gli stemmi dei cavalieri inseriti nella pietra.
- La vista dalle mura sul porto e, di fronte, sulla costa turca.
- La porta del castello, con il ponte davanti, rivolta verso il platano.
Il Platano di Ippocrate
Subito fuori dal ponte del castello si allarga l’albero più famoso dell’isola. La tradizione vuole che Ippocrate, il medico nato a Kos nel V secolo a.C., insegnasse ai suoi allievi all’ombra di un platano proprio qui. L’albero di oggi non è quello: si stima che abbia circa 500 anni, il che lo rende comunque uno dei platani più antichi d’Europa. Il tronco cavo misura circa 12 metri di circonferenza e i rami pesanti poggiano su sostegni di metallo.
- L’impalcatura che regge i vecchi rami e i nuovi germogli che spuntano dal tronco secolare.
- La fontana ottomana e la moschea di Gazi Hassan Pascià del XVIII secolo, detta anche moschea della Loggia, proprio accanto all’albero.
Piazza Eleftherias
Piazza della Libertà è la piazza principale di Kos e mostra come la città fu ricostruita dagli italiani, che governarono il Dodecaneso dal 1912 al 1943, dopo il terremoto del 1933. Su un lato sorge il Museo Archeologico, completato nel 1935; la sua collezione comprende una statua di Ippocrate trovata nell’Odeon romano. Di fronte c’è la moschea Defterdar, della fine del XVIII secolo, che non è visitabile.
- La facciata a portici del Museo Archeologico, tipica degli edifici italiani degli anni Trenta.
- Il minareto della moschea Defterdar.
- Il mercato coperto, un buon posto per comprare miele, erbe e frutta dell’isola.
Lo stesso terremoto riportò alla luce, sotto le vecchie case, ampie parti della città antica, che gli archeologi italiani scavarono negli anni successivi. L’Agorà antica, luogo di mercato e di riunione della Kos antica, si stende tra la piazza e il porto; dai sentieri intorno vedi colonne, fondamenta e i resti di un tempio di Afrodite.
Museo storico e del folclore di Kos (lo Hani)
A pochi passi dalla piazza, un piccolo museo racconta il passato più recente dell’isola e la vita tradizionale a Kos. Qui lo chiamano lo Hani, la parola greca per una locanda di un tempo. È una tappa più tranquilla del castello e del grande museo, e un buon posto per vedere come si viveva e lavorava a Kos prima che il turismo cambiasse l’isola.
L’Odeon romano
L’Odeon è un piccolo teatro romano sul viale Grigoriou, vicino alla casa romana scavata nota come Casa Romana. Un tempo era coperto e serviva probabilmente per la musica e per le riunioni del consiglio cittadino. Ha 14 file di sedili, nove delle quali restaurate, e ospita circa 750 persone. D’estate vi si tengono ancora concerti ed eventi culturali.
- Le prime file, dove sedevano gli spettatori più importanti.
- I passaggi a volta sotto le gradinate, che puoi percorrere.
Il nome di Ippocrate è ovunque a Kos, ma il legame più diretto è al museo, dove è esposta la statua trovata qui. Fuori città, l’Asklepieion, l’antico santuario della guarigione dove si ritiene che i suoi seguaci praticassero la medicina, è il posto da vedere dopo se vuoi saperne di più.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti da piazza Eleftherias e dal Museo Archeologico, poi cammina verso sud-ovest fino all’Odeon romano. Torna per le vecchie strade fino allo Hani, poi dirigiti verso il porto per il Platano di Ippocrate. Finisci attraversando il ponte sul viale Finikon per entrare nel castello di Nerantzia, la cui vista sul porto chiude bene il giro. D’estate il primo mattino e il tardo pomeriggio sono i momenti più piacevoli, quando le pietre non scottano.
Scopri Kos con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Kos trasforma la città in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe, dalla statua di Ippocrate al castello di Nerantzia, e tutti e cinque i luoghi di questa guida sono tappe, insieme a piazza Antagora, al parco monumentale dei combattenti di Kos e alla chiesa della Panagia Gorgoepikoos. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, al tuo ritmo.
A Kos ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
